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Alfio Ghezzi raddoppia e sbarca sul lago di Garda: lo chef stellato curerà la proposta gastronomica dell’Eala hotel

Rovereto e Limone, il grande Garda come collante: lo chef stellato Alfio Ghezzi si sdoppia e assieme alla sua collaudata brigata culinaria gestirà un bistrò e un lezioso ristorante gourmet nell’esclusiva location dell’Eala, hotel a 5 stelle di Limone sul Garda

Di Nereo Pederzolli - 29 aprile 2021 - 19:39

LIMONE SUL GARDA (BS). Ha il fascino indiscutibile dell’esclusività, lussuoso in tutto, ma altrettanto improntato al recupero più intelligente delle variegate peculiarità ambientali che lo circondano. Il 30 aprile apre le sue porte l’Eala, hotel di gran charme in quel di Limone sul Garda. Iniziativa turistica molto articolata, con una presenza operativa – tra i fornelli – di Alfio Ghezzi, uno degli chef più istrionici, preparati e ‘visionari’ del Trentino. Sarà lui e la sua collaudata brigata culinaria a gestire un bistrò e un lezioso ristorante gourmet.

 

Due spazi legati al suo nome, Alfio Ghezzi Bistro Lake Garda e Senso Lake Garda, medesimi legami con la cucina gestita dallo chef stellato – anche e con rinnovata caparbietà – sotto la cupola del Mart di Rovereto. Sul Garda avrà come importante ‘spalla’ Akio Fuijta, chef assolutamente di valore e con esperienze dolomitiche alle spalle, nonostante le sue chiare origini giapponesi. Non uno sdoppiamento, ma piuttosto una sinergica operazione di ubiquità.

 

Rovereto e Limone, il grande Garda come collante, per una proposta gastronomica – è su questa che ci soffermiamo alla vigilia dell’apertura – assolutamente articolata quanto coinvolgente. L’obiettivo? Puntare a superare il concetto di campanilismo. Senza stravolgere consuetudini agroalimentari o tecniche di cucina: solo il confronto, il rilancio di una sana ‘contaminazione’.

 

Lione sul Garda è la ‘location’ forse più idonea ed esemplare per un simile progetto, turistico quanto gastronomico. Perché è punto d’incontro di tre ambiti: la propaggine più a nord della sponda bresciana del grande specchio d’acqua, la stretta vicinanza con Riva e dunque il Trentino e l’altrettanta ‘comunione’ delle acque lacustri, bresciane/trentino/veronesi. Tre in uno, per un Alfio Ghezzi che si sdoppia, senza mai abbandonare i suoi legami autenticamente trentini.

 

Limone è un comune che per molti significa ‘coltivazione di agrumi limonosi’. In realtà – nonostante per secoli il limone sia stato il frutto più prelibato di questo areale incredibilmente suggestivo, isolato (perché privo di collegamento stradale) fino quasi a metà del secolo scorso – è un borgo sinonimo di ‘limen’, il confine. Proprio come s’addice a questo progetto turistico e gastronomico assolutamente eccellente. Confine come ‘spazio di condivisione’, per consentire alla diversità di amalgamarsi nel reciproco rispetto, dando vita ad una nuova spinta culturale. Nulla a che vedere con la ricerca più esasperata di ‘tendenze di frontiera’. Qui non si fronteggiano esperienze, non c’è contrapposizione, ma piuttosto si tenta di lasciar perdere le barriere, mirando ad una sana condivisione.

 

Una proposta altolocata, comunque di fascino assoluto. In quanto l’hotel Eala è una struttura di grandissimo charme, ispirata da leggende medioevali sulla figura del cigno, splendido interprete della ‘gardanesità’. Un 5 stelle ancor più esclusivo, progettato nei minimi dettagli, per rendere memorabile una sosta sul Garda e concepito dall’intraprendenza della famiglia Risatti, operatori turistici con il Garda nel loro Dna.

 

Prezzi impegnativi riservati – è proprio il caso di dire – a un pubblico che nulla si vuol far mancare ma a rendere memorabile un fine settimana sul lago di Garda ci sarà anche l’alta cucina firmata da Alfio Ghezzi. Binomio d’èlite, certamente, per una proposta che ha già coinvolto una precisa schiera di turisti. Tra i primi a sfruttare il ‘cambio di colore’ imposto dalla pandemia, consentendo alla struttura di entrare nella sua primissima fase operativa. La pandemia infatti, aveva sconvolto i piani di gestione già la primavera dello scorso anno. Costringendo al rinvio, fissato alla recente primavera, vale a dire 12 mesi di ritardo rispetto al calendario iniziale. Un lasso di tempo che ha consentito d’intervenire sulla struttura con maggior oculatezza, potenziando nei minimi dettagli la Spa e ogni angolo del 5 stelle.

 

Tornando alle proposte gastronomiche, comunque disponibili anche a quanti non sostano nelle suite esclusive: tutti i bongustai (con un budget più meditato) potranno sedersi ai tavoli per menù diversificati e prezzi in piena sintonia con la cucina d’autore – in questi giorni tavoli solo all’aperto, tempo e bizze meteo permettendo – per una sosta che promette di essere decisamente coinvolgente.

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