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Da Endrizzi la verticale è da urlo: il Mèria della tenuta toscana Serpaia stupisce anche il miglior sommelier del mondo e poi c'è lo chef stellato Brunel

Per celebrare i 20 anni della tenuta toscana della famiglia Endrici al Masetto di San Michele si è tenuta una serata per apprezzare la cuvée a base merlot, con cabernet, sangiovese e petit verdot, in sei diverse annate. Poi la cena con lo chef stella Michelin a soli 28 anni, ora tornato in Trentino con il suo ristorante ad Arco

Foto di Margherita Pisoni (DegustaTrentino)
Di Cinzia Patruno - 01 ottobre 2019 - 14:41

SAN MICHELE ALL'ADIGE. Un abbraccio, quello del Trentino alla Toscana, grazie alla fortunata liaison nata vent'anni fa dalla felice intuizione di Paolo Endrici di Cantine Endrizzi e della moglie Christine. In occasione dei vent'anni dalla nascita di Serpaia di Endrizzi, la famiglia Endrici ha voluto creare un evento speciale che raccontasse il legame tra il Trentino e la Maremma.

 

Partendo, naturalmente, dai vini prodotti in Maremma da Endrizzi, in bilico tra l'identità tipica dei vini toscani e quel guizzo trentino nel quale si riconosce la filosofia dei vini di casa Endrici. Ha celebrato quest'unione una verticale di Mèria Serpaia di Endrizzi, una degustazione di questo vino in sei diverse annate, con la presentazione ufficiale del 2015.

 

“Sentivo il bisogno di una nuova sfida. Oltre alle montagne – racconta Paolo Endrici, fondatore di Cantine Endrizzi, ricordando la fondazione di Serpaia – ci serve anche il mare. Per questo, stimolato da mia moglie Christine, abbiamo analizzato i terreni nella zona di Magliano, a sud di Grosseto, e pensato fosse un luogo molto adatto”.

 

Una sfida vera e propria, vista la natura dei terreni, al primo impatto non accoglienti. Ma questo non ha scoraggiato un trentino, desideroso di portare un po' della filosofia di produzione vinicola della sua cantina anche fuori provincia. “'Che fate qua, è tutta una serpaia!', ci dissero – racconta Endrici -. Ci passò anche un serpente sotto i piedi. Chiamammo la tenuta serpaia per questo motivo”. La zona era molto secca e i primi vitigni stentavano a sopravvivere. “Ora, da vent'anni, possiamo dire di essere un po' toscani”.

 

Una Toscana rivelata magistralmente dalla degustazione verticale di Mèria, condotta dal miglior sommelier del mondo Wsa 2018 Eros Teboni, classe 1990 ma già al top della sua categoria. Agenti e giornalisti hanno avuto così l'occasione di degustare sei annate di questa cuvée a base merlot, con cabernet, sangiovese e petit verdot, apprezzando in modo particolare l'annata 2015 per il grande potenziale. Un vino che Teboni, con la sua narrativa giovane e informale, ha definito panciuto, dai fianchi larghi, rotondo e ciccione, più “muscoloso” secondo la sommelier Liliana Savioli.

Non è mancato l'effetto sorpresa con la degustazione del Gran Serpaia 2015, all'insaputa dell'enologo di Serpaia di Endrizzi Lorenzo Landi arrivato all'ultimo da Milano, ma voluta da Teboni e dalla famiglia Endrici. Un cento per cento merlot che Teboni ha definito “dalla grande bevibilità, caratterizzato da una freschezza che lo distingue da quello che spesso è il tallone d'Achille del merlot”. Un classico toscano che merita di essere acquistato, anche grazie alla sua grande espressione di territorialità.

 

Il tutto si è svolto nell'ambito dell'evento Mansum, l'annuale raduno delle Cantine Endrizzi con gli agenti e la stampa arrivato alla quarta edizione, che vuole essere un confronto informale, un momento di crescita per la cantina che umilmente si mette in ascolto di chi ben conosce il consumatore finale. Informale sì, ma certamente in grande stile, visto che alla verticale ha fatto seguito una cena ad ispirazione toscana creata dallo chef stellato Peter Brunel, originario della Val di Fassa e fresco di apertura del suo nuovo ristorante ad Arco (che ildolomiti.it vi ha raccontato qui).

 

Memore del lavoro a Firenze nel suo ristorante Borgo San Jacopo con il quale ha conquistato la stella Michelin a soli 28 anni, chi meglio di Brunel poteva rappresentare i sapori della Toscana che si uniscono armoniosamente alla terra trentina. Nasce così l'intuizione di presentare una rivisitazione della pappa al pomodoro, una polenta soffiata con maionese alla mela e una ceviche di trota. A cornice e splendido accompagnamento dei vini Endrizzi, seguono portate di ispirazione toscana come i bottoni di cinghiale con fondo di cinta senese, la patata soffiata con tartufo e il maialino con prugna, per concludere con il tiramisù toscano accompagnato dal Mèria 2015 che aveva conquistato tutti e che, siamo sicuri, conquisterà ancora di più tra qualche anno.

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