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''Testimoni attivi contro ogni atto di segregazione e discriminazione'' anche a Trento la Giornata internazionale delle fasce bianche

A Trento, come in altre 76 città europee, il 31 maggio si ricorda la tragedia della pulizia etnica in Bosnia Erzegovina. In pochi mesi 31.000 civili di Prijedor, tutti rigorosamente non serbo–ortodossi vennero rinchiusi nei lager. 53.000 persone furono vittime di persecuzione e deportazione. Quelli uccisi furono 3.173. 102 erano bambini

Pubblicato il - 31 maggio 2020 - 13:29

TRENTO. Era il 31 Maggio del 1992 quando a Prijedor città a nord della Bosnia Erzegovina fu imposta ai cittadini non serbi una fascia da mettersi al braccio quando uscivano di casa e un lenzuolo bianco da appendere alle finestre delle loro case.

Lo si chiedeva come segno di lealtà nei confronti del nuovo governo, ma era e rimane un modo per segnare in maniera chiara, ineludibile, chi non era dalla parte del potere, chi non apparteneva ad una determinata etnia e, ci racconta la storia, tanti di loro finirono nei campi di concentramento per non tornare mai più alle loro case.

 

Poi venne il tempo di Emir Hodzic che vent’anni dopo, a guerra terminata, uscì da solo in piazza a Prijedor ignorando il divieto di manifestare imposto dalle autorità e rimase lì solo, in silenzio con una fascia bianca legata al braccio e un sacco sempre bianco legato ai suoi piedi, mentre la gente, molte volte ignorandolo, si girava dall’altra parte.

 

Nessuno si chiese perché fosse lì, indifferenti, forse assuefatti al dolore e alla violenza degli anni passati: lì solo per dire di non dimenticare.

 

Anche quest’anno Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Trentino con il Balcani e 46^ Parallelo insieme a Progetto Prijedor ed altre associazioni trentine aderiscono alla Giornata internazionale delle fasce bianche.

 

“Sono passati otto anni dal quel gesto – viene spiegato in una nota - e ancora oggi insieme ad Emir vogliamo testimoniare come 'Le vittime, in ogni luogo e sempre sono gli innocenti'”. Un modo importante per presidiare la memoria, il vigile ricordo e raccontare quanto è successo, quanto sta succedendo.

 

“Ancora oggi dobbiamo – continua il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani - essere testimoni attivi contro ogni atto di segregazione e discriminazione, contro ogni atto di violenza, indossando ieri come oggi una fascia bianca e insieme denunciare ogni atto di ingiustizia. Oggi distanti nel corpo, ma sicuramente uniti nel cercare di sostenere una comunità più giusta, inclusiva, solidale, che non dimentichi quanto di tragico ha vissuto la Bosnia Erzegovina e di quanto ogni giorno drammaticamente sconvolge il mondo”.

 

Per ricordarlo è stato realizzato un breve video dove Beatrice Taddei Saltini dell'Associazione 46^ Parallelo, Massimiliano Pilati del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Maurizio Camin di Trentino con i Balcani insieme a Edvard Cucek ci raccontano il senso e la voglia di esserci -insieme- in questa giornata, testimoni di una memoria da coltivare.

 

 

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