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Segnana e Fugatti incontrano i medici per la prima volta che restano delusi: ''Tutto è cambiato per non cambiare nulla. Pronti allo sciopero''

I nuovi governanti hanno annunciato che il 27 dicembre aprirà l'aggregazione funzionale territoriale di Trento sud e altre ne partiranno. Paoli (Cisl): ''Siamo compatti nel dire no. Proposte non rispettose del contratto vigente''

Di Luca Pianesi - 10 dicembre 2018 - 20:56

TRENTO. ''La riunione è stata deludente e si è svolta con un muro contro muro. Pertanto annunciamo una ferma opposizione e stiamo predisponendo lo stato di agitazione sindacale che prelude lo sciopero generale della categoria della medicina generale''. Nicola Paoli, segretario della Cisl Medici, sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale, commenta così il primo incontro avuto con la nuova assessora alla sanità Segnana e il presidente della Provincia Fugatti.

 

Erano tante le aspettative del segretario che pochi mesi fa, prima delle elezioni, aveva auspicato 'un cambiamento' di governo perché troppe cose, a detta sua, si erano arenate (a partire dalle condizioni contrattuali del settore ferme da anni nonostante l'aumentare delle competenze) e altre risultavano irricevibili per come erano proposte (come le aggregazioni funzionali territoriali, quegli ambulatori condivisi dove i medici dovrebbero garantire servizio h24 a rotazione).

 

Ebbene oggi, dopo aver incontrato i nuovi organi di governo rimane coerentemente fedele alle sue posizioni criticando apertamente le proposte formulate da Segnana e Fugatti. L’Azienda sanitaria, infatti, hanno annunciato, partirà il 27 dicembre con l’Aft di Trento sud, con l’obiettivo di realizzarne in futuro altre due nel Capoluogo, a nord e in centro città. Per quanto riguarda l’Aft di Mezzolombardo prima di procedere, comunicano sempre dalla Provincia, occorrerà un incontro, da tenere a breve, con tutti i medici di medicina generale dell’ambito Rotaliana-Altopiano della Paganella, al quale parteciperà anche l’assessore Segnana. Il presidente Fugatti si è inoltre impegnato ad approfondire lo stato di attuazione dell'accordo collettivo provinciale dei medici di medicina generale, relativo al 2013, che a detta dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali non sarebbe stato attuato concretamente.

 

''La riunione è stata deludente - commenta Paoli - e si è svolta con un muro contro muro delle OOSS della medicina generale, tutte coese a non far partire nessuna Aft come illustrate oggi dal direttore generale Bordon, e la parte pubblica aziendale che non voleva sentire ragione. Cisl medici, sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale del Trentino ha contestato le proposte formulate perché non rispettose delle norme del contratto vigente e che premiano i pazienti di Trento di soli otto medici di base a discapito delle migliaia di pazienti trentini che non avranno gli stessi vantaggi di pochi''.

 

''Sottolineiamo infatti - prosegue il segretario - che gli otto medici non sono autorizzati dagli altri 62 di Trento ad usare i dati dei loro pazienti per le ricette e le impegnative dei cittadini non iscritti a loro. Tale presa di posizione della parte pubblica del Comitato provinciale, è molto grave perché delegittima il contratto, fonte certa dei diritti e dei doveri dei 108 medici di guardia e dei 360 medici di base, ed apre scenari futuri incerti e pericolosi. Dobbiamo amaramente constatare che tutto è cambiato per non cambiare nulla e non siamo più in uno stato di diritto contrattuale''.

 

''Pertanto - conclude Paoli - alla luce della ferma opposizione delle OOSS a qualsiasi attivazione a Trento e Mezzolombardo, che riteniamo illegittime e non conformi al nostro contratto, Cisl medici sta predisponendo l'attivazione dello stato di agitazione sindacale che prelude allo sciopero generale della categoria della medicina generale, ed ogni altra azione per riportare in primo piano il rispetto delle norme contrattuali''.

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