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Un'auto elettrica porta il pane agli anziani di 33 frazioni per contrastare lo spopolamento

Walter Facchinelli (Federazione della Cooperazione): "Questo progetto può essere un collante sociale utile a tutta la comunità". Diverse le realtà coinvolte quali Gruppo 78, Le Coste, Famiglia Cooperativa di Noriglio, Cassa Rurale Vallagarina e Circolo Pensionati e Anziani di Terragnolo 

Pubblicato il - 07 ottobre 2018 - 20:42

TERRAGNOLO. Il pane come collante sociale. E' partito nel Comune di Terragnolo un progetto per fronte ai bisogni della comunità tra agricoltura e servizi alla persona. E' bastato meno di un secolo per la popolazione di questa area in Vallagarina ai piedi del Pasubio per passare da 2.500 a 700 abitanti

 

Quello di Terragnolo può essere considerato un "paese diffuso" tra 33 frazioni e abitanti talvolta residenti in frazioni di poche anime. Spesso lontani qualche chilometro dai servizi di prima necessità. Pochissimi bambini, tantissimi anziani che vivono la solitudine, ma soprattutto limitati per le scarse possibilità di movimento e quindi il concreto rischio di emarginazione sociale.

 

In questo contesto la Cooperazione cerca di intervenire e far leva sulle radici della sua funzione, cioè fornire risposte ai nuovi bisogni collettivi. Ecco il progetto ‘TCC: Pane collante di comunità’, un'iniziativa finanziata dalla Fondazione Caritro.  

 

"Questo progetto può essere un collante sociale utile a tutta la comunità - commenta Walter Facchinelli, vicepresidente della Federazione - inoltre si è attivato una inter-cooperazione innovativa: operativamente coinvolge quattro istituzioni cooperative comunitarie importanti come Gruppo 78, Le Coste, la Famiglia cooperativa di Noriglio e la Cassa Rurale Vallagarina".

 

Questo piano è una declinazione del più ampio progetto “Terragnolo che conta”, un laboratorio e incubatore di soluzioni innovative.

 

Nello specifico il progetto cerca di far fronte ai bisogni di una comunità montana e si basa sul turismo di comunità, agricoltura (la reintroduzione del grano saraceno, antica perla di quest’area) e servizi alla persona, attraverso la futura costituzione di una cooperativa di comunità. 

 

Il tutto passa (anche) per il pane cooperativo, cioè la consegna a domicilio del pane, che rappresenta un’occasione utile anche per veicolare una attenzione in più alle situazioni maggiormente a rischio di questo territorio.

 

Nel pomeriggio di domenica 7 ottobre in piazza ha preso le mosse questo progetto con la consegna dell’autovettura elettrica Renault Zoe, messa a disposizione dal gruppo Dolomiti Energia, con la quale si effettuano le consegne. Il pane diventa così un'occasione per fare ‘prove di cooperazione’ e intersecare la disponibilità di diversi enti cooperativi con l’obiettivo condiviso di creare maggiore benessere comunitario.

 

"Auspico - conclude Facchinelli - che questa bella modalità di contatto con le persone sia strategica e possa svilupparsi portando la Famiglia cooperativa di Noriglio a portare l’intera spesa in queste case perché la qualifica di Sieg da loro ottenuta, rappresenta l’anello di congiunzione tra il negozio cooperativo e le persone: svolgono una funzione sociale oltre la vendita dei beni di prima necessità".

 

La partenza, dunque, è quella del pane, con l’obiettivo di guardare oltre, con altri possibili servizi, non in logica assistenziale ma generativa e tendente all’autosostenibilità

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