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''Grazie Dolomiti Pride!'', la lettera di un padre

Presidente e politici assenti vi siete persi una grande opportunità, un grande esempio di come si opera e si agisce, di come si possono vivere le emozioni senza perdere autorevolezza e credibilità, avreste potuto vedere Paolo Zanella, capo di questa macchina organizzativa, commuoversi e abbracciare una mamma scesa dal palco con l’unico merito di averlo ringraziato

Pubblicato il - 11 giugno 2018 - 21:32

TRENTO. Era intervenuto per commentare le parole spese dal governatore Ugo Rossi sulla parata del Dolomiti Pride per motivare la scelta di non concedere il patrocinio provinciale. Aveva ribadito il suo orgoglio di essere essere padre di due figli, uno dei quali gay e aveva chiesto al presidente di ripensarci. Rossi non c'ha ripensato ma Maurizio Adami sì, ha ripensato a quella lettera che aveva inviato a il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO) e ha deciso di scriverne un'altra per ringraziare chi ha reso possibile il Pride e ammettere un doppio errore.

 

"A suo tempo avevo scritto una lettera aperta al governatore Rossi e dopo qualche giorno avevo chiesto anche un appuntamento che chiaramente non aveva avuto riscontro. Con quest’ultima mia richiesta, che a posteriori ritengo sbagliata, ho fatto due errori. Il primo perché ho implicitamente riconosciuto al Presidente una sensibilità e un’apertura che non gli appartiene, il secondo perché ho chiesto un confronto con chi non ha argomentazioni che, di conseguenza, mi avrebbe negato l’incontro a prescindere".

 

Ecco la sua lettera

 

Grazie Dolomiti Pride!

dopo giorni di trepida attesa non senza qualche sottile timore, di intense emozioni e frenetica partecipazione alla parata la stanchezza si fa sentire ma le emozioni provate sono più vive che mai.

Grazie ragazze/i per aver organizzato questo Dolomiti Pride, questa festa del diritto di essere, che non è stata una semplice manifestazione, un evento, ma una lezione di vita, la dimostrazione pratica di come si può accogliere e includere qualsiasi diversità e questo è solo l’inizio.

 

Grazie anche a chi, a diverso titolo ha dato la sua disponibilità a chi si è speso nel collaborare con l’organizzazione, ad Agedo e a tutte le Associazioni che hanno aderito, alla mia famiglia con cui ho condiviso questo importante momento, a tutte famiglie che con passeggini e carrozzine hanno accompagnato il corteo, ai sindaci che orgogliosamente hanno sfilato mostrando la fascia tricolore. Grazie a tutti!

 

Commovente vedere l’impegno e la dedizione che hanno messo tutte/i queste/i ragazze/i, che si sono sacrificati senza sosta con una dedizione che non ha mostrato limiti. Sorprendente come avessero chiesto qualche “idea” quando di idee ne avevano a dismisura e avevano anche ben chiaro anche come concretizzarle. Non avete bisogno di idee, statene certi. Davanti a questa impresa realizzata con un impeto giovanile che non ha precedenti, la comunità trentina dovrebbe togliersi il cappello e dire grazie!

 

Il mio pensiero va anche alle Istituzioni. Gli organizzatori di fronte ai mancati patrocini, ai negati appoggi incondizionati e ai maldestri tentativi di boicottaggio hanno risposto con l’unica vera grande forza che avevano. Con il cuore. Hanno vinto il confronto su tutti i fronti senza se e senza ma. Hanno vinto ancor prima della parata, con gli eventi che hanno proposto, con i momenti culturali svolti nei teatri e nelle valli, con la partecipazione a ogni manifestazione di contorno che si è tenuta nel periodo pre-parata. La straordinaria partecipazione a quest’ultima non è altro che il giusto riconoscimento al loro impegno, ma loro avevano già ottenuto il loro successo. Bravi ancora!!

 

A suo tempo avevo scritto una lettera aperta al governatore Rossi e dopo qualche giorno avevo chiesto anche un appuntamento che chiaramente non aveva avuto riscontro. Con quest’ultima mia richiesta, che a posteriori ritengo sbagliata, ho fatto due errori. Il primo perché ho implicitamente riconosciuto al Presidente una sensibilità e un’apertura che non gli appartiene, il secondo perché ho chiesto un confronto con chi non ha argomentazioni che, di conseguenza, mi avrebbe negato l’incontro a prescindere.

 

A voi, Presidente e amministratori, che avete negato l’appoggio e la considerazione voglio ricordare che queste ragazze/i hanno vinto il confronto anche rispetto al vostro pregiudizio perchè, a differenza della politica, hanno messo anima e cuore in quello che hanno fatto, hanno inseguito un sogno, non si sono arresi e a dispetto di chi ha tentato di escluderli hanno reagito e con chiarezza hanno ribadito alla nostra comunità “esistiamo anche noi, ci siamo!”.

Sapete cosa chiedono? di essere “visti”, di essere inclusi, rispettati e ascoltati. Nulla di più, nulla di meno di quello che in un paese che si dice democratico dovrebbe essere garantito a qualsiasi persona indipendentemente dalle origini, dal colore, dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale.

 

Sono ragazze/i orgogliose/i e tenaci che giustamente non permetteranno a nessuno di ricacciarli nei gironi degli invisibili perché hanno una dignità e una forza che voi nemmeno immaginate.

Vogliono fatti, azioni e vedere i diritti riconosciuti, non parole! Basta politica degli slogan.

 

Qui Presidente si parla di rispetto nel senso più ampio del termine. Ora sta a voi dimostrare, se ne avrete il coraggio, da che parte state.

Presidente e politici assenti vi siete persi una grande opportunità, un grande esempio di come si opera e si agisce, di come si possono vivere le emozioni senza perdere autorevolezza e credibilità, avreste potuto vedere Paolo Zanella, capo di questa macchina organizzativa, commuoversi e abbracciare una mamma scesa dal palco con l’unico merito di averlo ringraziato. Era il minimo! Vale per lui come per tutti gli altri.

 

Concludo permettendomi di darLe un consiglio, a lei come a tutti i rappresentati delle istituzioni che si sono nascoste e lo faccio da uomo orgogliosamente trentino e eterosessuale, padre agedo o anche da ultimo dei cittadini come preferisce Lei.

Prenda tutto il coraggio che dovrebbe appartenerLe, utilizzo il mezzo che Le è più congeniale ma a queste/i ragazze/i chieda scusa. E’ in debito e lo deve a loro. Vale per Lei come per tutti quello che hanno negato qualsiasi forma di collaborazione e appoggio. Forse non servirà a restituirVi la credibilità politica ma è possibile Vi venga ancora riconosciuta la dignità di uomini delle Istituzioni.

 

Cordiali saluti.

Maurizio Adami

 

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