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A 23 anni la sua prima linea d'abbigliamento made in Trentino. Un sogno diventato realtà per Chiara Moser

Nel 2017 la giovane trentina ha lanciato il brand Ra. Chiara cura tutta la filiera: dalla realizzazione dei bozzetti alla confezione dei capi. "Se vedo una cliente uscire dal mio laboratorio felice, e vestita meglio di quando è entrata, sono contenta. Mi dà molta gioia e soddisfazione vederle felici con il mio abito addosso"

Di Arianna Viesi - 23 October 2019 - 19:38

TRENTO. Chiara Moser ha 25 anni, abita a Palù di Giovo e, due anni fa, ha fondato il brand Ra. Una linea d'abbigliamento made in Trentino, completamente artigianale e ecosostenibile.

 

"Dopo aver conseguito il diploma presso il Centro Moda Canossa, ho svolto diversi stage presso Gao, azienda del Gruppo Giorgio Armani di Mattarello", racconta.

 

Quella per la moda è una passione di famiglia. "Mia zia è un'abilissima sarta. Da tanti anni confeziona vestiti per se stessa e per tutte le sue amiche".

 

Chiara cura tutta la linea: dai bozzetti alla confezione dei capi. Il suo brand, lanciato nel 2017, ad oggi, è distribuito praticamente su tutto il territorio provinciale.

 

"Dopo la scuola, i professori mi avevano consigliato di frequentare alcune accademie per affinare quello che già avevo imparato. Sono accademie molto costose. Ho quindi preferito investire quei soldi per lanciare un brand che fosse mio".  

 

"Non volevo aprire una sartoria di abiti su misura - continua Chiara -. Volevo fare qualcosa di diverso. Ho lanciato un brand con due collezioni: primavera- estate e autunno-inverno. All'inizio vendevo i miei capi solo ad amiche e conoscenti. Nel 2018 ho iniziato a collaborare con Bordino Abbigliamento di Mezzolombardo. Andando avanti, poi, ho trovato sempre più negozi. Ora sono cinque i negozi che vendono le mie collezioni: Caneppele a Trento, Bordino a Mezzolombardo, Calzature Cappello a Borgo Valsugana, Maison 9 a Tesero e Boutique Alberti a Riva del Garda".

 

Chiara confeziona, interamente a mano, capi unici e curati in ogni dettaglio. Per questo i prezzi non sono proprio contenuti. La qualità va, giustamente, pagata. Perché, dietro quella qualità, ci sta un gran lavoro. In tutti i sensi.

 

"Vendere tramite e-commerce non è semplice perché i prezzi non sono così abbordabili. Purtroppo, su internet, o si ha un brand conosciuto o si vende ad un prezzo accessibile. Con tutto il lavoro che un capo di sartoria richiede, ovviamente, non è possibile".

 

Le capsule collection di Chiara, solitamente, non superano mai i quindici capi. "Avevo iniziato con varie tipologie di prodotti - camice, pantaloni, gonne - poi, grazie al consiglio di alcuni negozi, ho puntato su un prodotto solo per promuovere il mio brand e renderlo immediatamente riconoscibile: la camicia, rigorosamente in cotone".

Per la collezione autunno-inverno 2019/2020 Chiara ha lanciato undici camicie di cotone mentre la collezione primavera-estate 2020, già presentata ai negozi, includerà un total look (dalla camicia al pantalone).

 

"I negozi solitamente scelgono quattro o cinque pezzi dal campionario e le relative taglie. Offro loro anche delle varianti di colori. Ma il negozio non può dirmi come fare una camicia. Possiamo fare delle varianti colore o accorciare il capo ma, ecco, sono mie creazioni".

 

Oltre ai negozi, ci sono anche le clienti private che vanno nel laboratorio di Chiara per farsi confezionare capi su misura e personalizzare i capi del campionario.  

 

La moda è un mondo che ha tempi e ritmi propri. "Nella moda sei sempre in ritardo", scherza Chiara. "Devi sempre anticipare tutto e tutti. Verso gennaio presenterò la collezione autunno-inverno 2020/2021. Già a novembre dovrò preparare gli schizzi e poi considerare un mesetto per la confezione del campionario. Nel frattempo, a marzo, devo consegnare la collezione primavera-estate".

 

Ma quanto tempo serve per lavorare ad un progetto simile? "Le ore non si contano. La parte dei bozzetti mi viene piuttosto facile, è un po' più lenta la parte della confezione. La sartoria ha bisogno di tante tante ore. Dipende dalla tipologia del capo, si va indicativamente da due ore o anche a 36 ore a capo. Per realizzare il campionario, dal disegno allo sviluppo del modello e alla confezione, ci metto circa un mesetto".

 

"Per l'autunno-inverno 2019/2020 avrò confezionato una sessantina di camicie. Per fortuna nella mia famiglia tutti sanno più o meno cucire e quindi mamma e zia mi aiutano. Ho anche un collaboratore che, ogni tanto, mi dà una mano".

 

"Io penso sempre a realizzare un capo che sia comodo e che vesta bene. Ogni donna ha i suoi punti deboli e i suoi forti che vanno valorizzati. Questo è il mio obiettivo primario. Poi mi faccio ispirare dalla gente che passa, dai vari stili, dall'arte, dalla natura, dal design dai social - ormai Instagram è una piattaforma enorme da cui ricevo tante ispirazioni - e poi ci metto del mio per creare qualcosa di nuovo e unico".

 

Si dice che il calzolaio ha sempre le scarpe rotte. Nonostante il suo lavoro, Chiara, vestiti per sé, riesce a farsene pochi. "Se devo dire la verità - dice Chiara ridendo - prima di lanciare il brand avevo tempo di confezionarmeli. Ultimamente il tempo è sempre meno. Magari pesco tra i vecchi campionari".

 

La soddisfazione più grande è vedere le sue clienti soddisfatte. "Se vedo una cliente uscire dal mio laboratorio felice, e vestita meglio di quando è entrata, sono contenta. Mi dà molta gioia e soddisfazione vederle felici con il mio abito addosso. E, soprattutto, ci tengo molto a trasmettere il valore della manualità e del bello. Io vivo per il 'bello' altrimenti non farei questo lavoro".

 

"I vestiti non sono solo apparenza: sono cultura. Come il mangiar bene. Una cultura che ci porta a vivere secondo particolari ideali, è come leggere un buon libro. Un capo artigianale non ha prezzo perché deve essere, semplicemente, vissuto".

 

Potete trovare Chiara nel suo laboratorio in piazza Soni a Palù di Giovo, su Instagram (QUI PROFILO) e sulla piattaforma shop-o-rama (QUI SITO) dove vende i suoi capi.

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