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Medici, la Cisl rilancia lo sciopero. Segnana: ''Scelta incomprensibile, un incontro è anche saltato per la malattia di un sindacalista"

I medici già lo scorso 28 dicembre avevano deciso di revocare lo sciopero ritenendo positive le aperture di Fugatti e Segnana.  Paoli (Cisl Medici) "Si è manifestato il mancato rispetto dell'accordo collettivo provinciale da parte dell'APSS Unica di Trento in relazione alle forme di aggregazione funzionale denominate AFT"

Di G.Fin - 19 gennaio 2019 - 20:00

TRENTO. Il 28 dicembre scorso il sindacato Cisl medici aveva aperto ufficialmente la crisi comunicando a Commissariato, Apss e Provincia la decisione di scioperare, per la prima volta dopo 50 anni, il 10 e 11 gennaio. Tra i tanti problemi vi era la richiesta di una soluzione alla crisi per i rapporti deteriorati tra medici di medicina generale e i vertici aziendali provinciali.  In poche ore  i malumori, però, sembravano rientrare con la decisione di revocare la sciopero. Il condizionale però è in questo caso d'obbligo visto che sono passate poco più di due settimane e la Cisl Medici ha deciso di ritornare su i suoi passi annunciando una sciopero aziendale dei medici di famiglia e delle guardie mediche per il 31 gennaio e 1 febbraio 2019 con 48 ore di chiusura totale degli ambulatori medici.

 

“Si è manifestato – ha spiegato il segretario della Cisl medici, Nicola Paoli - il mancato rispetto dell'accordo collettivo provinciale da parte dell'APSS Unica di Trento in relazione alle forme di aggregazione funzionale denominate AFT (gli ambulatori dove operano più medici) e le carenze, sempre dell'APSS che hanno determinato difficoltà nella realizzazione dei progetti aziendali in corso, causando il mancato raggiungimento degli obiettivi economici previsti”.

 

I medici, il 28 dicembre scorso avevano deciso di revocare lo sciopero ritenendo “serie e innovative” le proposte che prevedevano un nuova qualificazione del maxi ambulatorio ex tunc. Erano state date anche della rassicurazione su una risoluzione alla mancata o ritardata consegna dei vaccini ed un miglioramento dei progetti aziendali contenuti nell'accordo provinciale con adeguati approfondimenti o con modifiche del medesimo. “Prendendo atto che l'incontro del 10 gennaio – ha spiegato Paoli - ha disatteso le aspettative in quanto sul punto principale della maxi struttura definita AFT, la mega struttura di aggregazione funzionale territoriale, la proposta formulata non è apparsa accettabile in quanto addirittura peggiorativa dello stato attuale”. A non essere stati risolti sono stati anche i problemi relativi alla vaccinazione e alle criticità dei progetti aziendali.

 

A parlare di “scelta incomprensibile” è l'assessora provinciale alla Salute, Stefania Segnana che nel commentare la decisione della Cisl medici ha voluto precisare di essere sempre stata disponibile al dialogo “e sempre lo saremo – spiega - purché la lingua adottata sia quella del buon senso e della responsabilità".

 

“Se è normale che la dialettica fra le parti possa assumere talvolta toni forti – ha spiegato l'assessora - non deve mai venir meno la capacità di riconoscere ciò che può essere fatto e ciò che invece è oggettivamente irrealizzabile”. Nello specifico, spiega Segnana, la Giunta non poteva inserire all'ordine del giorno la delibera auspicata dal sindacato saltando i passaggi tecnici necessari.

 

"Forse - aggiunge l'assessora - si sarebbe potuto fare in tempo se non fosse saltato un incontro fra le parti, causa malattia di uno dei rappresentanti sindacali, ma non credo che la responsabilità di ciò sia ascrivibile all'Amministrazione. Tanto più che il nuovo incontro era già stato fissato al 22 gennaio, quindi a strettissimo giro, prova dell'assoluta volontà dell'assessorato come pure dell'Azienda sanitaria di comporre al più presto la vertenza. All'insegna del buon senso come detto ma, soprattutto della responsabilità nel garantire ai cittadini il massimo delle attenzioni sul fronte della salute"

 

Lo sciopero indetto da Cisl vede per i medici di medicina generale del settore di assistenza primaria: la chiusura di tutti gli studi nelle giornate del 31 gennaio 2019 e del 1 febbraio 2019 dalle 8 alle 20 (pur garantendo, quali prestazioni indispensabili, come previsto dall'art. 2 dell'Allegato 1 dell'art.11 dell'ACN 2018). Per i medici di continuità assistenziale e per quelli di emergenza sanitaria territoriale, l'astensione dal lavoro è prevista dalle ore 20 del giorno 31 gennaio alle 8 del 1 febbraio.

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