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| 13 set 2025 | 19:59

Ordinati tre nuovi preti in Trentino, festa per la chiesa. L'arcivescovo: "C’è ancora futuro per il mondo anche in un tempo segnato da violenza, odio e vendetta"

I tre nuovi preti sono i trentini Filippo Zanetti e Federico Mattivi e il brasiliano Valdinei Alves da Silva. La celebrazione nella cattedrale di Trento

Foto di Gianni Zotta per Arcidiocesi Trento
di Redazione

TRENTO. Tre i nuovi preti ordinati: i trentini Filippo Zanetti Federico Mattivi e il brasiliano Valdinei Alves da Silva, religioso stimmatino.

 

"Chi ‘rimane’ in Cristo diventa uomo e donna di movimento perché intraprende il viaggio dell’incontro con l’altro e sperimenta nell’uscire da sé l’ossigeno della vita", queste le parole dell'arcivescovo Lauro Tisi nell'accogliere i tre nuovi preti. "Rimanete in questo amore e sarete preti di movimento, di quel vero muoversi che è proprio di Cristo".

 

Un momento di festa per la chiesa trentina oggi - sabato 13 settembre - nella cattedrale di Trento. Presenti 130 preti sul presbiterio per abbracciare i neo confratelli e navate piene di fedeli, i familiari degli ordinati (compresa la mamma di Alves da Silva, giunta dal Brasile), i sindaci e tanti rappresentanti dei paesi nativi di Darzo (Filippo Zanetti) e Pergine (Federico Mattivi) e delle comunità in cui hanno svolto servizio diaconale, Mori e Villazzano-Povo, ma anche le delegazioni dei luoghi in cui hanno fatto formazione, come i giovani della Caritas di Senigallia e del Sermig di Torino.

 

A presentare i tre giovani all’Arcivescovo, per attestarne l’idoneità all’ordinazione, il rettore del seminario don Tiziano Telch e il formatore degli stimmatini padre Livio Guerra, accanto al Provinciale della Provincia brasiliana padre Jordelio.


(Foto di Gianni Zotta per Arcidiocesi Trento)

L’omelia dell’arcivescovo Lauro si è aperta con le parole del Vangelo: “Come il Padre ha amato me anch’io ho amato voi”. Da subito monsignor Tisi ha ricordato che l’amore non è frutto dello sforzo umano, ma dono che viene da Dio. “Non si tratta di un sentimento vago, ha sottolineato l’Arcivescovo, ma di un volto concreto: quello di Cristo, che nella sua umanità ha introdotto un amore gratuito, capace di arrivare fino alla fine, di chiamare “amico” persino chi tradisce”. Per monsignor Tisi “c’è ancora futuro per il mondo anche in un tempo segnato da violenza, odio e vendetta”.

 

Don Tisi ha quindi esortato i presenti a raccontare l’amore di Gesù, un amore che cambia la vita. “Se siete qui oggi è perché fin da adolescenti avete sentito il fascino per Gesù Cristo che vi ha conquistato il cuore”. È un miracolo, ha spiegato l’arcivescovo, e va contemplato: non teoria astratta, ma incontro reale. Per questo ha ringraziato i candidati all’ordinazione: “Grazie per aver lasciato entrare lo Spirito in voi per consegnarvi l’amore innovativo di Dio”.


(Foto di Gianni Zotta per Arcidiocesi Trento)

L'arcivescovo ha spronato i tre e l’assemblea, compresa quella collegata via streaming e in televisione: “Coraggio. E' possibile amare il Cristo Risorto che fa meraviglie ed è possibile passare dalla morte alla vita, amando i fratelli”. L’intera vocazione, ha ribadito, è un’interpretazione della vita che ha in Cristo il suo centro.

 

Poi l’arcivescovo si è rivolto direttamente a Zanetti, Mattivi e Alves da Silva, indicando loro un verbo decisivo: “rimanere”. In apparenza indica staticità, ha spiegato don Lauro, mentre in Cristo questo verbo significa movimento e vita. “Chi rimane nel Cristo diventa uomo e donna di movimento perché intraprende il viaggio dell’incontro con l’altro e sperimenta nell’uscire da sé l’ossigeno della vita. Rimanete in questo amore e sarete preti di movimento, di quel vero muoversi che è proprio di Cristo".


(Foto di Gianni Zotta per Arcidiocesi Trento)

Monsignor Tisi ha quindi richiamato la bellezza dei sacramenti, che saranno affidati ai nuovi presbiteri: “Vorrei raccontarvi la bellezza dei sacramenti, di quel convocarsi domenicale gratuito per ascoltare una Parola che non conosce usura e spezzare il pane della vita per poi diventare fraterni”. La comunità riunita la domenica, ha ricordato l’Arcivescovo, è ancora oggi un segno meraviglioso: “la Parola che scalda il cuore, il Pane che genera fraternità”.

 

Questa dinamica, ha aggiunto don Tisi, abbraccia l’umano per intero: “Nella dinamica sacramentale entra tutto l’umano: il nascere, il soffrire, il morire, le scelte di vita, l’errore e la riconciliazione”. Per questo, ha detto l’arcivescovo, il miglior viatico per il ministero è imparare a “frequentare l’umano in tutte le sue dimensioni”.

 

Infine, monsignor Tisi ha rivolto un appello alle comunità: mentre vivono la gioia di questi fratelli che si donano, sono chiamate a riscoprire “la bellezza del convocarsi, del frequentare la Parola, la bellezza di questi gesti sacramentali che contengono l’elisir di lunga vita, contengono futuro”. È urgente, ha insistito l’Arcivescovo, “alzare la qualità della frequentazione della Parola, alzare la qualità del nostro celebrare domenicale”, per poter generare uomini e donne disposti al servizio del Regno.

 

E domenica 14 settembre i tre nuovi preti celebreranno la loro prima Messa nelle rispettive comunità di origine o d’adozione: don Filippo Zanetti nella chiesa parrocchiale di Darzo alle 10.30, don Federico Mattivi nella chiesa parrocchiale di Pergine Valsugana alle 15 e padre Valdinei Alves da Silva a Trento alle 10 nella chiesa dello Sposalizio.

 

I nuovi preti diocesani continueranno il loro ministero nelle comunità dove hanno prestato servizio come diaconi, rispettivamente a Povo-Villazzano e a Mori. Il religioso Ales da Silva è stato invece destinato a Roma, nella parrocchia di Santa Croce al Flaminio, affidata alla cura pastorale dei Bertoniani e dove seguirà l’oratorio.

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