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Una fascia bianca al braccio per la pace e per non dimenticare l'eccidio di Prijedor

Il 31 maggio 1992 le autorità serbe di Prijedor obbligarono tutti i cittadini non-serbi a mettere uno straccio o un lenzuolo bianco alle finestre di casa. Il 31 maggio a Palazzo Thun, nel cortile interno, alle 17.30 si terrà un'importante manifestazione

Pubblicato il - 23 maggio 2018 - 17:46

TRENTO. Sarà una manifestazione per ricordare una pace che non c’è ancora, quella in Bosnia. Sarà una manifestazione per ricordare le troppe volte in cui una guerra è terminata, senza però portare la pace. Sarà una manifestazione per ricordare che l’assenza di pace “Ci riguarda” sempre, perché dove non c’è pace non ci sono diritti, giustizia, equità economica, democrazia.

 

Il prossimo 31 maggio, alle 17.30, a Trento, molte associazioni, accompagnate anche da il Dolomiti.it, manifesteranno per tutto questo. Lo faranno indossando delle fasce bianche, così come faranno quel giorno, e più o meno a quell’ora, a Prijedor, città della Repubblica Srpska – la parte serba della Bosnia Erzegovina – e in altre 75 città europee. Il 31 maggio di qualche anno fa un ragazzo giovane, Emir Hodžić, si legò al braccio una fascia bianca e si mise, solo, in piedi, nella piazza del municipio. Non disse nulla. Rimase zitto. Voleva protestare contro l’assordante silenzio delle autorità di Prijedor.

 

Voleva si condividesse il ricordo di quello che era accaduto vent’anni prima, il 31 maggio 1992 quando le autorità serbe di Prijedor, obbligarono tutti i cittadini non-serbi a mettere uno straccio o un lenzuolo bianco alle finestre di casa e una fascia dello stesso colore al braccio, quando si trovavano all'esterno. Così, iniziò la tragedia. In pochi mesi 31.000 civili di Prijedor, tutti rigorosamente non serbo–ortodossi vennero rinchiusi nei lager: 53.000 persone furono vittime di persecuzione e deportazione. Quelli uccisi furono 3.173. 102 erano bambini.

 

Oggi la guerra è formalmente finita in Bosnia Erzegovina. Non si spara più, ma non c’è stato alcun gesto di riconciliazione. Lo stesso accade in Kosovo, a Cipro, nella Repubblica Democratica del Congo, in Rwanda: guerre finite che non conoscono la pace. Le fasce bianche di Prijedor, servono proprio a questo: a non dimenticare. L'appuntamento, per tutti, è a Palazzo Thun, nel cortile, il 31 maggio alle 17.30. Il Comune di Trento ha concesso lo spazio, aderendo di fatto alla manifestazione. Tante associazioni saranno della partita: dalla Fondazione Langer al Gruppo Bosnia Mori, dal Movimento nonviolento agli Scout di Gardolo e Scout di Lavis, dalla Scuola di Formazione politico-culturale Alexander Langer alla Associazione Tremembè Onlus, dal Festival del Cinema dei diritti umani di Napoli alla Piccola Scuola di Pace – Firenze. 

 

L'evento è nato con la collaborazione dell'Associazione 46° Parallelo, il Forum Trentino per la pace e i diritti umani, l'Associazione Trentino con i Balcani Onlus, l'Associazione Progetto Prijedor. Sarà importante partecipare per ricordare che le ingiustizie non vanno dimenticate, per ricordare che le vittime non vanno dimenticate. Sarà importante esserci perché tutto questo “Ci riguarda”.

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