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| 19 ago 2021 | 16:48

La Campana dei Caduti suona per Gino Strada. I volontari: "Grazie dottore per aver tracciato la strada. Andremo avanti: è la nostra promessa"

Sabato 21 agosto alle 21.30 i rintocchi di Maria Dolens saranno tutti per Gino Strada, compianto fondatore di Emergency che ci ha lasciati lo scorso 13 agosto. L'estremo saluto è stato organizzato dai volontari trentini di Emergency

La Campana dei Caduti suona per Gino Strada
di Redazione

ROVERETO. La Campana dei Caduti suona per Gino Strada, l’estremo saluto organizzato dai volontari del gruppo trentino di Emergency in onore al proprio fondatore. I rintocchi di Maria Dolens risuoneranno a Rovereto in contemporanea con l’allestimento della camera ardente per il dott. Strada a Milano, alle 21.30 di sabato 21 agosto.

 

Lo annuncia la sezione Trentino Alto-Adige di Emergency con una nota divulgata questo pomeriggio. “I rintocchi di Maria Dolens saranno per il nostro Gino – scrivono -, per Teresa, mai dimenticata, e la loro Emergency, diventata nostra, di tutti”.

 

Il compianto fondatore di Emergency se n’è andato pochi giorni fa, il 13 agosto 2021, e già in molti hanno trovato il modo di ricordarlo. Ma questo è il saluto dei suoi compagni, di quelli che nel suo sogno ci hanno creduto così tanto da renderlo anche il loro, unendosi all’associazione fondata da Gino e donando tempo e risorse alla loro causa.

 

“Il “dottor Gino” ci mancherà – si legge sulla nota -. Mancherà a noi di Emergency e mancherà a noi società civile, per quella sua voce determinata e sicura, per quel suo agire giusto senza mai tentennamenti. Sarà difficile compensare la sua assenza. E questo ci carica di una maggiore responsabilità: dobbiamo andare avanti, più e meglio di prima. Per questo vogliamo condividere due pensieri e un invito”.

 

“Il primo pensiero è quello di Teresa Sarti Strada, moglie di Gino, mancata nel 2009, fondatrice di Emergency e prima presidente: “Se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”. Il secondo è di Cecilia Strada, intervistata dopo la morte del padre di cui riportava le parole: “La morte vince una volta sola, la vita vince tutti i giorni”. Il dottor Gino andava avanti con questo spirito: curava feriti di guerra, sapendo che i feriti di guerra continuano ad aumentare e la sua era una goccia nel mare. Ma la faceva comunque con ostinata passione”.

 

Per portare avanti il sogno di Gino però non bastano le parole, servono anche i fatti. Allora ecco che arriva anche l’invito: “Per onorare la storia del dottor Gino, per continuare a dare corpo alle sue idee e al suo senso di giustizia, facciamo ognuno il nostro pezzettino. Per costruire diritti e arrivare alla pace, per curare le vittime delle guerre e aiutare chi è emarginato, in Italia come in Africa o in Afganistan, serve il contributo, anche piccolo, di ciascuno di noi. Abbiamo bisogno di tutto e di tutti per continuare lungo la strada e aiutarci reciprocamente a percorrerla. Grazie, dottor Gino, per averla tracciata e per averci guidati e accompagnati per un lungo tratto. Andremo avanti: è la nostra promessa”.

 

"I diritti degli uomini devono essere diritti di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi" – Gino Strada

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