Contenuto sponsorizzato

Lavarone, 7 delle 24 profughe rimarranno. La Diocesi mette a disposizione una canonica. Lettera di solidarietà a don Farina

Un piccolo segnale positivo grazie all'impegno dell'arcivescovo Tisi che mette a disposizione di un piccolo gruppo di pachistani un'altra canonica, quella di Fraveggio. Ma c'è ancora tanto da fare

Di Luca Pianesi - 09 marzo 2019 - 05:01

LAVARONE. ''Abbiamo individuato una soluzione che non cancella del tutto l’esperienza di integrazione realizzata a Lavarone''. Così l'arcivescovo Lauro spiega l'accordo trovato tra la Diocesi di Trento, l'amministrazione comunale di Lavraone e la Provincia: restano sull'Altopiano 7 delle 24 migranti che sono state ospiti a Lavarone e che la comunità, nel tempo, ha imparato ad apprezzare e conoscere. La Diocesi metterà loro a disposizione una canonica come una canonica sarà messa a disposizione a Fraveggio per un gruppo di pachistani (quattro per ora), in possesso del permesso di soggiorno per motivi religiosi, finora ospitati dalla Diocesi a Trento. ''Da parte nostra - ha commentato Fugatti - c’è la volontà di trovare un accordo e gestire le problematiche relative all’accoglienza comunque nella direzione auspicata”.

 

Intanto, comunque, si muove la Chiesa, al momento ancora a rilento, e un passetto alla volta, ma è già qualcosa, un primo risultato. Laddove la politica si dimostra sempre più carente e decide di abdicare all'accoglienza rinunciando a gestire il fenomeno e, di fatto, preferendo abbandonare a se stesse queste (poche) persone, subentra sempre di più la società (lo abbiamo visto per i corsi d'italiano, il servizio di trasporto pubblico, l'assistenza psicologica). E ora, dopo l'appello provocatorio di don Farina che ha invitato i preti a non dire messa come protesta contro la decisione di mandare via le 24 migranti ospiti a Lavarone (QUI ARTICOLO) si muove anche l'arcivescovo.

 

''Abbiamo individuato una soluzione che non cancella del tutto l’esperienza di integrazione realizzata a Lavarone - spiega Lauro Tisi -. Mi auguro si possa anche in futuro percorrere ogni strada possibile per offrire ai richiedenti protezione internazionale accoglienza da parte delle nostre comunità”. Sull'Altipiano, dunque, potranno rimanere sette delle ventiquattro ragazze ospiti, vale a dire le giovani che avevano già trovato lavoro in zona e l’avrebbero perso a causa del previsto trasferimento. Per queste sette profughe, venuta meno la struttura che le ospitava, la Diocesi metterà ora a disposizione la canonica di Lavarone Cappella.  

 

Un’altra canonica, quella di Fraveggio, in valle dei Laghi, si prepara ad aprire le porte a un gruppo di pachistani (quattro per ora), in possesso del permesso di soggiorno per motivi religiosi, finora ospitati dalla Diocesi a Trento. La comunità di Fraveggio, coordinata dal parroco, sta definendo le modalità di accoglienza. Un primo incontro si è svolto nella serata di giovedì. Sul tema dell’accoglienza l’arcivescovo Lauro aveva preso posizione più volte negli ultimi mesi, invitando la comunità cristiana ad aprire le porte: “Chi non ospita rinuncia a vivere” spronava in cattedrale a inizio anno nella Solennità dell’Epifania. Pochi giorni fa, nella Messa delle Ceneri, sempre in Duomo, un nuovo appello: “La paura dell’altro genera scontro, la persona forte non teme l’incontro. La Chiesa è chiamata ad uscire in mare aperto”.

 

Parole importanti alle quali speriamo seguano fatti ancor più importanti e parole ancor più coraggiose. In questo senso pubblichiamo la lettera di Francesco Esposito in solidarietà a don Farina

 

 

A Don Farina

la gioia di un  comune impegno ci spinge a scrivere ai tuoi parrocchiani ed a te perché è giusto, buono e bello quello che state tentando ed avete proposto: lo sciopero della messa per una domenica in tutta la provincia di Trento in solidarietà con quelle donne africane che affermano la loro dignità e cercano riscatto.

 

Ci sentiamo profondamente affini ad un cristianesimo che partecipa dal vivo alla storia degli uomini e delle donne, che ha il coraggio di dire la verità. Di fronte ad un'ingiustizia, ad un'autentica sofferenza non possiamo e non vogliamo tacere.

Contro un sopruso concepito ed attuato su vasta scala, con l'idea di farne leggi dello stato, non prendere posizione ci condannerebbe alla vergogna ed alla orrenda complicità con il male.

 

Siamo una piccola comune senza nome erede di una battaglia cominciata nel 2011 con il “Comitato Sor Fratellanza e Dignità Al Khidr, (al tempo della guerra in Libia, non ultimo episodio di un saccheggio che da oltre cent’anni l’EU conduce in Africa) il cui appello terminava con queste parole: "A tutti coloro che sono disponibili, su base personale e volontaria ad ospitare in casa propria una o più persone fuggite dal Maghreb, rompendo con ogni mistificazione. Chi ha una stanza per due persone? Chi ha un posto letto? Chi può condividere la sua cucina, il suo bagno?

 

E chi, soprattutto, è disposto a rinunciare (per due, quattro, sei mesi) alla comune, sterile, arrogante quotidianità che abita e sogna i suoi normali mostriciattoli terribili occupando il nostro normalissimo Paese? Chi accetterà di interrogare la propria anestetica normalità che rende loculi le nostre case? Chi in questo spazio, rinato con l'arrivo dei nostri fratelli, spezzerà il pane in attesa di riuscire a spezzare i fucili? Chi pregherà il suo Dio in salotto, mentre l’ospite sarà rivolto alla Mecca? Chi accoglierà i bambini dei profughi nelle scuole e nei parchi per giocare e imparare con loro? Chi, infine, si impegnerà a dire quello che fa e a fare quello che dice?"

Abbiamo insistito e continuato ad accogliere.

 

Mouricino, Aruna, Ismail, Moussa, Issa, Mohammad, fra gli altri, hanno dato un senso nuovo e vero alla comune, necessaria ricerca verso un'altra cultura, per una vita nova.

Con queste parole, per noi gesto di affettuosa solidarietà con la vostra proposta, vi esprimiamo il desiderio di poter dialogare insieme incontrandoci.

Con speranza, impegno e rispetto

 

Francesco Esposito

decano di questa piccola comune e vecchio collega ed amico memore e solidale.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 12 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
15 giugno - 10:32
Non hanno sortito effetto gli accordi presi tra giovani, residenti, esercenti e amministrazione. Secondo quanto riportano i cittadini i [...]
Cronaca
14 giugno - 19:15
“Serve responsabilità e più educazione” ha spiegato il sindaco di Trento Franco Ianeselli annunciando che l'amministrazione ha deciso di [...]
Cronaca
15 giugno - 08:52
La Squadra Mobile ha arrestato un uomo in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia, un trentottenne straniero, ma da anni residente a [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato