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Cyberbullismo e Sexting: otto film realizzati dagli studenti con gli smartphone per affrontare il problema

A sviluppare il progetto con due classi delle scuole medie di Mezzolombardo e di Mezzocorona è stata l’associazione culturale il Funambolo di Trento in collaborazione con Medialab di Bolzano. I film verranno proiettati il 31 all'Istituto Martini

Pubblicato il - 30 May 2018 - 12:59

MEZZOCORONA. Quattro film di circa 10 minuti l’uno, tutti ideati, scritti, interpretati e girati con lo smartphone da studenti di una scuola secondaria di Mezzolombardo e altri quattro delle medie di Mezzocorona. Verranno proiettati il 31 maggio alle 18.30 nell'Aula Magna dell'Istituto Martini di Mezzolombardo, Via Perlasca  e serviranno a raccontare cyberbullismo e sexting: vere forme di delinquenza che come tali non si combattono solo con la repressione e le proibizioni ma soprattutto con la cultura e l'informazione. E proprio per questo nell'Istituto comprensivo di Mezzolombardo-Paganella si è deciso di lavorare a un progetto che si basi sull'utilizzo intelligente delle nuove tecnologie per raccontare queste due piaghe dei nostri tempi.  

 

Scuola e ragazzi hanno sviluppato un percorso legato a un’idea positiva e costruttiva: lo smartphone ha delle straordinarie potenzialità che possono essere sfruttate pienamente dai ragazzi per l’espressione di sé. Fra queste potenzialità, c’è anche la facilità di condivisione di quanto girato o fotografato. Non si è, quindi, lavorato sulla proibizione, sulla negatività, sulla paura, bensì sulla consapevolezza, facendo riflettere i ragazzi sul valore della comunicazione e dell’espressione di sé e invitandoli a considerare cosa sia opportuno o utile condividere e con chi

 

Il progetto si è strutturato su due fasi. La prima è stata quella di laboratorio: si è cominciato con tre lezioni propedeutiche di preparazione al percorso che si sarebbe affrontato nelle settimane successive. Guido Laino, dell’associazione il Funambolo di Trento, ha lavorato sullo storytelling, su come immaginare, costruire e raccontare una storia con l’aiuto delle immagini; Nicola Cattani, regista e direttore della fotografia, si è occupato invece di grammatica cinematografica (inquadrature, montaggio, sceneggiatura); Salvatore Palmiero, psicologo, ha infine affrontato i temi del progetto, il bullismo e il cyberbullismo. 

 

La seconda fase è stata quella in classe: le classi sono state suddivise in quattro gruppi (di 5 o 6 studenti), seguiti ciascuno da un tutor, che ha guidato il lavoro di gruppo. Del team di tutor, diretto e coordinato da Guido Laino, hanno fatto parte Linda Albanese, Nicole Cecchinato, Giulia Schembri e Silvia Dolzani. Dopo un primo incontro dedicato a fare la reciproca conoscenza (utilizzando esercizi di presentazione e auto-rappresentazione video e fotografica), nel secondo incontro, attraverso una serie di esercizi e giochi specifici, si è elaborata l’idea per un film, raccogliendo e discutendo le idee di tutti e facendo in modo che il soggetto sviluppato rappresentasse le aspettative e gli interessi di tutti i componenti del gruppo.

 

A seguire, nei cinque appuntamenti successivi, si è costruita tutta la storia a partire dal soggetto, si è abbozzata una sorta di sceneggiatura semplificata e si sono realizzate le riprese. Nell’ultimo di questi incontri un pre-montato del film è stato sottoposto al gruppo perché si potesse commentarlo e correggerlo, lo si completasse con le scene mancanti e gli si desse un titolo. Le due classi impegnate nel progetto hanno dunque prodotto 4 film ciascuna, di circa 10 minuti l’uno, tutti ideati, scritti, interpretati e girati con lo smartphone dagli studenti delle due classi.

 

Non si è trattato dunque di un progetto di cinema a scuola in cui agli alunni è chiesto di affidarsi a uno o più esperti per realizzare il proprio cortometraggio, ma un laboratorio che ha visto i ragazzi nel ruolo di protagonisti in tutte le fasi creative e produttive, utilizzando strumenti che sono ogni giorno a loro disposizione e che, dopo questa esperienza, potranno decidere di tornare a utilizzare per esprimersi, raccontarsi e assumere un ruolo attivo nel mondo che li attende. Il progetto sarà presentato il 31 maggio alle 18.30 nell'Aula Magna dell'Istituto Martini di Mezzolombardo, Via Perlasca. 

 

A sviluppare il progetto è stata l’associazione culturale il Funambolo di Trento in collaborazione con Medialab di Bolzano. Le scuole hanno partecipato a un bando della fondazione Caritro, ottenendo un contributo a parziale copertura delle spese; hanno inoltre potuto contare sul sostegno della Cassa Rurale Rotaliana Giovo e della Cassa Rurale Lavis Mezzocorona Val di Cembra. Protagonisti del percorso sono state una terza classe della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo di Mezzolombardo-Paganella e una prima classe (sempre della scuola secondaria di primo grado) dell’istituto comprensivo di Mezzocorona. Le due classi sono state coordinate rispettivamente dal professor Francesco Triolo e dalla professoressa Michela Mazzarella.

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