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Il ''Palio dela Brenta'' si rinnova: sul palco della storica disfida tra le due contrade di Borgo un personaggio "fuori dagli schemi"

Alla sua trentaquattresima edizione, il palio più antico del Trentino ispirato al Cinquecento cambia piazza causa lavori in corso. Il giovane direttivo si apre a tematiche attuali con un co-presentatore d'eccezione

(Foto Facebook Il Palio dela Brenta al Borgo)
Di Cinzia Patruno - 28 luglio 2018 - 19:46

BORGO VALSUGANA. Una disfida tra contrade, una rivalità mai sanata e insanabile che però si conclude sempre con una stretta di mano. Un'associazione dal direttivo giovanissimo per quello che è il palio più antico del Trentino. Giunge alla sua trentaquattresima edizione il Palio dela Brenta, che si svolgerà a Borgo Valsugana dal 30 agosto al 2 settembre, con novità che non potranno che far parlare e che dimostrano un'apertura non indifferente a tematiche attuali.

 

"Nel 1984 – spiega Matteo Chincarini, direttore artistico del Palio dela Brenta – si è deciso di portare la rivalità storica in piazza". Una rivalità che ha come protagoniste le due contrade storiche che si affacciano sul fiume Brenta: la contrada farinota e quella semolota. Come nel caso delle parti più e meno nobili del grano, i farinoti rappresentano una sorta di 'upper class', sviluppatasi nella parte ricca della cittadina, mentre i semoloti sono la controparte più 'agricola'.

 

Una rievocazione storica accuratissima, dai giochi che sono il fulcro della manifestazione, ai cortei, alla cena. "Come palio – spiega Matteo -, ci rifacciamo alla fine del Cinquecento e ai fatti storici che vedevano in contrapposizione i nobili e la plebe". Oltre cento volontari coinvolti, tutte le associazioni del territorio e moltissime sarte che, per un anno, dedicano il loro tempo libero a cucire gli abiti per svariate centinaia di figuranti che sfileranno per le strade di Borgo. In giallo semoloto o rosso farinoto, secondo i dettami della bandiera cittadina.

 

Arco e fionda, queste le sfide più 'sportive' nelle quali si cimentano gli storici avversari. "Nel corso degli anni – spiega Matteo -, la contrada nobile si è dimostrata più brava nel tiro con l'arco, mentre quella popolare ha sempre avuto maggiore dimestichezza con la fionda". Arco e frecce vengono prodotti in modo del tutto artigianale. Gli spettatori possono seguire le sfide dagli spalti che si affacciano direttamente sul Brenta, mentre frecce e biglie attraversano il corso d'acqua creando un effetto suggestivo. I lavori in corso di piazza Degasperi, dove solitamente si teneva il palio, hanno costretto lo spostamento della disfida nella nuova location, che promette un'atmosfera ancora più magica.

 

Ma c'è aria di novità e si sente. La presentazione della manifestazione sarà affiancata da un personaggio d'eccezione, la cui identità misteriosa deve ancora essere svelata. "Riteniamo corretto – spiega Matteo a nome del direttivo – portare una nota storica. All'epoca, la Chiesa vietava alle donne di partecipare agli eventi teatrali. Anche le parti femminili erano impersonificate da attori maschili". E' così che il Palio dela Brenta si fa, a modo suo, moderno e al passo coi tempi, come lascia intendere il promo dell'evento, opera del regista farinoto Stefano Bellumat. Si annuncia una serata esilarante e estranea ai canoni che molti definiscono 'tradizionali'. Che prevalga il desiderio di rivalsa semoloto o la volontà farinota di mantenere il proprio status, forse sarà l'accettazione del diverso il grande tema della manifestazione.

 

 

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