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Le nostre mani si alzano in cielo per Faustino Pedretti, il ricordo degli 'Sciatori Silenziosi'

Si è spento soltanto pochi giorni fa e oggi sono gli 'Sciatori Silenziosi' che lo ricordano con una delicata e toccante lettera. Pedretti era un grande uomo, di quelli che lasciano il segno

Pubblicato il - 05 aprile 2018 - 20:07

PINZOLO. Faustino Pedretti si è spento soltanto pochi giorni fa e oggi sono gli 'Sciatori Silenziosi' che lo ricordano con una delicata e toccante lettera. Pedretti era un grande uomo, di quelli che lasciano il segno. Oltre all'attività imprenditoriale a cui ha dedicato l'intera vita, è ricordato anche per l'impegno nel sociale.

 

Fondatore e presidente dell’Associazione missionaria opere di solidarietà Amos Onlus di Carisolo che opera in Tanzania, Camerun, Paraguai, Perù, Brasile. Si devono in parte a lui le due visite di papa Giovanni Paolo II in Adamello. Papa che lo ha fregiato del titolo di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno.

 

Ma ecco la lettera, che lo ricorda e ricorda a tutti noi le altre sue importanti imprese per la sua comunità: 

 

Sono passati solo pochi giorni da quando una voce triste diede la notizia ad un familiare, da quando i telefoni squillarono con cupe suonerie alle nostre orecchie, da quando le campane avvisarono tutta la vallata di quanto era appena accaduto, da quando per le vie del paese non risuonava altro che il tuo nome, ma soprattutto da quando ci rendemmo conto che il tuo sorriso da ora, avremo potuto solo ricordarlo, invece che ammirarlo.

 

Era il lontano, ma vicinissimo nella memoria, 1971, quando il tuo sguardo era catturato dal nostro gesticolare compulsivamente le mani, e quasi stregato ti facesti avanti per presentarti e porgerci la tua mano. Da quel contatto, da quella stretta di mano, iniziò una lunghissima collaborazione, che prima di essere tale era già la promessa di una sincera e leale amicizia.

 

Sembra ieri quando arrivasti in Val Rendena. Sembra ieri che organizzammo il Trofeo Laurino – Campionati Silenziosi di Sci. Sembra ieri che con il Comune di Carisolo riuscimmo a organizzare i X Giochi Mondiali d’Inverno dei Sordi.

 

Sembra ieri che replicammo la scommessa dei Campionati Nazionali dei Silenziosi e decidemmo di lanciare il Raduno Sciatori Silenziosi. E sembra davvero ieri che c’era la fila, come al supermercato, per poterti abbracciare e ringraziare ancora una volta per quello che facesti e hai sempre fatto con noi e per noi.

 

Hai sempre sognato in grande, anche per noi, che non riuscivamo a sentire le novità che correvano in radio, che non eravamo affatto a tempo con i passi di danza tipiche delle feste campestri che organizzavi, che non sapevamo quando salire sul palco per ritirare un premio.
La tua attenzione, la tua sensibilità, la tua voglia di trattarci non meglio degli altri, ma semplicemente come gli altri, ci ha fatto sentire specialmente normali.

Concretizzare le idee, rendere semplici le cose più complesse e difficili, trovare la calma e il sorriso anche quando tutto sembrava remare contro, ordinaria amministrazione per te. L’impossibile con te era semplicemente possibile. Come sempre. Ma esiste il come sempre?

 

Ci sono domande a cui non si riesce a dare risposta, ma del resto a che serve, se guardando indietro veniamo piacevolmente travolti e sommersi da un carosello di ricordi, emozioni, fotografie, sorrisi e abbracci di momenti vissuti insieme.

Bisogna conservare e tenere vivo il principio di umanità, se vogliamo avere il diritto di essere chiamati uomini. E in cosa consiste questa umanità, se non nell’amare il nostro simile, perché ogni uomo è perfettamente quello che siamo noi?

 

Faustino, come in un volo, lievi, rapiti, sopra la vita, sopra la morte, abbiamo visto, abbiamo sentito, il volto della felicità, perché tu eri felicità e sapevi regalarla a tutti noi, senza distinzione. Quindi grazie per averci teso la mano quel giorno ed aver costruito con un pezzo della nostra storia.

Sciatori Silenziosi 

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