Cinque campioni del vino presentati al Masetto della Cantina Endrizzi e il risultato è da applausi
Venerdì nella prestigiosa cornice della cantina della famiglia Endrici di San Michele sono stati presentati a sommelier e influencer prodotti di cantine ''d'alta quota'' dalla Lasterosse alla Corvée alla Filanda de Boron oltre a due grandi (un Pinot Nero e un Teroldego) della cantina di ''casa''

SAN MICHELE ALL'ADIGE. E' stato un vero e proprio viaggio sensoriale, tra profumi, sapori, suoni quello avvenuto venerdì nella suggestiva cornice del Masetto, il prestigioso edificio che ospita la cantina Endrizzi della famiglia Endrici. Al cospetto di influencer e sommelier venuti da tutta Italia per vivere questa esperienza e, in qualche caso, per proseguire poi la loro marcia verso il Merano Wine Festival, e sotto la guida della Sommelier Rosaria Benedetti sono stati presentati cinque vini: due della ''casa'', davvero straordinari, un Pinot Nero Riserva e un Teroldego Rotaliano Superiore Riserva della cantina Endrizzi, e tre prodotti di tre cantine molto interessanti distanti geograficamente l'una dall'altra ma collegate dal fil rouge dell'altitudine.
Stiamo parlando della LasteRosse che coltiva i suoi vigneti in Val di Non a quote superiori ai 650 metri e ha presentato un Groppello di Revò 2014 le cui uve sono coltivate con attenzione e passione (addirittura per tenere lontani gli uccelli dai grappoli, spesso, vengono ancora usati gli stuzzicadenti infilati vicino agli acini) in un ambiente sempre più monopolizzato dai meleti ed è stato proposto in versione spumante metodo classico; poi è stato il turno della cantina Corvée, che si trova in Val di Cembra, e riesce a produrre ottimi vini su un terreno scosceso, famoso per il porfido, tra quota 500 e 872 metri e che ha presentato un Müller Thurgau biologico chiamato Viàch 2016 molto interessante; come interessantissima è stata la presentazione del Dedit 2016 della cantina Filanda de Boron: un vino di Tione (terra non certo famosa per la sua produzione vinicola) resistente, quindi più che biologico, un prodotto ''urbano'' realizzato all'interno del borgo delle Giudicarie, un Solaris molto particolare e tutto da scoprire.
"Nell’edizione 2018 di Mansum ci hanno affiancato tre nuovi volti della vitienologia trentina, piccole, preziose realtà da territori viticoli desueti e ora in fermento – ha spiegato il padrone di casa Paolo Endrici -. Portare nel mondo l’immagine di un Trentino viticolo appassionato e vitale è sempre stato un mio personale obiettivo primario, anche facendo rete con belle realtà della nostra regione''. E ai prodotti di Pietro e Silvia Pancheri di LasteRosse, Moreno Nardin di Corvée e Nicola Del Monte di Filanda de Boron sono seguiti due ''campioni'' della Cantina Endrizzi il Golalupo Pinot Nero Riserva e il Leoncorno Teroldego Rotaliano Superiore Riserva, due vini del territorio sui quali l’Azienda e l’enologo Vito Piffer hanno lavorato con passione negli ultimi anni raggiungendo degli straordinari risultati.
Suggestivo ed emozionante l’intermezzo teatrale dell’attrice e regista Maura Pettorusso di Trento Spettacoli, che ha scritto e recitato il racconto del Golalupo e Leoncorno, due nomi leggendari e ricchi di storia, profondamente radicati nell’identità del Masetto, uno ricollegato alla presenza dei lupi nella zona e l'altro al vecchio nome della locanda che si trovava proprio dove si erge oggi il Masetto.
Paolo, Christine e i figli Lisa Maria e Daniele Endrici hanno voluto infine affidare la realizzazione dello splendido menù dell’evento alla Impresa Sociale Kaire di Trento, valida realtà della ristorazione e banqueting della regione, che offre una seconda possibilità di vita a ragazzi e persone con un passato difficile, che trovano così un concreto reinserimento nel sociale attraverso il lavoro appassionate della gastronomia.














