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Locanda Margon cambia veste e punta sempre più in alto. Lunelli: "Simbolo del nostro percorso del bello e del buono"

Una cucina, quella di Alfio Ghezzi, che grazie a gusto, precisione nelle cotture e cibo che racconta il territorio, ha portato la seconda stella a Locanda Margon. Il locale della famiglia Lunelli, in continua evoluzione, si rinnova esteticamente e punta a fare sempre meglio

Da sinistra: l'architetta Diletta Stazzi, il presidente di Cantine Ferrari Matteo Lunelli e lo chef di Locanda Margon Alfio Ghezzi.
Di Cinzia Patruno - 09 febbraio 2018 - 18:02

TRENTO. "Continuiamo a investire su Locanda Margon perché è una parte fondamentale del percorso del bello e del buono". Un percorso che di certo suonerà alle orecchie dei fan di Cantine Ferrari, senza ombra di dubbio i maggiori produttori al mondo di spumante metodo classico, ambasciatori orgogliosi di quello che è l'unico ristorante doppiamente stellato in Trentino. Finalmente presentato nella sua veste nuova, che nasce dalla volontà dei proprietari di casa di rendere Locanda Margon un luogo da vivere e dove sentirsi bene come a casa.

 

Una terrazza di rara bellezza sulla città di Trento, conosciuta quasi più dai turisti che non dai trentini, nata per la volontà della famiglia Lunelli di Cantine Ferrari. Poi l'arrivo di Alfio Ghezzi, allievo del maestro Marchesi recentemente scomparso, fino all'eccellenza: le due stelle Michelin nel 2016. Il locale si suddivide in due parti con due proposte differenti: mentre la Veranda, immersa nel verde propone una cucina più semplice e veloce perfetta per una cena tra amici o un pranzo di lavoro, il Salotto Gourmet permette di degustare l'essenza della cucina di Ghezzi, abbinandola a un notevole percorso firmato Trentodoc.

 

Alfio Ghezzi resta un grande protagonista della scena culinaria nazionale, un motivo d'orgoglio per il Trentino. "La mia cucina - racconta lo chef - resta una cucina con i capisaldi del gusto, della precisione nella cottura, di un cibo che racconti il territorio. Col tempo, ho sviluppato una visione più diretta, che mi ha permesso di creare una cucina più semplice da capire.Un cambiamento non immediatamente percepibile nel piatto ma chi ci frequenta capisce questa evoluzione. Uscendo dalla cucina e conoscendo colleghi con esperienze diverse e piccoli produttori, ho intrapreso un percorso che ha portato nuova linfa e vigore alla mia cucina e una nuova sensibilità da parte mia".

Lo chef Alfio Ghezzi con il suo staff nella Veranda di Locanda Margon.

Una cucina unica, che si distingue a livello nazionale per il legame con la materia prima. "Alfio Ghezzi - spiega Matteo Lunelli, presidente e amministratore delegato di Cantine Ferrari - conosce intimamente la cucina trentina, una cucina povera, dalla quale però si può creare anche una proposta gourmet. Importante resta la valorizzazione della materia prima". E così, per il magnifico tuorlo crudo con aringhe e verza, Locanda Margon prende le uova di gallina livornese a chilometro zero, da due giovani imprenditori della Val di Gresta che hanno fondato una piccola azienda in cui allevano galline e producono uova d'autore. La montagna resta sempre il fil rouge che connette la cucina di Alfio Ghezzi a Cantine Ferrari, che desiderano sdoganare il Trentodoc dalla funzione di spumante da aperitivo rendendolo perfettamente abbinabile ad ogni portata, dall'amuse-bouche al dessert. Un successo, vista la versatilità intrinseca di questo prodotto straordinario.

 

Il traguardo delle due stelle Michelin non è l'ultima meta, bensì un invito a fare sempre di più. "Le due stelle ci hanno portato grande soddisfazione - racconta Matteo Lunelli - ma Alfio non vuole fermarsi qui. E' un traguardo che ci fa guardare avanti per continuare a crescere". Una tendenza che si riflette nell'ambiente totalmente rinnovato ma anche, e soprattutto, nella cucina di Ghezzi. "In cucina ricerchiamo l'eccellenza. In menù si trovano dei classici presenti sin dal principio che, nel corso degli anni hanno subito un'evoluzione". 

 

Un'evoluzione che si riconosce anche nella messa a punto estetica di Locanda Margon, frutto di un'immediata intesa tra lo chef Ghezzi, i Lunelli e l'architetta Diletta Stazzi. "E' stata una grande soddisfazione riuscire a leggere i desideri dei padroni di casa - racconta l'architetta -. Negli anni, si era prodotta una stratificazione di interventi senza una visione globale. L'idea a cui volevamo dare forma e sulla quale eravamo concordi era quella di 'sentirsi a casa'. Abbiamo creato dunque una dimora di campagna contemporanea, con arredi essenziali e tanti tessuti. La Veranda è stata restituita alle sue origini di giardino d'inverno, mentre il Salotto Gourmet è ispirato proprio al salotto di casa. Ogni angolo è un luogo da vivere". Un posto in cui sentirsi a casa e un posto dove fermarsi. E' così che l'esperienza del pasto si ampia, diventando un'esperienza vera e propria.

 

E lo sguardo al futuro lo si riconosce anche in progetti ambiziosi per coinvolgere la clientela, tra appassionati, fedeli e neofiti, quale il percorso composto da cene volte alla conoscenza e all'interpretazione del Trentodoc, del territorio e della cucina dello chef Ghezzi. La prima cena sarà a marzo in compagnia di Nino di Costanzo, chef doppiamente stellato direttamente dal Danì Maison di Ischia: un appuntamento a cui, siamo certi, è vietato mancare.

 

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