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Il commissario del Brennero si dimette: ''In questi mesi mai un contatto con Toninelli. Dal governo totale disinteresse all'opera''

Intervista ad Ezio Facchin che ha inviato una nota al premier Conte per rimettere il suo mandato: ''A quest'opera lavora gente seria, persone preparate e aziende di caratura internazionale. La gaffe del ministro dei trasporti sul tunnel? Ho pensato che se ci avesse contattati almeno una volta forse avrebbe evitato. Gli ho mandato una relazione tecnica a metà novembre e ad oggi non ho ancora ricevuto un feedback''

Di Luca Pianesi - 28 dicembre 2018 - 16:31

TRENTO. ''Avevo mandato una relazione articolata a metà novembre al ministro dei trasporti Toninelli. Non ho mai avuto nemmeno uno straccio di risposta. Ho chiesto un incontro e nessuno mi ha mai contattato. Prima mi relazionavo con il ministro Delrio, c'era un rapporto serio e strutturato. Con l'attuale ministro mai stato nessun dialogo''. Ed è per questo che il commissario straordinario del governo per promuovere le opere di accesso al Tunnel del Brennero ha deciso di dimettersi. Ezio Facchin non le manda a dire. L'ex presidente della Trentino trasporti Spa ha inviato una nota al presidente del consiglio Conte dove, di fatto, rimette il suo mandato specificando che questa decisione è stata determinata dall'''assenza di interesse del governo verso i progetti di sviluppo delle tratte di accesso''. 

 

Facchin che è successo?

Vorrà dire cosa non è successo. Il problema è proprio questo: da quando si è insediato il nuovo governo non è successo niente. A me è stato affidato un incarico governativo. Ho cercato di relazionarmi con il ministro di riferimento (Toninelli) ma non c'è mai stato nessun tipo di contatto o di dialogo. E allora rimetto il mio incarico nelle mani del presidente del consiglio dei ministri.

 

E con il ministro eletto in Trentino Alto Adige, Fraccaro, non ha avuto modo di confrontarsi?

Assolutamente no. Ho chiesto di incontrare il ministro competente, ho inviato a lui una precisa relazione sullo stato dell'arte dei lavori, dei progetti, delle prospettive strategiche. E guardi che non stiamo parlando di piccole cose, stiamo parlando di politiche di interesse nazionale ed europeo. Mi aspettavo almeno un grazie, una presa d'atto, un feedback di qualche tipo o natura e invece niente. Da Fraccaro non mi aspettavo nulla di particolare. Stiamo parlando di uno che è venuto a mettere in discussione il tunnel di base del Brennero, già realizzato per il 30%. Onestamente penso che nessuno si sognerebbe di fermare un'opera di queste proporzioni già realizzata per un terzo. Fraccaro lo ha ipotizzato.

 

E cosa ha pensato quando ha visto Toninelli in Tv fare quella incredibile gaffe proprio sul Tunnel, parlandone come se fosse già pienamente operativo?

Ho riso, che vuole che abbia pensato. Mi sono detto che magari se si fosse informato almeno una volta e mi avesse risposto quella gaffe non l'avrebbe fatta. Vede, a quest'opera lavora gente seria, personale altamente specializzato, ditte di grande valore internazionale. Gli occhi del mondo seguono lo sviluppo dei lavori. Quando il ministro ha fatto le figure che ha fatto nessuno è voluto intervenire dandogli il beneficio del dubbio. Una persona appena arrivata ha il diritto di sbagliare, di non sapere le cose come stanno. Però ora sono passati mesi. Adesso basta. Io mi faccio da parte. Ho anche pensato che magari sono io il problema e che con me non vogliono parlare perché, invece, dialogavamo benissimo con le passate amministrazioni. Non lo so. Quindi mi faccio da parte e confido che i progetti vadano avanti. Questa è la cosa importante per il territorio.

 

Visto che il ministro non glielo ha chiesto lo chiediamo noi: qual è lo stato dell'arte dell'opera?

Allora per quanto riguarda il Tunnel di Base del Brennero non ho dubbi che verrà completato. Come dicevo nemmeno un pazzo lo fermerebbe. I lavori procedono a ritmo serrato e essere già a un terzo dell'opera permetterà in poco tempo di cominciare a pensare agli aspetti tecnologici dello stesso. Altro discorso è per le tratte d'accesso (QUI TUTTI I DETTAGLI DEI LAVORI). Quelle vanno progettate prima e ci vorranno 2/3 anni, poi finanziate e andranno via altre 2/3 anni, poi andranno fatti gli appalti e andranno realizzate. Insomma c'è un percorso prima di tutto politico, di visione, di progettazione. Un percorso lungo che richiede maturità politica e amministrativa che va oltre lo sguardo corto di una legislatura. Non mi sembra il contesto attuale.

 

Ha avvertito un cambio di passo con l'arrivo di Lega e 5 Stelle al governo?

Lo abbiamo avvertito tutti, nel senso che c'è stato un totale abbandono. Non è facile lavorare, rispettare scadenze e tempistiche, proseguire con la propria attività e vedere che sopra di te le figure di riferimento del governo ogni giorno fanno dichiarazioni pubbliche l'una l'opposto dell'altra. Un giorno sentiamo avanti tutta, l'altro che chiuderanno i cantieri. Io ho fiducia nel territorio che è molto più avanti di chi ci governa in questo momento a Roma. Sono sicuro che le cose andranno avanti.

 

Senza di lei, però.

Sì senza di me. Ho inviato una nota al presidente Conte per rimettere il mio mandato e, visto l'andazzo, credo che non riceverò nemmeno risposta. Ma va bene così. Passerò delle feste comunque più sereno.

 

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