''Il presepe dei migranti ha diritto di esistere. Ci ricorda il vero valore dell'accoglienza e della solidarietà'', la comunità ringrazia la parrocchia del Santissimo
Dopo la netta chiusura di consiglieri leghisti e assessori alcuni cittadini hanno cominciato a raccogliere le firme per sostenere la Natività realizzata su una zattera: crediamo che la comunità trentina, che da sempre si testimonia accogliente, potrà riflettere su questo presepe che parla un linguaggio finalmente attuale''
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TRENTO. E' il presepe più in linea con il messaggio del Papa che pochi giorni fa ha rimarcato che "la Santa Famiglia di Nazaret visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane". E' stato realizzato davanti alla chiesa del Santissimo a Trento dalla comunità della parrocchia ed è stato subito attaccato da alcuni consiglieri e assessori leghisti per i quali l'originalità di quella rappresentazione che associa Gesù, Giuseppe e Maria ai migranti dei giorni nostri che scappano via mare alla ricerca di una vita migliore sarebbe stata troppo avventata.
Impossibile accettare un presepe diverso da quello standardizzato, modello centro commerciale, con statuette di plastica, stalla con stella cometa incorporata e pecorelle preconfezionate da affiancare ai pastorelli, non pensando che da San Francesco in poi il presepe è stato riprodotto in tutti i modi possibili e immaginabili. Si accetta una Natività come quella in Piazza Vittoria, sempre a Trento, bellissima ma realizzata con dei sassi, si accettano le reinterpretazioni del fantastico presepe napoletano che ogni anno si arricchisce di figure legate all'attualità e alla cronaca, ironico e gioioso, si plaude ai presepi africani o sud americani o asiatici e russi che reinterpretano a loro modo la nascita di Gesù, ma non si accetta quello del Santissimo.
Oggi alcuni cittadini hanno deciso di far proprio quel presepe, raccogliendo le firme per ribadire che ''il presepe dei migranti - scrivono - ha diritto di esistere perché possiamo ricordarci del vero valore dell'accoglienza e della solidarietà che dovrebbe accompagnarci lungo tutto l'anno''. Ecco la loro lettera integrale con alcune delle sottoscrizioni.
Al Parroco don Giuseppe Mihelcic
Al consiglio pastorale
Al gruppo di volontari che ha costruito il presepe dei migranti.
Abbiamo appreso inizialmente dai giornali e poi visitato il presepe realizzato davanti alla chiesa del S. Santissimo a Trento. Accanto all'iniziale stupore e ad una sollecita curiosità esso rappresenta una lettura sincera e una fedele traduzione di quello che vuole significare oggi, il messaggio del presepe.
Crediamo nel presepe, in quella famiglia che nessuno ospitava e ha trovato rifugio presso alcuni pastori, gente umile e semplice nell'indifferenza del mondo. Il presepe racconta questo. E quindi non può essere solo un simbolo che dobbiamo mettere in mostra ma deve esserlo se si incarna nell'incontro con l'altro nella nostra vita.
Vogliamo un presepe "vero" che ci racconti ancora quel messaggio di amore e di accoglienza che da quasi due mila anni ripercorre la nostra umanità. Vogliamo ringraziarvi per questa testimonianza che avete dato alla città e alla comunità trentina.
Perché ci ricorda anche che alcune persone (anche trentine, non sono solo i migranti) stanno vivendo in condizioni di difficoltà, di povertà o di solitudine. La città si veste di luci e di feste in questo particolare periodo ma non dobbiamo dimenticarci di chi sta affrontando situazioni di fragilità e di disagio sociale. Persone alle quali il presepe racconta anche un messaggio di speranza.
Il presepe dei migranti, così ci piace chiamarlo, ha diritto di esistere perché possiamo ricordarci del vero valore dell'accoglienza e della solidarietà che dovrebbe accompagnarci lungo tutto l'anno. Crediamo che la comunità trentina, che da sempre si testimonia accogliente, potrà riflettere su questo presepe che parla un linguaggio finalmente attuale.
Grazie di cuore e che sia un buon Natale
Roberta Zalla (Consigliera comune di Trento) e Marco Degasperi
Micaela Fiorini, Luisa Zanotelli, Arianna Bececchi, Carmen Simoncelli, Lia Galvagni (Tam tam per Korogocho)
Francesca Caprini (Yaku)
Andrea Trentini
Laura Pedrotti
Mario Caroli
Wanda Mattedi
Anna Avi
Francesco Degasperi
Andrea Schir
Marinella Giupponi
Luisa Masera
Chiara Marino
Francesca Marangoni
Pietro Osello
Silvia Scotti
Zita Facchinelli
Sergio Degasperi
Emma Rossi
Mauro Avi
Laura e Stefano Masera
Luisa Lagati
Anna Avi
Francesco Degasperi
Dario Betti
Agostino Bitteleri
Federica Detassis
Lucia Di Paolo
Monica Cianciullo
Maurizio Avi
Alberto Lopez


















