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I medici pronti allo sciopero. La Cisl: ''No alle aggregazioni funzionali. Del cambiamento promesso ad oggi non vediamo nulla''

Il segretario Paoli (molto critico anche con Zeni a poche settimane dal voto) oggi rilancia il suo impegno contro le Atf (le aggregazioni di medici in ambulatori territoriali condivisi) e a favore dello sblocco dei contratti: ''Lunedì incontreremo l'assessora ma non accettiamo l'attivazione di due Atf. Si vuol proseguire imponendo scelte populistiche che mantengono all’oscuro della realtà i nostri medici''

Di Luca Pianesi - 05 dicembre 2018 - 12:05

TRENTO. ''Pronti all'agitazione sindacale della categoria e allo sciopero generale. I 370 medici di medicina generale del Trentino avevano bocciato la proposta delle aggregazioni funzionali territoriali e a quel che risulta lunedì la nuova assessora alla salute dovrebbe annunciarci l'attivazione di due Aft. Del cambiamento promesso ad oggi vediamo il nulla''. Il coordinatore nazionale Cisl medici di medicina generale (che rappresenta la maggioranza assoluta dei medicina generale) Nicola Paoli non è uno che le manda a dire.

 

Polemico anche nell'ultima fase dell'assessorato di Luca Zeni (ricorderete la dichiarazioni, a pochi giorni dal voto, ''I medici renderanno noto nei loro ambulatori, ognuno ai propri 472.000 assistiti, nei prossimi giorni, quanto questa politica è scesa in basso in questa legislatura nei confronti della loro salute") resta coerente con le sue posizioni criticando aspramente la nuova assessora Segnana per le aggregazioni funzionali territoriali (quegli ambulatori dove andrebbero a riunirsi vari medici di medicina generale per accogliere tutti in un posto i pazienti, turnare in modo migliore, disporre di strumenti e macchinari condivisi), ritenute assolutamente irricevibili per come vengono ipotizzate.

 

''Erano state promesse 25 aggregazioni - spiegava il segretario della Cisl Medici qualche settimana fa - ne è stata fatta una a Pinzolo. A Trento poco tempo fa è stato inaugurato in pompa magna dall'assessore Zeni, il centro di Aggregazione funzionale territoriale Trento sud. Ebbene, da allora è vuoto. Non c'è niente e nessuno. Servivano 16 medici di base e 4 guardie mediche per farlo partire. Avevano trovato 12 medici metà dei quali hanno rinunciato vedendo la bozza di contratto. Noi resteremo nei nostri studi, ognuno continuerà a fare quello che faceva prima, in autonomia, sperando che tra qualche settimana si possa riprendere la trattativa, superato il voto". 

 

A quanto pare, però, superato il voto le cose, almeno momentaneamente non sono cambiate. ''E’ un mese esatto che Cisl medici ha annunciato con un comunicato stampa nazionale e provinciale che non ammetteva repliche - spiega oggi Paoli - che i 370 medici di medicina generale del trentino avevano definitivamente bocciato la proposta delle aggregazioni funzionali territoriali di parte pubblica (Fedrigotti-Bardino-Bellotti-Zeni e Bordon) perché non ritenute fattibili allo stato attuale e dannose per la nostra popolazione. Ci ritroviamo, oggi, come se non fosse accaduto nulla, con gli stessi protagonisti di allora, escluso l’ex assessore Zeni, che tentano, in barba a procedure istituzionali e giuridiche, di imporre, alla medicina generale, delle aggregazioni “carciofe”,  in contrasto con gli accordi collettivi e fuori tempo massimo''.

 

Per la Cisl medici per attivare una Aft, è prima necessario che l’Apss si adegui a tutti gli step previsti per l’attuazione delle stesse. ''Al momento attuale - spiega - non un solo step è stato effettuato dall’Azienda in comunione con le organizzazioni sindacali della medicina generale. Si dimostri da parte aziendale la fattibilità della rete comune tra medici di assistenza primaria e medici di guardia sulle 24 ore, 7 giorni alla settimana. Si invii ad ogni medico dei 23 presenti della Rotaliana, Lavis compresa, e Paganella e ai 73 medici di medicina generale di Trento l’invito a sottoscrivere la disponibilità a fare parte di queste aggregazioni. Si permetta ai medici che aderiscono di discutere le loro problematiche in totale indipendenza dalla Azienda, che a tutt’ora si intromette facendo partecipare una propria dirigente a tutti gli incontri. Solo quando avremmo contezza di tutto ciò - chiosa Paoli - potremo definire compiutamente le aggregazioni del Trentino, previsto dal 2013 in numero di 25 e non di una o due o tre''.

 

Il tema, ovviamente, è anche quello dei contratti, degli aumenti bloccati da anni il tutto a fronte di nuove mansioni, nuova burocrazia, nuovi compiti. Per tutte queste ragioni ''Cisl medici del Trentino rigetta l’ordine del giorno di lunedi prossimo, ad esclusione della presentazione dell’assessore alla salute, che ci auguriamo, al pari del presidente Fugatti, non abbia avuto la possibilità di approfondire nel dettagli le criticità di questa tematica. Cisl medici, a seguito dell’ennesimo tentativo di parte pubblica di forzare il blocco della contrattazione per imporre scelte populistiche che mantengono all’oscuro della realtà i nostri medici, si riunirà con la sua segreteria in forma permanente, sin dalla fine della seduta di lunedì in attesa degli sviluppi, avvisando che stiamo predisponendo l’agitazione sindacale della categoria e che appena possibile attiveremo la procedura di sciopero generale della categoria dei medici di medicina generale e delle guardie mediche e dei medici dell’emergenza territoriale dell’intero Trentino''.

 

Ma non è tutto. Cisl medici è pronta anche allo scontro. ''Qualora non fossimo stati abbastanza chiari - conclude il segretario - ogni medico, senza i processi attuativi di cui sopra, sarà libero di accettare o non accettare quello che verrà proposto e che si colloca fuori dalle tutele contrattuali, con oneri maggiori, ma si assume anche la responsabilità di eventuali situazione di privilegio, a scapito di altri, fonte di possibile contestazione anche in sede giudiziaria. Ad oggi, e siamo solo all’inizio della nuova legislatura, del cambiamento promesso ai medici di medicina generale sul territorio vediamo il nulla e questo insistere sulle Aft non predisposte secondo il contratto da parte della Apss si traduce in un arretramento alla situazione di partenza,da discutere e concordare in maniera democratica, con una politica sistemica su tutto il fronte delle Aft, di città e di montagna,fatta di sviluppo e di lavoro, sui tavoli istituzionali, dal momento che il mondo nel frattempo si è evoluto ed è cambiato''.

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