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Dopo il disastro nel Parco di Paneveggio ecco la ''danza degli alberi'', un messaggio ecologico e straordinario

Il progetto “Tellurica” è la sfida tanto coraggiosa quanto intrigante condotta dall’associazione Art(h)emigra Satellite di Castelfranco Veneto che con la “danza sociale”  e la musica vuol urlare un messaggio ecologico animando i luoghi che sono stati teatro impressionante della catastrofe climatica di ottobre

Di Carmine Ragozzino - 21 novembre 2018 - 19:49

TRENTO. Del disastro si può parlare. Si parla e si parlerà a lungo ma non è detto che chi deve intendere intenda e che chi può fare faccia. Se l’intelligenza e la lungimiranza guidassero troppo politica e certa scienza l’emergenza climatica sarebbe la priorità delle priorità. Invece no. Non è così e, nolenti, corriamo verso il baratro. Del disastro si può anche non parlare. Tuttavia lo si può raccontare – il disastro – ondeggiando i corpi in una coralità sincronica di movimenti, gesti, immagini, sollecitazioni. E chissà che quei corpi piegati, resistenti o meglio resilienti non facciano il miracolo di “far capire”, forse anche di mobilitare, attraverso l’intensa semplicità di un’emozione collettiva.

 

Eccolo il progetto “Tellurica”, la sfida tanto coraggiosa quanto intrigante condotta dall’associazione Art(h)emigra Satellite di Castelfranco Veneto che con la “danza sociale” e la musica vuol urlare un messaggio ecologico animando i luoghi che sono stati teatro impressionante della catastrofe climatica di ottobre. Art(h)emigra sta a scavalco tra Veneto e Trentino per diverse ragioni. La prima, la più importante, è la collaborazione intensa e benedetta con il Parco Paneveggio/Pale di San Martino. Il parco ha sposato il progetto artistico/didattico ma senza dubbio anche politico ideato dalla coreografa Laura Moro e dal videomaker Giulio Favotto.

 

Nel parco è stato girato il trailer del primo dei due comparti di cui si compone “Tellurica”. E in Primiero, per girare di “Ode agli alberi”, è salito anche Norman Quaglierini, ballerino e attore trentino che con Moro si è formato e continua a collaborare. “Tellurica”, “Ode agli alberi” e “Persefone delle stagioni” non sono solo tre titoli di un percorso tra arte e impegno civile che si propone come alternativa formativa e coinvolgente al “turismo del disastro” che sta già trasformando in disarmante attrazione una disperazione fatta di natura ferita, spogliata, devastata, mutata forse per sempre. Quei titoli sono una scommessa di aggregazione, confronto, rapporto tra arte, (in questo caso la danza) e le comunità alpine. Nel trailer di “Ode agli alberi” le età e i volti degli abitanti della montagna si confondono con i volti e le età di alcuni ballerini professionisti.

 

Ma non c’è differenza. La tensione, la passione, la concentrazione, l’apparente semplicità della danza annullano le differenze tra abili e profani, indicando a tutti il tema: la salvaguardia della natura, un rapporto sano tra uomo e ambiente. “Crediamo – spiega Laura Moro – che l’impatto multisensoriale ed emotivo del gesto, il dialogo tra movimenti, musica e natura possano produrre una forza maggiore di qualsiasi altra forza espressiva”.

 

Ed in effetti di forza il primo assaggio di “Ode agli alberi” ne esprime davvero tanta. Lasciando immaginare tutte le potenzialità del progetto quando l’anno prossimo le “danze degli alberi” toccheranno quanti più luoghi alpini possibile, chiedendo alle comunità di farsi protagoniste assieme alla Moro, ai suoi ballerini e al partner che in “Tellurica” è chiamato a dare testimonianza girando un documentario con tutti i dietro le quinte delle esperienze che saranno messe in campo. “Tellurica – spiega ancora la coreografa di lungo corso che ha messo il cuore in questo progetto – è la volontà di riflettere sulla relazione tra uomo e ambiente attraverso la creazione artistica e nello specifico attraverso la danza. Il corpo, nella sua fragilità e resilienza, si pone come specchio del paesaggio stesso. E per paesaggio si intende un luogo con i suoi abitanti”.

 

In Primiero, l’avvio di un’Ode agli alberi che si comporrà in un collage di ambienti alpini, donne, uomini, ragazzi e ragazze, bambini e anziani, hanno colto l’occasione. Con entusiasmo. Con un risultato affascinante. Si andrà ora avanti – spiegano i promotori – con una “call”, una chiamata pubblica, per individuare altri luoghi dove concretizzare questo inedito laboratorio di arte e rapporti intergenerazionali nel nome dell’ecologia. Il progetto “Tellurica” prevede inoltre la realizzazione di uno spettacolo di teatro danza contemporaneo – “Persefone delle stagioni”, che esalterà la natura con ballerini e attori di Art(h)emigra.

 

Laura Moro, l’anima di questa proposta multipla, ha un portfolio non sintetizzabile in poche righe. Ha lavorato più di 20 anni in Olanda. E’ tornata in Italia per fare del suo bagaglio professionale uno strumento di servizio che non seleziona né in base all’anagrafe né in base alle capacità tecniche. L’idea, un’idea forte, è quella dell’arte, della danza, che trova posto e soggetti in una casa di riposo come in un ospedale, in un bosco come in una piazza. “Arte sociale”, insomma. Arte che come per “Tellurica” terremòta i canoni e i riti per parlare una lingua di emozioni e di bellezza. Nei luoghi devastati dal maltempo la bellezza da recuperare, proteggere, difendere, è un imperativo.

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