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Iniziativa di riparazione al Gay Pride. La replica dei fedeli: ''Si colloca nel desiderio di tornare a Dio. Non si può più nemmeno pregare?"

Il gruppo che organizza l'evento del 9 giugno alla Chiesa del Santissimo spiega la propria posizione: "L’iniziativa si colloca nel desiderio di tornare a Dio, l’Amore Purissimo, Uno in Tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo, che è così poco amato dalla nostra epoca, dal nostro tempo e dalla nostra città"

Il titolo che sponsorizza l'iniziativa del gruppo di fedeli trentini sul sito di Pro Vita
Pubblicato il - 06 giugno 2018 - 20:46

TRENTO. In merito a quanto abbiamo riportato nell'articolo intitolato "Dolomiti Pride: preghiere, penitenze, digiuni e un Santo Rosario per salvare le anime dei peccatori. E Rossi è sempre più solo" pubblichiamo la posizione del gruppo di fedeli che, per il sito Pro Vita, ha deciso il 9 giugno di fare una "iniziativa di riparazione al Gay Pride - come si legge sulla pagina dell'associazione citata - che si svolgerà a Trento animata da alcuni fratelli e sorelle che, in coscienza, hanno deciso di offrire preghiere e penitenze per la conversione delle anime". Riportiamo il loro pensiero integralmente per garantire il diritto di replica.

 

 

Un gruppo di fedeli ha deciso di offrire a Dio dei giorni di digiuno e la recita del Santo Rosario per la conversione dei cuori, ciascuno personalmente o, per chi ne abbia voglia e possibilità, unendosi alla recita del Rosario già calendarizzata (perché lo recitano ogni sera alle ore 21, 22, 23) presso l’Adorazione notturna nella Chiesa del Santissimo, che accoglierà anche questa intenzione oltre a quelle che hanno già (malati, sacerdoti…). L’iniziativa si colloca nel desiderio di tornare a Dio, l’Amore Purissimo, Uno in Tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo, che è così poco amato dalla nostra epoca, dal nostro tempo e dalla nostra città.

 

Si considerava che in molte leggi, manifestazioni e molte decisioni, sia pubbliche che private tanto siamo lontani dall’insegnamento di Gesù che serve un richiamo forte alla fede personale e comunitaria. Questi fedeli sentono la necessità di tornare a vivere il Vangelo, la buona novella, con un cambiamento di vita a partire da se stessi e pregano per tutti gli amici ed anche per chi la pensa diversamente. Si è infatti convinti che l’insegnamento di Gesù e della Chiesa sono la chiave che restituisce dignità agli esseri umani e li rende in grado di realizzarsi secondo il Progetto Divino. Infatti, molto umilmente, questi fedeli preferiscono al disquisire, discutere o polemizzare su ciò che per la loro fede è sbagliato o giusto; decidono di trovarsi a pregare e pregano anche per le anime di chi rifiuta Dio e di chi la pensa diversamente da loro.

 

Lo fanno il 9 giugno, a sera, finite le manifestazioni di chi la pensa diversamente, proprio per non creare divisioni e polemiche, e per offrire a chi vuole pregare un momento di preghiera e silenzio. Che male si vede in questo? L’iniziativa di conversione e ritorno all’amore di Dio, conduce poi - il 14 giugno - ad un momento di preghiera comunitaria, che condurrà i fedeli in un esame di coscienza con riflessioni sulla propria vita, dopo il quale ciascuno potrà confessare ad un sacerdote di Santa Romana Chiesa (Sacerdoti che lo fanno normalmente tutti i giorni nelle loro parrocchie o chiese) i propri peccati e ricevere l’assoluzione, tornando a casa riconciliati con Dio.

 

Guardi che questa identica cosa succede in tutte le parrocchie in prossimità delle feste principali, ed è definita appunto celebrazione penitenziale e si conclude con il Sacramento della Riconciliazione. E’ una celebrazione riservata ai soli fedeli che intendano chiedere perdono a Dio per ogni volta che loro stessi o altri - che loro considero fratelli - hanno rifiutato l’amore gratuito di Dio e riconciliarsi con Lui. Le persone sono state invitate solo sulla base di conoscenze personali e via messaggio privato. E’ una celebrazione religiosa predisposta e organizzata da un gruppo di fedeli, che hanno richiesto la presenza dei sacerdoti per fini liturgici.

 

Non è invitata la stampa per ragioni di riservatezza, stante la celebrazione in forma privata e a tutela della privacy delle persone che vorranno partecipare.

 

PS: Cosa c’entri l’associazione Pro-Vita Onlus (di cui quei fedeli non fanno parte) in tutto ciò, lo sa solo l’autore del confuso articolo di ieri.

PPS: Forse che, poiché quel giorno vi è una manifestazione con un corteo per la città, perciò stesso nessun altro può fare, dire, pensare o organizzare null’altro?

Non si può più pensare in maniera cristiana e pregare in chiesa e digiunare se si vuole?

Grazie dell’attenzione.

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