Alleanza Belluno, Trento, Bolzano e Innsbruck per la "Carta sociale delle Alpi" e Tassei (in 20 anni da 700 a 70 abitanti) è il caso-studio per lo spopolamento giovanile
Prende il via il progetto biennale “Interreg Social - Alps: Attuare la carta sociale delle Alpi”, con il quale i territori di Belluno, Trento, Bolzano e Innsbruck studieranno ognuno un’area sociale diversa per capire come affrontare le problematiche che presenta. L’ottica è di co-progettazione futura delle buone pratiche

BELLUNO. Prende il via un progetto biennale all’interno del programma europeo Interreg per mettere a frutto la Carta sociale delle Alpi, nata lo scorso anno nell’ottica di una collaborazione tra Belluno, Trento, Bolzano e Innsbruck sul fronte delle politiche sociali. Come affrontare insieme temi e problematiche ormai sempre più comuni?
La Carta è nata da un’interlocuzione intrapresa dal Comune di Belluno nel 2022 con Bolzano, Trento e Innsbruck. “Ci siamo raggruppati per un percorso sul sociale a 360 gradi - spiega Marco Dal Pont, assessore alle politiche sociali del Comune di Belluno - che ci mettesse in confronto per prendere gli uni dagli altri le buone pratiche in tutti i settori coinvolti (qui l’articolo). Da lì ci siamo trovati abitualmente e l’Interreg ci permette ora di dare concretezza a tutto ciò”.
Il progetto di durata biennale si chiama infatti “Interreg Social - Alps: Attuare la carta sociale delle Alpi”: aderiscono Belluno, Bolzano e Innsbruck, mentre Trento entra solo come partner e partecipa alle azioni intraprese. Il finanziamento totale è pari a 759 mila euro, dei quali circa 188 mila euro a Belluno, 183 mila euro al Gal Prealpi e Dolomiti che si occupa del coordinamento tecnico, 191 mila alla Provincia di Bolzano e 197 mila a Innsbruck.
“Sono sempre molti - spiega Sara Bona, presidente Gal - i progetti presentati all’Interreg e per questo in particolare si è fatto leva su un partenariato mai visto tra più territori dell’area transfrontaliera, compresi Trento e Bolzano che spesso non partecipano a questo programma. Partendo dalla carta sociale delle Alpi si è però pensato che Interreg fosse il contenitore utile per darle delle ‘gambe’ su cui muoversi e come Gal aiuteremo i partner a portare avanti le azioni previste”. Quali? Saranno organizzate attività di formazione nel sociale per gli operatori, soprattutto dell’area anziani, e co-programmazioni tra aree (non facili, perché soprattutto Trento e Bolzano hanno situazioni legislative ed economiche diverse) nell'ottica di affrontare problematiche sociali simili.
“Altro obiettivo ambizioso - aggiunge Bona - è rafforzare le capacità dei professionisti. Le professioni sanitarie e sociali sono infatti sempre più disertate, quindi si vuole dare la possibilità di confrontarsi con i colleghi di altre aree trascorrendo dei periodi presso le loro strutture e rafforzando così le proprie competenze”.
“Ci vogliamo occupare - aggiunge Dal Pont - di temi come invecchiamento della popolazione, disabilità, spopolamento giovanile, per capire il motivo di questi trend comuni. Per questo ciascun territorio avvierà degli studi su un’area specifica: Innsbruck si concentrerà sugli anziani e l’abitabilità (soluzioni per aiutarli a vivere nelle loro case anziché ricorrere alla casa di riposo), Trento sul volontariato, Bolzano valuta il tema della migrazione lavorativa, mentre noi ci occuperemo di denatalità ed esodo dei giovani anche da un territorio, come il nostro, ricco di lavoro”.
Ad accompagnare l’attività di Belluno sarà il Dipartimento di psicologia dell’Università di Padova, che studierà sia il territorio provinciale sia, nello specifico, una frazione del capoluogo: Tassei diventerà infatti il “caso di studio”, passata da circa 700 abitanti agli attuali 70 in una ventina d’anni. “Si tratta - afferma l’assessore - di una delle aree del comune di Belluno dove c’è stato un maggiore calo di residenti e con più criticità a livello sociale. Va capito il perché e come rendere queste zone attrattive: solo dopo possiamo intervenire con investimenti in infrastrutture, per evitare di farli a vuoto”.
Il 19 giugno un primo convegno al Teatro Dino Buzzati permetterà ai quattro territori di presentare con le rispettive università i propri progetti di studio. Poi ci sono due anni di tempo: a fine 2027, un ulteriore incontro farà il punto sui risultati raggiunti. “Vogliamo però che sia un progetto lungimirante - conclude Dal Pont - a lungo termine. Il programma Interreg ha anche richiesto di coinvolgere il Friuli Venezia Giulia, con il quale il Gal avvierà i contatti prossimamente. Sono felice di questo perché avevo già pensato di estendere all’area friulana la Carta sociale delle Alpi, con la quale volevamo creare opportunità per il futuro: questa lo è”.












