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Gay Pride, l'assessore Andrea Robol: ''Da Rossi termini che rischiano di essere offensivi''. Il governatore: ''Da parte della Pat nessuna intenzione omofoba''

Per l'assessore del Comune di Trento, il presidente Ugo Rossi: ha usato "termini non consoni. La gente è avanti rispetto alla politica". Il presidente della Provincia conferma la volontà di non concedere il patrocinio alla parata

Di gf - 30 marzo 2018 - 20:56

TRENTO.  "Non vi è da parte dell'amministrazione provinciale alcuna tentazione omofoba, ci mancherebbe. Vi è solo la necessità di distinguere fra le numerose iniziative che compongono la manifestazione denominata Dolomiti Pride”. A precisarlo è il presidente Ugo Rossi dopo una giornata di polemiche nate dalla contrarietà nel concedere il patrocinio della Provincia alla parata del Gay Pride e dall'uso fatto dal presidente dei termini “folcloristico" e "esibizionismo”. 

 

Rossi, richiamando la lettera inviata al comitato organizzatore, ha spiegato che la Provincia è pronta “a patrocinare eventi informativi o culturali su temi di rilievo per l'intera comunità trentina, compresi quelli riguardanti le difficoltà o le vere e proprie discriminazioni che alcune persone o gruppi di persone sono costrette a vivere e a subire a causa del loro orientamento sessuale. Diverso è il giudizio sulla parata prevista in centro città, per la quale confermo la volontà della Provincia a non concedere il patrocinio".

 

Per il governatore “Il fitto programma preclude la possibilità di un patrocinio generalizzato ma questo non significa che la Provincia sia insensibile a questo tipo di tematiche, tutt'altro. Rimaniamo aperti pertanto a specifiche richieste di patrocinio su singole proposte, che esamineremo con la stessa attenzione e lo stesso scrupolo che dedichiamo ad ogni richiesta di questo tipo".

 

A non avere alcuna titubanza sul patrocinio già concesso è invece l'assessore del Comune di Trento, Andrea Robol. “E' una naturale prosecuzione del rapporto che abbiamo instaurato sul tema con le diverse associazioni con il passare del tempo” ha spiegato l'assessore commentando la propria decisione che è ben diversa da quella del governatore Rossi.

 

Assessore Robol, il Comune ha dato il patrocinio ma la Provincia invece lo ha negato. Lei cosa ne pensa?

Trento deve essere una città che include. Un'inclusione al netto delle facili demagogie o dei qualunquismi. Siamo una città dei diritti e non possiamo certo porci fuori quando ci sono queste iniziative da sostenere perché si va incontro a dei rischi.

 

Quali rischi intende?

Quelli di porci fuori dal tempo, di essere come amministratori anacronistici e di allontanarci dalla comunità.

 

E' stato molto criticato il modo con il quale il presidente Ugo Rossi si è espresso parlando di “folclore e esibizionismo”.

Il linguaggio è fondamentale soprattutto quando si parla di alcuni temi. Non possiamo usare termini non consoni e nemmeno giudicare a priori. Non è mia intenzione fare polemiche e nemmeno creare contrapposizioni ma quelli usati dal presidente Ugo Rossi mi sembrano non consoni e rischiano di essere offensivi per un'intera comunità. Io credo che gli organizzatori stiano affrontando la predisposizione dell'evento con serietà e senso di responsabilità. Fare tutti questi eventi non è uno scherzo. Poi ognuno è libero di partecipare o meno. A questa iniziativa non ci saranno solo gay o lesbiche ma la partecipazione è libera a tutti. Mi pare pericoloso già additarla come una manifestazione di esibizionismo e folclore.

 

La società anche in Trentino è più avanti della politica?

Il tema vero è proprio questo, la gente è molto più avanti. Questi sono temi che ormai fanno parte della nostra quotidianità. Abbiamo superato certe barriere e la gente non capirebbe il fermarsi a ripristinare uno stato arcaico o preistorico. Soprattutto non c'è alcuna preoccupazione.

 

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