Lo spumante è Trento Doc e i Moser vanno sempre più forti
Tra i primi, in apertura di Bollicine su Trento, ecco i Moser. Spumantisti abituati allo sprint, a tagliare – vincendo – traguardi importanti. Un articolo che rientra nello speciale de Il Dolomiti per scoprire il Natale (Qui magazine completo)

TRENTO. Un viaggio tra le 92 casette del Mercatino di Natale di Trento tra artigianato e tradizione, la ruota panoramica e Babbo Natale, le 150.000 luci della città e le recensioni di Nereo Pederzolli. Tutto quel che c'è da sapere per vivere appieno questi giorni in città. Questo in sintesi lo speciale de Il Dolomiti per il Natale che contiene tantissime curiosità come l'articolo "Lo spumante è Trento Doc e i Moser vanno sempre più veloci" (Qui rivista completa).
Una parola sola ed è subito suggestione, leggiadria. ‘Bollicine’, impropriamente banalizzate nella forma, ma parola che immediatamente porta ad una giusta sostenibilità dell’essere se – e bisogna sottolinearlo - se si beve (o si pensa di farlo) spumante classico. Questione di charme. Proprio come per il suo ‘fratello maggiore’, lo Champagne.
Vino dell’enfasi, basta sorseggiarne qualche bicchiere per far scattare l’entusiasmo citato dal ritmo di Vasco Rossi, tra pensieri arditi e stranezze (in)confessabili.
Trento ha le sue bollicine. E viceversa: la città s’inebria di Trento Doc. Stimolando paragoni, citando aforismi famosi, legati al fascino inconfessabile del bere brioso. Per emozioni queste sì inconfessabili. Orson Welles ribadiva: "Poche cose nel corso della nostra vita sono intollerabili. Il caffè gelato, lo champagne tiepido e le donne troppo eccitate". Questioni di gusto.
Il Trento Doc è dunque un faro nella proposta di charme di questo fine anno. Mobilitate tutte le 53 aziende che hanno aderito all’Istituto Trentino di Tutela. Tutte alle prese con degustazioni, proposte, iniziative mirate a trasformare Natale e le Feste di Fine anno in qualcosa di speciale.
Tra i primi, in apertura di Bollicine su Trento, ecco i Moser. Spumantisti abituati allo sprint, a tagliare – vincendo – traguardi importanti. Lo fanno dando ’scacco al tempo’ (Qui articolo), forti della saggezza e della simpaticissima istrioneria del mitico Francesco Moser, che ha contagiato anzitutto il figlio Carlo, poi il cugino Matteo, per una equipe di grande levatura vitienologica.
La conferma viene dalla recente degustazione proposta ad una selezionata commissione d’assaggio, una dozzina tra i critici enoici più rappresentativi. Alla quale ha preso parte anche Il Dolomiti.
Un focus dedicato solo allo spumante, al loro Brut Nature Trento Doc. Cinque annate e altrettante variabili legate ai tempi di ‘sboccatura’, vale a dire quando l’enologo toglie il tappo tecnico, mettendo fine alla lenta, lentissima fermentazione in bottiglia. Spumante ‘nature’, in tutto.
Annate a ritroso, dal 2015 al 2011. Tra disquisizioni sui lieviti, sull’andamento vendemmiale, sulle cure viticole della loro campagna, una ventina di ettari di vigne disseminate tra Gardolo di Mezzo e la natia Palù di Giovo, la patria dei Moser.
Comparare l’evoluzione dello spumante, per capire come questo sia un vino diverso da tutti, e dunque che ha bisogno di attenzioni specifiche per berlo al meglio, per goderselo in sintonia con intime aspettative. Impegnandosi a capirlo.
Perché degustare non è una banale tecnica meccanica, neppure collezionare nozioni sensoriali. Degustare significa ‘conoscere’. Senza alcuna forzatura, nella massima condivisione.
Ecco allora che i Trento Doc dei Moser s’impongono con giusta identità, dimostrando come questo vino sia figlio dell’habitat dove nasce. Risultando un dialogo, serrato, assolutamente dinamico, tra Natura e consuetudine contadina, esaltando le peculiarità della vigna, ma soprattutto evidenziando l’anima stessa del vignaiolo.
Che – proprio come dimostra la famiglia Moser – è contemporaneamente custode, interprete e stimolatore di sogni. Tutti da assaggiare. Ecco perché non leggerete le consuete note o descrizioni legate al giudizio di un vino. Non sperticati elogi (comunque meritevoli) di ‘vino che richiama nuances floreali, timbri aromatici e sapori che richiamano crosta di pane, frutta matura, lunga briosa sapidità’.
No, per noi le versioni 2015-2014-2013-2012 di Moser Trento Doc Brut Nature sono la dimostrazione, tutta da assaporare, che il vino non è solo buono da bere, ma è pure buono per stimolare giusti, piacevolissimi pensieri.
Clicca l'immagine per leggere lo speciale D-Natale de Il Dolomiti










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