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Premiato Sergio Ferrari, giornalista tenace e competente dei valori agricoli

Il cronista, impegnato anche per Il Dolomiti, è stato premiato ad Isera dal professore Attilio Scienza. Sergio Ferrari, da "una vita" – dal lontano 1961 – puntiglioso, tenace, per certi versi ostico, competente e altrettanto visionario cronista della campagna trentina

Di Nereo Pederzolli - 15 ottobre 2018 - 12:58

TRENTO. La vigna e l’informazione agricola hanno sancito un nuovo, saldo legame ieri pomeriggio a Isera. Dove sono stati premiati i tre migliori "curatori di Marzemino" e il "nostro" Sergio Ferrari (Qui blog su Il Dolomiti). Un legame tra vite e l’informazione agricola di una vita. Abbinamento per nulla casuale.

 

Isera è da quasi 20 anni in prima fila nella promozione e tutela del "suo vitigno", appunto il Marzemino, organizzando uno dei più singolari concorsi viticoli: quello che premia la Vigna Eccellente.

 

Una trentina i viticoltori che anche per questa edizione si sono cimentati nella sfida di coltura, tra ispezioni agronomiche, analisi e valutazioni d’esperti. Che nella cerimonia di presentazione hanno lasciato spazio pure ad un premio letterario. Assegnato appunto a Sergio Ferrari, da "una vita" – dal lontano 1961 – puntiglioso, tenace, per certi versi ostico, competente e altrettanto visionario cronista della campagna trentina.

 

Vite e vita, unite. Lo ha ribadito Attilio Scienza, tra i più autorevoli esperti di viticoltura al mondo, nella sua appassionata "lezione magistrale", tenuta a conclusione della giornata e con una speciale dedica a Sergio Ferrari. Definito non solo "profeta" – colui che indica a capire il futuro – ma pure "ermeneuta" – vale a dire l’interprete che segue il metodo per indicare il valore delle cose.


Perché fare informazione agricola – ha ribadito il professore Scienza – è l’azione più preziosa per custodire i valori della campagna, valorizzare non solo le produzioni rurali, ma difendere il ruolo dei contadini. Senza di loro la terra non sarebbe benigna.

 

Sergio Ferrari non s’aspettava il premio. E’ stato colto di sorpresa, ma ugualmente ha subito rilanciato uno dei suoi tanti sogni: imbastire una scuola di giornalismo agricolo, rivolta ai giovani che studiano agraria, ma coinvolgendo i cronisti più attenti, operatori dei media, tra immagini e blog, per una capillare – e necessaria – rete d’informazioni agronomiche.

 

Sul finire del diciottesimo secolo ogni quotidiano pubblicava in prima pagina l’andamento dei prezzi di farina, grano o raccolti della stagione.

 

Adesso la maggior parte dei media (stra)parlano di cibo, ma raramente citano i valori della vita in campagna. Ecco perché siamo orgogliosi di avere tra i "nostri" anche Sergio Ferrari, un cronista che cura la memoria della campagna. La rende attuale, insegnando a noi – e ai nostri lettori – come capire i valori della terra trentina.

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