Crisi occupazionale e calo demografico: Cisl lancia un patto di partecipazione per rilanciare il territorio bellunese. “Solo insieme troviamo possibili vie d’uscita”
Si è tenuto a Feltre il Consiglio generale Cisl Belluno Treviso. A fare il punto sono il segretario Francesco Orrù e la segretaria nazionale Daniela Fumarola che, commentando i dati sui trend demografici e lavorativi della provincia, lanciano un patto per il rilancio del territorio (anche a livello nazionale)

FELTRE. “Abbiamo invitato la segretaria nazionale per attirare l'attenzione su un territorio che soffre per denatalità, spopolamento, mancanza di servizi. C’è solo una possibilità per fronteggiare tutto ciò: partire con un nuovo patto tra le parti sociali per trovare le possibili soluzioni. Consiste cioè nel mettere assieme tutti gli attori e, tecnicamente, avere così la capacità di analizzare i bisogni del territorio e trovare delle vie di uscita".
Martedì 17 marzo si è tenuto a Feltre il Consiglio generale Cisl Belluno Treviso. A fare il punto è il segretario Francesco Orrù, che a margine della presentazione della ricerca condotta sui trend demografici e lavorativi della provincia di Belluno (qui i dati) spiega cosa si dovrebbe fare. “Per noi - afferma - uno strumento concreto è la partecipazione, che può rafforzare la coesione sociale, ridare centralità al lavoro e costruire un’economia fondata sulla responsabilità".
Il riferimento è alla legge 76/2025 di iniziativa popolare, approvata dal Parlamento circa un anno fa e che introduce disposizioni innovative per la partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale. Uno strumento, secondo Cisl, a cui guardare anche nel Bellunese, dove lo studio ha dimostrato che oltre 200 aziende potrebbero distribuire cifre dai 1.000 ai 2.500 euro ai propri lavoratori e, così, incentivare occupazione e potere d’acquisto sul territorio.
Presente all’incontro anche la segretaria nazionale del sindacato, Daniela Fumarola, che non nasconde preoccupazione per il quadro non solo locale, ma nazionale. “Siamo molto preoccupati per la situazione attuale. Abbiamo chiesto al governo di convocarci - spiega - perché vogliamo contribuire a trovare soluzioni che diano tranquillità a famiglie e imprese. Abbiamo davanti una fase complicata e, con la fine del Pnrr a giugno, dobbiamo capire che tipo di Paese e che tipo di lavoro mettere in campo per traghettare questa fase”.
La proposta della Cisl è perciò creare una grande alleanza tra governo, parti sociali riformiste e parti datoriali per individuare rimedi efficaci prima di tutto ai problemi del lavoro e della sanità. “Dobbiamo esercitare grande responsabilità e unire le forze - prosegue Fumarola - perché le ricadute negative della situazione internazionale sono già arrivate. Senza un argine, rischiamo di vanificare tutto ciò che il Pnrr ha portato nel Paese in termini di investimenti e nuova occupazione. Al momento il governo non ci ha ancora convocati, ma ci sono interlocuzioni anche informali e auspichiamo ci possa essere un incontro per fare un ragionamento più complessivo”.
Nel frattempo, si punta sulla partecipazione. “La proposta - ribadisce Orrù - è nata dalla Cisl. Si tratta di un tema cui guardare non solo a livello legislativo, ma come condivisione di interessi comuni, cioè dare la possibilità a tutti di partecipare all’analisi e alla condivisione dei problemi del territorio. Naturalmente la legge fa riferimento nello specifico alla partecipazione alla gestione e agli utili dell’impresa, perciò è responsabilità delle organizzazioni sindacali portarla in tutte le aziende e tradurla in benefici economici e normativi per i lavoratori”.
“Abbiamo inteso la legge - conclude Fumarola - anche come approccio culturale, cioè capacità di valorizzare la cittadinanza attiva. Nasce dall’esigenza di attuare l’articolo 46 della Costituzione per la partecipazione nei luoghi della produzione, ma abbiamo verificato che, laddove è realizzata anche nei territori, i risultati sono arrivati: all’impresa consente infatti di qualificare di più il lavoro e gestire meglio le criticità, mentre nel territorio attivare la contrattazione sociale permette di dare risposte alle persone che in quel territorio abitano e lavorano”.












