Feste di Natale, Franciacorta batte Trento Doc 3 a 1 ma le bollicine trentine crescono di prezzo al consumo e all'origine
Tutto quel che c'è da sapere su spumanti e bollicine per questi giorni delle feste. Saranno aperte 90-92 milioni di bottiglie in crescita rispetto allo scorso anno. La crisi? Comolli: ''Le bollicine crescono, sono sinonimo di speranza, di gioia, di fiducia''

TRENTO. Franciacorta resta leader del metodo tradizionale nazionale ma TrentoDoc cresce, esce dal consumo interregionale e cresce di prezzo all'origine e al consumo: circa una media del 5-6% in più per tutta la gamma. Un trend di prezzo migliore del Franciacorta, seppur con numeri assai diversi, quasi nel rapporto di un TrentoDoc contro tre bottiglie di Franciacorta stappate. Questi alcuni dei dati elaborati da Giampietro Comolli e dal suo Osservatorio vini e spumanti effervescenti. Un'analisi a tutto tondo sulla stima dei consumi per tipologia di bollicine, informazioni sulle etichette locali, confronti con il passato.
Dal 7 dicembre al 6 gennaio si prospetta che verranno aperte in media poco più di 3 milioni di bottiglie al giorno con punte di 10-12 e 28-30 milioni di bottiglie stappate nei giorni canonici per un totale di circa 90-92 milioni di bottiglie (poco meno del 50% di quello che presumiamo il consumo totale dell’anno intero, ndr) cui aggiungere circa 3,5 milioni di bottiglie straniere, di cui 3,1 di solo Champagne. Il che rappresenta un valore, spiega l'Ovse-Ceves, di 370 milioni di euro per la produzione nazionale all’origine in cantina, che al consumo rappresenta un giro d’affari record di 860 milioni di euro: grande business per la filiera distributiva, commerciale.
Rispetto alle feste del 2017, crescita regolare, ma con alcune differenze e note importanti: i volumi crescono del +4,9% (erano 86 milioni di bottiglie l’anno precedente); il valore all’origine cresce meno per circa il 3% (erano 356 milioni di euro); il giro d’affari al consumo o fatturato cresce del 6,3% (era 805 milioni di euro). Aumento che prelude a qualche tipo di speculazione? Per Giampietro Comolli presidente di Ovse e Ceves non è così e anche l'attuale situazione economica, che sembra di nuovo aprirsi alla crisi con una forte instabilità dei mercati e una scarsa fiducia internazionale nel nostro paese, non incide sui consumi per le feste.
''Lo spread – commenta ironicamente il presidente di Ovse e Ceves – non incide sulle spese durante questo fine-inizio anno in tutti i settori e comparti, dalla ristorazione alla vacanza, ma soprattutto per le bollicine. Le bollicine anzi sono sinonimo di speranza, di gioia, di fiducia. Non è vero che c’è un calo dei consumi, però attenzione a alzare i prezzi perché oggi il consumatore è molto più attento e l’enoturismo fa conoscere il prezzo in cantina di una bottiglia di vino. Quindi un eccesso di ricarico allontana i consumi, ma in questo momento si rinuncia ad altri prodotti o ad altri desideri che rappresentano una maggiore paura di spesa proprio per eccessi o perché diventati dei doppioni. In merito ai termini numerici, la difformità dei dati che emerge deve far riflettere sul futuro di lungo periodo, soprattutto sul valore di alcune tipologie, sulle visioni che territori e imprese devono avere. Oramai le bollicine non sono solo un consumo occasionale''.
Per quanto riguarda i prodotti locali Franciacorta, leader indiscusso del metodo tradizionale nazionale, è stabile a conferma di una scelta fedele, a prezzi oramai stabili e a un target consolidato. Un discreto exploit è annunciato dal TrentoDoc che cresce in queste feste, esce da un consumo interregionale e cresce di prezzo all’origine e al consumo: circa una media del 5-6% in più per tutta la gamma. Un trend di prezzo migliore del Franciacorta, seppur con numeri assai diversi, quasi nel rapporto un TrentoDoc contro tre bottiglie di Franciacorta stappate. Fra le tipologie di gusto più gettonate, molto bene i millesimati, i pas dosè e anche i biologici, che risultano più inseriti fra i regali.
Le feste 2018-2019 saranno ricordate per l’exploit delle bollicine metodo tradizionale regionali, quelle autoctone, quelle legate alla vicinanza fra luogo di produzione e luogo di consumo, da valersi per Alta Langa, Alto Adige, Durello, benissimo i millesimati brut e bolle di vitigni locali, compreso il Lambrusco, i Nebbioli e quelli del sud Italia. Oggi ci sono 160-180 etichette di bollicine, metodo tradizionale e metodo italiano di ottima qualità prodotte nelle regioni del centro-sud, tradizionalmente legati a vini rossi anche importanti e a bianchi fermi corposi.
Resta, sempre secondo l'Ovse-Ceves, l’incognita degli spumanti dolci metodo italiano, tipo Asti e Bracchetto d’Acqui, scesi negli anni ora stabili, ma senza grandi prospettive. Molto interessanti i dati di appeal, interesse, acquisti, curiosità e consumi (la così detta visione mercantile) per le 150-180 etichette di bollicine che sono disponibili quest’anno da Firenze fino alle isole, prodotte nelle regioni del centro-sud Italia. Una eccezionalità tutta italiana: poche bottiglie per azienda e con una sola massimo due etichette (da 3.500 a 12.000 bottiglie la media) ma fortemente agguerrite e presenti. Si parla degli spumanti metodo tradizionale di Ortrugo, Passerina, Trebbiano, Malvasia, Aleatico, Fiano, Cortese, Sangiovese, Nebbiolo, Greco, Bellone, Marsanne, Bombino, Negramaro.
Per il Prosecco nelle diverse versioni, dal nature al demisec, spopola in ogni locale o ambiente, in casa o fuori casa, a tavola e nei brindisi occasionali, negli acquisti diretti e online, nell’off-premise come nel on-trade. Distacchi abissali con gli altri competitors sul mercato nazionale, in tutte le forme del “Prosecco” che nella versione dry e demisec ha soppiantato molti altri spumantini generici, con nome di fantasia, a basso prezzo quasi totalmente scomparsi anche quelli a base di Moscato e altre uve bianche aromatiche. Tre bottiglie su quattro stappate durante le feste sono di Prosecco Doc e Superiore. Asti e Bracchetto d’Acqui ancora in ritirata, anche se alcune etichette non Doc mantengono la posizione.














