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| 30 ott 2021 | 11:28

Guardie mediche in crisi: ''Un passato che speriamo non ritorni più. Dalla sicurezza sul posto di lavoro alla scuola di formazione: 12 punti per uscire dalle difficoltà''

La carenza di operatori è tra i tasti dolenti per il sistema sanitario, un settore che fatica, aggravata dalle sedi in affanno e professionisti che lasciano l'incarico. Nelle scorse ore si è levato un grido di allarme da parte di alcune guardie mediche. Nicola Paoli (segretario Cisl medici): "In Trentino ci sono le soluzioni per attrarre, da tutta Italia e nelle nostre valli e città, giovani e meno giovani medici con grandissima professionalità"

Guardie mediche in crisi: Un passato che speriamo non ritorni più

TRENTO. "Quanto descritto è un passato che ci auguriamo possa non ritornare più". Queste le parole di Nicola Paoli, segretario della Cisl medici. "Dopo le nostre segnalazioni pubbliche sui prospettati impropri allargamenti degli ambiti dei medici di guardia, tutti i sindacati di categoria si erano immediatamente attivati per trovare le soluzioni adeguate e spianare le criticità".

 

La carenza di operatori è tra i tasti dolenti per il sistema sanitario, un settore che fatica, aggravata dalle sedi in affanno e professionisti che lasciano l'incarico (Qui articolo). Nelle scorse ore si è levato un grido di allarme da parte di alcune guardie mediche: "Siamo la Cenerentola delle cure primarie: un lavoro usurante, insicuro, pagato poco, poco considerato da tutti. "Un lavoro usurante, insicuro, pagato poco, poco considerato da tutti. Manca un senso di appartenenza, il sentirsi parte della rete territoriale". L'invito ai portatori di interesse è quello di riflettere "su cosa sarà della continuità assistenziale, se ha senso trovarle un'identità o lasciare che questo servizio rimanga invisibile, scomparendo lentamente, fino a estinguersi" (Qui articolo).

 

"Ricordiamo - prosegue Paoli - che le agitazioni delle guardie mediche erano iniziate per l'infelice scelta, di una direttrice di Dipartimento aziendale, di imporre in modo unilaterale un nuovo incremento di turnistica e di carichi di lavoro. Un personale da troppo tempo stremato e che sopporta sacrifici straordinari e impegni stressanti notturni senza alcun futuro certo, quelle parole hanno creato sofferenza psicologica sfociata in sfiducia negli accordi".

 

Una situazione complicata anche dall'emergenza Covid con il forte aumento della pressione sul sistema sanitario per fronteggiare l'epidemia. "La soluzione, in pandemia e in carenza di organici, è stata quella di far riconoscere alla parte pubblica la necessaria partecipazione di tutti i sindacati della medicina generale, locali e nazionali, alla riorganizzazione del settore, con la concertazione che da sempre abbiamo auspicato per trovare le soluzioni più adatte", prosegue Paoli, "In Trentino ci sono le soluzioni per attrarre, da tutta Italia e nelle nostre valli e città, giovani e meno giovani medici con grandissima professionalità, il giusto interesse, il giusto spirito per prendere per mano una difficoltà e trasformarla in qualche cosa di positivo; un valore aggiunto per i nostri concittadini. Purché gli operatori vengano apprezzati, la nostra autonomia è funzionale nell'ambito di un quadro di metodo e di regole rispettate da entrambe le parti, nello stabilire chi fa che cosa e all'interno di quali limiti".

 

Questo il frutto dei ravvicinati incontri di questi giorni sfociati anche in un accordo per la guardia medica che, "ci auguriamo la Giunta provinciale vorrà valutare positivamente, e attuare anche con le risorse del Pnrr, per porre un ulteriore stimolo a mantenere capillarmente protetto il nostro territorio nelle valli e nelle città, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette".

 

Sono dodici i punti principali evidenziati dalla Cisl medici: innalzamento a 30 euro orari per tutti i medici di guardia del Trentino; benefit dell’auto aziendale per gli spostamenti; benefit pasto; coordinamento dei medici di guardia con la centrale operativa Nue 116117; coinvolgimento degli Usca nelle sedi di guardia rimaste scoperte; sicurezza per le nostre professioniste, nelle sedi, con videocitofono all’ingresso e pulsanti di emergenza in studio, per attivare le forze dell’ordine, quale deterrente alle aggressioni in tempo di Covid e adesione volontaria anche ai medici iscritti a tutti e tre gli anni di corso della Scuola di formazione specifica in medicina generale di Trento nelle sedi di guardia medica.

 

E ancora adesione volontaria anche per medici iscritti a scuole di specializzazione nelle sedi di guardia medica; possibilità anche per i medici di famiglia, volontariamente, di svolgere turni di guardia medica; aumento economico per i medici di guardia disponibili a lavorare in carcere, del 380%, nelle ore notturne; copertura del servizio notturno, anche dal proprio domicilio, a opera dei medici di base su base volontaria e istituzione dei gruppi integrati in tutti i territori con il riconoscimento, al loro interno, anche dei medici di continuità assistenziale.

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