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La Cisl medici lancia l'allarme: ''Da fine mese a Giovo potrebbe mancare il medico di base per l'inerzia e la scarsa lungimiranza dell'ente pubblico''

La Cisl medici chiede un cambio di passo per risolvere una questione delicata e molto sentita dalla cittadinanza, Nicola Paoli: "Ci sarebbero i professionisti che vorrebbero aprire un ambulatorio ma tutto è fermo da oltre tre settimane. Basta poi che non esca qualcuno a lamentarsi che mancano medici in Trentino oppure che ci saranno precari per molto tempo in val di Cembra"

Pubblicato il - 24 giugno 2020 - 19:45

TRENTO. "Da tre settimane è bloccata la possibilità per i medici di base dell'ambito Cembra-Rotaliana-Paganella di svolgere ambulatorio a Verla", queste le parole di Nicola Paoli, segretario della Cisl medici, che aggiunge: "Il prossimo 1 luglio va in pre-pensionamento un professionista che aveva l'attività principale nel Comune di Giovo e ancora non è chiaro quanto succederà in futuro. Basta poi che non esca qualcuno a lamentarsi che mancano medici in Trentino oppure che ci saranno precari per molto tempo".

 

Nessuno si sarebbe ancora candidato per raggiungere la val di Cembra. "L'Azienda provinciale per i servizi sanitari - prosegue Paoli - ha pubblicato un bando di concorso a marzo 2020 per varie zone, tra cui Giovo, ma al momento nessuno ha scelto questa sede. A tutt'oggi c'è un supplente che terminerà il 30 giugno, tra pochi giorni, e il medico titolare ha annunciato il suo pre-pensionamento per quella data".

 

Poi si deve attendere un altro anno per la prossima selezione. "Il bando successivo in via ordinaria sarà a marzo 2021. Fino a quel momento nessuno può arrivare in via definitiva a Giovo e non si può nemmeno pretendere un concorso straordinario: c'è sicuramente un medico di base, così come forse altri due professionisti, in quell'ambito. Tutti che lavorano in comuni vicini e avevano centinaia di posti liberi. Questi sarebbero disponibili ad aprire un ambulatorio a Giovo per accogliere i pazienti che tra pochi giorni si trovano senza medico. Purtroppo il Comune ha ricevuto dieci giorni fa una richiesta di apertura, ma non l'ha ancora evasa".

 

Il sindacato mette in luce anche il modus operandi per arrivare a risolvere questa situazione. "L'Apss in maggio - continua Paoli - ha constatato l’assenza di un titolare e aveva chiesto aiuto ai medici già in attività in maniera impropria: il 28 maggio abbiamo ricevuto dagli iscritti molte lamentele per il modo bizzarro con cui l'Azienda voleva decidere chi potesse aprire un ambulatorio e soprattutto la sede: un'ipotesi che potrebbe mettere in difficoltà le categorie fragili e non autosufficienti".

 

Insomma, ci sono rischi per il servizio di base a Giovo. "Domande che sono state inviate per iscritto - evidenzia la Cisl medici - ma che sono senza risposte da oltre tre settimane, mentre il 30 giugno si avvicina: se va bene la popolazione si potrebbe trovare un giovane "incaricato" precario senza alcuna esperienza, che potrebbe lasciare successivamente il posto agli altri supplenti, per l'inerzia e la mancanza di lungimiranza da parte aziendale. Un via vai di medici più o meno precari per ben 365 giorni. Precario, con un costo ulteriore di denaro pubblico che non era dovuto per la presenza di 3.000 posti liberi a disposizione con i medici attuali già in attività in zona".

 

La Cisl medici chiede un cambio di passo per risolvere una questione delicata e molto sentita dalla cittadinanza. "Ai medici di base dell'intero ambito è stata scritta una lettera il 27 maggio scorso, c'era tempo solo cinque giorni (tre dei quali festivi) per decidere se aprire un ambulatorio secondario a Giovo. Un atteggiamento in spregio a qualsiasi accordo collettivo nazionale - aggiunge - che prevede che i medici siano liberi di scegliere quando vogliono l'apertura dei propri ambulatori secondari, basta che l'Azienda li avvisi e il Comune metta loro a disposizione una sede. Ci sono sia il medico che l'ambulatorio e non si capisce dove sia il problema".

 

Il sindacato prende in esame anche l'ultimo caso più recente. "I cittadini di Giovo si dovranno mettere in fila come a Cavalese? In val di Fiemme l'intera popolazione è stata costretta a precipitarsi al Distretto per scegliere un nuovo medico. Tutto in pieno periodo contagio coronavirus. Ora siamo nuovamente in quella situazione. Però non ci si lamenti che mancano medici in Trentino oppure che ci saranno precari per molto tempo. Ci sarebbero i medici titolari, trentini di lungo corso, e i giovani che avrebbero preso in carico i cittadini per tutta la loro vita: le varie componenti devono assumersi le responsabilità del caso. Intanto i disagi rimarranno solo ai cittadini. Ancor di più se qualcuno impugnerà l’incarico provvisorio davanti al Tar", conclude Paoli.

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