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Medici di famiglia, accordo storico, in arrivo 16 milioni di euro per migliorare il sistema sanitario Trentino

Un accordo in grado di migliorare la vita di molti pazienti attraverso una serie di progettualità considerate prioritarie, quali diabete, malattie croniche e altre patologie. Ora il prossimo passo è quello di trovare l'intesa per 'aggregare i medici', pronti altri tre milioni di euro. Zeni: "Un tassello che si aggiunge al welfare anziani, alla sperimentazione dei luoghi intermedi e all'infermiere di comunità"

Di Luca Andreazza - 19 dicembre 2017 - 18:10

TRENTO. Una lunga notte di lavoro quella tra lunedì e martedì, tra l'assessore Luca Zeni e i rappresentanti sindacali della medicina generale, ma il risultato finale è un grande passo verso la riorganizzazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Complessivamente sono stati messi in campo 16 milioni, cioè 3 milioni e 200 mila euro all'anno dal 2018 al 2022.

 

"Dopo dieci anni - dice l'assessore Luca Zeni - abbiamo trovato un accordo tanto storico quanto strategico per adeguare i modelli ormai consolidati all'attuale società. Sono stati fissati in maniera condivisa e precisa gli obiettivi da raggiungere: un nuovo modo di concepire i servizi agli assistiti che prevede l'apporto di tutti i soggetti coinvolti". 

 

I progetti sui quali Apss e circa 350 medici di medicina generale lavoreranno sono una maggiore appropriatezza riguardo al ricorso all'ospedalizzazione, una maggior adesione agli screening oncologici e un’attenzione all’appropriatezza prescrittiva degli accertamenti diagnostici.

 

"Un nuovo grande progetto - aggiunge l'assessore - sul quale specialisti e medici di famiglia intendono collaborare è l’adesione al percorso del diabete, un piano che prevede di coinvolgere i 21 mila diabetici attualmente censiti in provincia di Trento con una maggior presa in carico della medicina territoriale".

 

Un accordo, questo, in grado di migliorare la vita di molti pazienti attraverso una serie di progettualità considerate prioritarie, quali diabete, malattie croniche e altre patologie. "Un tassello - prosegue Zeni - che si aggiunge al welfare anziani, alla sperimentazione dei luoghi intermedi e all'infermiere di comunità".

 

Una trattativa lunga, talvolta dura nei toni e nelle modalità, "ma alla fine - commenta Paolo Bordon, direttore generale dell'Apss - è prevalso il senso di collaborazione di tutti e credo sia stato raggiunto un accordo ragionevole e utile nel reciproco interesse delle parti".

 

Soddisfatta anche la Cisl. "Una maratona - dice Nicola Paoli, segretario generale della Cisl medici del Trentino - ma fruttuosa e costruttiva riguardante le tante criticità che hanno bloccato per dieci anni le risorse progettuali per tutta la medicina generale. I nostri medici possono ora guardare al futuro e continuare con più tranquillità quello per cui sono stati formati".

Ora la trattativa si sposta sul fronte 'aggregazione dei medici' e in ballo ci sono altri tre milioni di euro, già previsti nella legge di bilancio provinciale. "La visione - spiega Zeni - è quella di trovare un accordo tra amministrazione, Apss e rappresentati sindacali per replicare il modello che stiamo positivamente sperimentato a Pinzolo".

 

I medici di famiglia sono chiamati a collaborare, lavorare in squadracondividere le cartelle cliniche e ottimizzare il servizio al paziente. Un ulteriore presenza sul territorio che non sostituisce gli ambulatori già operativi. 

 

"Anche in questo caso - conclude Zeni - l'obiettivo è quello di adeguarsi alla società attraverso due percorsi. Il primo è quello dell'accentramento per garantire un servizio di qualità per le patologie più importanti, mentre il secondo prevede una maggiore presenza sul territorio per venire incontro alle attuali esigenze dei pazienti tra vecchiaia, cronicità e morfologia del Trentino". 

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