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Boom per Agostini, 57 anni dopo ripercorre la Trento-Bondone

Tantissima gente in piazza Duomo tra stand e bandiere rosa, ma anche lungo i tornanti fino a Candriai, il percorso della sua prima gara nel 1961, quando è cominciata la sua storia a bordo delle moto

Di Christian Bertolla - 12 ottobre 2018 - 20:51

TRENTO. Un viaggio nel tempo. Tuta nera e casco tricolore, il protagonista è Giacomo Agostini, il più grande pilota di tutti i tempi è risalito lungo i tornanti del Bondone per il Festival dello sport (Qui magazine speciale de Il Dolomiti).

 

Tantissima gente in piazza Duomo tra stand e bandiere rosa, ma anche lungo i tornanti fino a Candriai, il percorso della sua prima gara nel 1961, quando è cominciata la sua storia a bordo della moto. Una mattina impreziosita anche dalla moto dell'epoca, quel storico Settebello Morini 175 che oggi è proprietà di Bruno Ruozzi di Reggio Emilia.

 

Ancora prima dell'inaugurazione ufficiale di giovedì. Questo è il momento che gli organizzatori del Festival dello sport hanno voluto riservare all'apertura della mostra dedicata ad Aldo Drudi, noto grafico che negli anni si è fatto conoscere nel circuit del motomondiale per aver ideato i caschi e le livree dei migliori piloti, Valentino Rossi su tutti.

 

A quello che possiamo definire un prequel dell'evento che sta facendo confluire a Trento migliaia di appassionati sportivi, non poteva certo mancare il più grande pilota di tutti i tempi, almeno per quanto riguarda i numeri tra vittorie e titoli mondiali, cioè Giacomo Agostini, conosciuto da tutti come "Ago".

 

Il siparietto tra Drudi, Agostini ed il fotografo Gigi Soldano ha intrattenuto una platea di gente trepidante in attesa di respirare aria di festival, record, imprese e grandi campioni. Il pubblico si è scaldato soprattutto quando Agostini ha iniziato a raccontare aneddoti incentrati principalmente sull'inizio della carriera.

 

Non sono mancati i riferimenti ai difficili anni in cui il pilota bresciano ha deciso di intraprendere una brillante carriera su due ruote e sul senso di insicurezza che si provava ogni volta che si scendeva in pista, in cui "non si sapeva se la sera si sarebbe tornati a casa".

 

Toccanti sono stati poi anche i ricordi sulle difficoltà economiche con cui un giovane pilota del tempo doveva confrontarsi tra la scommessa da fare sul proprio presunto talento e il senso di colpa che nasceva dal fatto di pesare economicamente sulla famiglia.

 

Tra i momenti che "Ago" ricorda con più piacere non manca di citare la mitica ascesa al Bondone, prima gara ufficiale da lui disputata in sella a una Morini 175 Settebello all’età di 19 anni e che concluse con un sorprendente secondo posto. Quella piazza d'onore ad accrescere la convinzione del pilota di Lovere di avere talento per proseguire all'inseguimento di quel sogno che era diventare il più forte pilota del mondo.

 

E proprio la mattina del venerdì, a distanza di oltre mezzo secolo, sono passati 57 anni, Agostini e la sua Morini, ancora perfettamente funzionante, si sono ritrovati in piazza Duomo per una rievocazione di quella gara storica.

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