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| 22 nov 2018 | 21:28

Da Belluno al Nepal in bicicletta, 10 mila chilometri per portare solidarietà in Langtang

Un viaggio durato quattro mesi per Fausto De Poi, 39enne di Sospirolo. Un modo per conoscere anche tante storie, come una famiglia colombiana incontrata in Georgia, partita sei mesi prima in bicicletta dalla Spagna senza una meta finale. A questa si aggiunge quella dell'oligarca kazako

SOSPIROLO. Da Sospirolo in provincia di Belluno al Nepal. Tutto in sella alla bicicletta per solidarietà. Questa l'avventura a colpi di pedale di Fausto De Poi di 39 anni e imbianchino di professione. Un viaggio di fatica e paesaggi, 50 chili di zaino e tanto entusiasmo per percorrere oltre 10 mila chilometri. Un percorso per portare il proprio aiuto, e quello dell'Associazione Giuliano De Marchi per il Nepal, dopo il terremoto del 2015. 

 

La partenza il 15 luglio scorso e dopo quattro mesi la meta, il Nepal dopo aver attraversato tredici Paesi: Italia e Slovenia, Croazia e Serbia, Bulgaria e Turchia, Georgia e Russia. E ancora Kazakistan, Kirghizistan, Cina e Tibet. "Un viaggio fantastico - dice De Poi - sotto tutti i punti di vista. Non sono di certo mancate difficoltà, paure, colpi di scena e pianti, ma soprattutto tante emozioni. L’accoglienza è stata fantastica e sorprendente: tantissimi regali, aiuti o anche semplici sorrisi di incoraggiamento". 

Un modo per conoscere tante storie, come una famiglia colombiana incontrata in Georgia, partita sei mesi prima in bicicletta dalla Spagna senza una meta finale. A questa si aggiunge quella dell'oligarca kazako. "Ci siamo incontrati lungo la strada. Ero sporco e stanco - ricorda il 39enne - ma mi ha invitato comunque nella sua villa per permettermi di consumare un pasto e caldo e di riposarmi un paio d’ore prima di ripartire".

 

"Quello verso il Nepal - evidenzia De Poi - è stato un lungo viaggio che mi ha permesso di conoscermi ancora meglio. Per rispettare la tabella di marcia che ci eravamo dati con il mio “staff”, un gruppo di giovani compaesani che non smetterò mai di ringraziare e che mi ha accompagnato e supportato dall’Italia, dovevo pedalare in media ogni giorno per 120-130 chilometri prima di fermarmi per riposare in tenda".

 

"L’accoglienza in Nepal è stata meravigliosa - aggiunge l'imbianchino - c’è tanto lavoro da fare, ma il sorriso di questa gente è contagioso e straordinario. A dicembre inaugureremo una scuola, questo grazie ai fondi raccolti durante il viaggio e soprattutto all'Associazione Giuliano De Marchi".

 

Da Sospirolo al Nepal a colpi di pedale

Questo è il secondo grande viaggio di De Poi, che ha già pedalato 10 mesi per raggiungere il Sud Est asiatico. "Un tragitto - prosegue - che mi aveva riempito occhi, narici, timpani di un mondo nuovo: quello dell’Oriente". Un immersione tra colori e religione, gente scalza per le strade e calma. E ancora petali di fiori, ristoranti privi di pareti e grandi insegnamenti".

 

"La Cambogia è però anche mine ancora vive - dice l'imbianchino - cattiveria umana e errori. Il sorriso del Vietnam e i suoi musei, ma anche la denuncia e la raccolta dei regali di un’America superba. Aratri, buoi e bambini, ciotole di riso, magnificenze architettoniche. Poi induisti, buddisti e musulmani: mi sembrava di aver aperto gli occhi per la seconda volta".

 

Un viaggio che porta a cambiare le prospettive, a perdere le certezze. "Le grandi verità della società dove sono cresciuto erano scomparse, avevano acquistato un valore diverso". Siamo nel 2011 e dopo quell'esperienza, De Poi prepara la valigia alla volta di Nepal, India e Sri Lanka. 

 

Ma Kathmandu non è quello che ci si aspetterebbe. "C’è troppa gente e inquinamento. Non si vedono nemmeno le montagne - continua - ma comunque c'è qualcosa di diverso. In quel viaggio scopro un piccolo villaggio, che mi rimane nel cuore, il Langtang, distrutto dal terremoto nel 2015. Mi sono sentito in dovere di aiutare per quel poco che potevo. Nel 2016 ho trascorso cinque mesi a Waku, un piccolissimo villaggio per aiutare nella costruzione di una scuola. Imparo soprattutto umiltà, forza e gentilezza".

 

Questa volta è ritornato in bici per portare ancora un contributo. "Un ringraziamento particolare voglio farlo a tutti i miei sponsor - conclude De Poi - a Selle San Marco per avermi fornito il modello Mantra Supercomfort, che mi ha consentito di resistere in sella alla mia Verdolina (la bicicletta) per tante ore al giorno. Il ringraziamento più sentito però va alla mia famiglia, che mi ha sostenuto in questa avventura".

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