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Caro Rossi, sono orgoglioso di mio figlio gay e da padre avrei voluto fosse rispettato anche dalle istituzioni

Un genitore scrive direttamente al governatore trentino che ha negato il patrocinio alla manifestazione del 9 giugno. "Signor presidente, si è arrogato il diritto di affermare che la parata non apporta alcun contributo alla crescita e alla valorizzazione della società trentina. Ma lei ha mai visto in Pride?"

Pubblicato il - 02 aprile 2018 - 14:31

TRENTO. Le parole del governatore trentino Ugo Rossi sulla parata del Dolomiti Pride che si svolgerà a Trento il 9 giugno prossimo non smettono di far discutere. Un altro padre, dopo la lettera del presidente di Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali), ha deciso di intervenire pubblicamente.

 

Si rivolge direttamente a Rossi, parlando da genitore, raccontandogli di quando suo figlio ha fatto coming-out, di tutto quello che ha dovuto capire, imparare. Della comunità che ha incontrato successivamente, "una comunità fatta di personale estremamente ricche di valori"

 

A Rossi chiede di ripensarci, spiegandogli che un pride non è affatto quello che lui si immagina. Ecco la lettera per intero:

 

 

Caro Presidente Ugo Rossi,
mi presento. Sono un padre orgoglioso dei miei due figli, di cui uno gay.

Dopo aver appreso con evidente e notevole disappunto il suo “no” alla concessione del patrocinio al Dolomiti Pride ho ritenuto opportuno attendere qualche giorno e consentire, per quanto possibile, che le prime emozioni sedimentassero prima di esternare alcune mie personali considerazioni.

 

Non posso negare di essermi sentito profondamente offeso sia come padre che come trentino tanto più che Lei si è arrogato il diritto di affermare che la parata non apporta alcun contributo alla crescita e alla valorizzazione della società trentina e della sua immagine stabilendo a priori, arbitrariamente e unilateralmente che cosa sia meglio per tutti noi trentini. Ciò in cui Lei crede non ha valore universale.

Signor Presidente, ha mai visto in Pride? Sa cosa significa, per tante persone che non riescono, loro malgrado, a vivere alla luce del sole ciò che sono? Si è mai chiesto se nel prestigioso trentino non ci siano situazioni di disagio e di emarginazione?

 

Ha una vaga idea di quanto dolore e sofferenza ci sia stata e ci sia ancora dietro a tante persone Lgbt? Ha mai sentito parlare di identità di genere, ruolo, orientamento sessuale e altro ancora? 

Mi permetto di chiederLe questo perché a queste domande ho dovuto rispondere io per primo. Quando mio figlio mi ha dichiarato il suo orientamento sessuale ho dovuto prendere atto della mia totale ignoranza al riguardo e prendere atto di una realtà che probabilmente non avevo preventivato.

Il mio iniziale “disorientamento” si è ben presto tramutato nella mia più grande opportunità. Ho conosciuto una comunità fatta di personale estremamente ricche di valori, con grandissime conoscenze e competenze, con un incredibile spessore morale e principi saldi. Ho imparato molto e sono loro estremamente grato. Sono persone Presidente, sono persone!
 

Persone con la stessa dignità di tutte le atre indipendentemente da origini, colore e provenienza. Per chi crede sono figli e figlie dello stesso Dio. Persone che non hanno scelto il loro orientamento, persone coraggiose che vogliono vivere la loro affettività, che aiutano chi non riesce a essere incluso, accolto e rispettato.

 

Vede Presidente, non parlo di "accettazione" perché questo è un termine improprio. Mio figlio, come tutte le persone della comunità Lgbt, non dev'essere accettato. Gay, lesbiche e trans devono essere rispettate per come sono, per quello che sono, per l’apporto che danno alla nostra comunità e per ciò che rappresentano.

Da cittadino faccio fatica a capire il senso politico di questa negazione. Il consenso popolare si perde per il fallimento del progetto politico e, in subordine, anche per le scelte. Sa cosa distingue i grandi statisti e politici di valore dai politicanti o “mestieranti” della politica?
 

I grandi statisti e i politici di valore si distinguono perché nelle loro scelte pensano alle future generazioni mentre i mestieranti della politica sono concentrati solo sulle future elezioni. In questo suo ultimo atto vedo solo un irreversibile fallimento. Mi dispiace, sinceramente.

Signor Presidente, ha perso questa grande opportunità per distinguersi e guardare avanti. Da parte nostra, da genitori di figli Lgbt, questa sua scelta, perché di scelta si tratta, sarà uno stimolo, il valore aggiunto che ci carica per adoperarci ancora di più nell’inclusione di chi vive nel buio.
 

Saluti, presidente,

con la speranza che possa rivedere la sua posizione,

Maurizio Adami

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