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La lettera della guida alpina Alessio Conz: ''Non toccate il Lagorai, un luogo dell'anima, un Jurassic park inestimabile''

Non si placano le polemiche intorno al progetto della Translagorai. Ora scende in campo anche Alessio Conz, guida alpina e autore di diverse guide, oltre che fondatore della realtà "LagoraiAvventura". Pubblichiamo la lettera in forma integrale

Di Luca Andreazza - 25 ottobre 2018 - 20:19

TRENTO. Non si placano le polemiche intorno al progetto della Translagorai. Un percorso di 85 chilometri lungo la catena del Lagorai che da Vetriolo raggiungerà San Martino di Castrozza, passando per una serie di rifugi e malghe ripristinate ad hoc e utilizzabili per pernottare.

 

Il tutto per un investimento complessivo di 3 milioni e 681 mila euro. Un accordo che vede tra i firmatari i rappresentanti della Provincia di Trento, la Sat, la Magnifica Comunità di Fiemme e i comuni limitrofi

 

Tante le critiche messe in evidenza da associazioni ambientaliste e amanti della montagna che considerano il Lagorai l'ultima frontiera, un paradiso wilderness (Qui articolo). Dopo un periodo di approfondimento la Sat aveva rotto il silenzio per rispedire al mittente tutte le accuse: "Basta strumentalizzazioni politiche, il progetto non mette in pericolo niente'' (Qui articolo).

 

Ora scende in campo anche Alessio Conz, guida alpina e autore di diverse guide sull'outdoor, oltre che fondatore della realtà "LagoraiAvventura", che mette in discussione il progetto della Translagorai. Pubblichiamo la lettera in forma integrale.

 

"Da circa un mese si è costituito un gruppo su Facebook che contesta l’impianto del progetto “Translagorai” al quale ho subito aderito in quanto ritrovo nello spirito della protesta molte considerazioni che mi appartengono da vicino.

 

Frequento anch’io da sempre il Lagorai ritrovandolo sempre “un luogo dell’anima”, come qualcuno lo ha già definito giustamente; un luogo magico soprattutto per essersi miracolosamente mantenuto lontano dalle rotte turistiche di maggior traino e per la sua apparente povertà di interesse turistico.

 

Solo apparente, appunto, perché negli ultimi 10 anni le cose sono parecchio cambiate ed i luoghi integri ed incontaminati hanno iniziato ad attirare molta più gente. E fin qui niente di male, il bello piace a tutti, e in fondo il territorio è grande e si può sempre trovare una uscita lontani dalla folla che in linea di massima affolla sempre gli stessi posti relativamente comodi e vicini al fondovalle.

 

Io peraltro ho sempre pensato che l’afflusso di turisti fosse una ricchezza per tutti coloro che in Lagorai ci vivono e ci devono lavorare, e quindi ci ho “puntato” anche in termini professionali.

 

La mia attività come guida alpina si chiama “LagoraiAvventura” e finora sono l’unico ad avere puntato in termini esclusivi su questo territorio.

 

Oltre alle mie proposte come guida alpina ho pubblicato una guida di sci alpinismo con 150 itinerari nel 2010, una guida di arrampicata nel 2011 (in fase di conclusione una seconda edizione), una guida di mountain bike nel 2018 con molti percorsi sul lato meridionale del gruppo e credo di poter affermare senza tema di smentita che ognuno di questi libri abbia portato ad una maggiore frequentazione del territorio.

 

In questi anni mi sono sempre attivato per divulgare la conoscenza del gruppo e per valorizzare le sue peculiarità anche in altri modi: dopo l’uscita della guida di arrampicata in Valle del Vanoi abbiamo portato avanti un progetto aiutati dal Comune di Canal San Bovo che ha portato al restauro e alla creazione di una ventina di vie di arrampicata e alla creazione di una bella falesia.

 

In cinque anni questo piccolo intervento si è rivelato un successo attraendo decine di persone in una valle fino a poco tempo prima quasi sconosciuta. A volte si può ottenere molto con molto poco.

 

Chi ha voglia potrà leggere le introduzioni alle mie guide: noterà che ho sempre parlato di spazi incontaminati, di natura integra, di uno spazio “interiore” nel quale ritrovarsi, di avvicinarsi con umiltà e rispetto, in punta di piedi.

 

Per questo mi risulta incomprensibile il lancioin grande stile”, lontanissimo dalla storia del Lagorai, lontanissimo dalla sua cultura (regno di pastori e di rarissimi turisti fino a una manciata di anni fa), e pure in netta contraddizione con quanto hanno fatto finora molti comuni sul territorio (purtroppo non tutti) cioè evitare aggressioni e mantenerlo nella sua integrità, sviluppando con equilibrio ed intelligenza quel giusto per favorire l’economia locale ed assecondare un turismo di escursionisti ed alpinisti.

 

I dubbi nascono innanzitutto dal fatto che sulla Translagorai poteva bastare un unico bivacco, o piccolo rifugio, sulla rotta classica del percorso e in secondo luogo dalla evidente vicinanza (non solo fisica ma anche, per così dire, imprenditoriale) agli impianti del Cermis che già hanno prodotto una ferrata a dir poco discutibile.

 

Il Lagorai è già una ricchezza così come è, un vero gioiello, un Jurassic park in grado di attirare escursionisti e alpinisti (gli stranieri, soprattutto tedeschi, hanno appena iniziato a conoscerlo) e non credo ci sia bisogno di farlo diventare l’ennesimo esempio di “montagna violata”.

 

Credo invece che meriti attenzione e rispetto, e l’aiuto di tutti quelli che lo amano “così come è”. E’ stato bello vedere tante persone stringersi assieme intorno a questa idea, questa cosa mi ha emozionato molto e voglio dire grazie di cuore a tutti.

 

Alessio Conz"

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