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Trento
29 novembre | 17:01

"Ho scelto di avviare la mia attività in un borgo dove gli artigiani stanno scomparendo", storia di Anna Giongo e del suo studio "La montanara tatuata"

"Qui gli artigiani stanno scomparendo e lungo le vie principali del paese la maggior parte delle luci dei negozi si sono spente da tempo". Ciononostante, Anna Giongo non ci ha pensato due volte e ha deciso di avviare la propria attività proprio a Borgo Valsugana, dove è nata e cresciuta. Ecco la sua storia

"Ho scelto di avviare la mia attività in un borgo dove gli artigiani stanno scomparendo"

BORGO VALSUGANA. "Sognavo di avviare un negozio tutto mio e ora, dopo anni di lavoro e sacrifici, ecco che il mio grande desiderio si è avverato". C'è grande emozione nella parole di Anna Giongo, tatuatrice trentina che oggi guarda la vetrina del suo studio "La montanara tatuata" con grande orgoglio, non solo perché soddisfatta di aver raggiunto un (ambito) obiettivo ma anche per averlo concretizzato in un luogo su cui ormai pochi azzarderebbero a scommettere.

 

"Sono nata e cresciuta a Borgo Valsugana - esordisce, intervistata da Il Dolomiti -. E con la mia famiglia vivo tutt'ora in zona, in un maso di montagna che guarda il paese". Un borgo che per la 43enne rappresenta non soltanto radici e storie di vita da raccontare ma anche un posto del cuore, che merita d'essere rivalorizzato, soprattutto in un'epoca in cui i commercianti stanno spegnendo per sempre (e sempre più spesso) le proprie insegne, chiudendo definitivamente le proprie attività o scegliendo di spostarle in città.

 

"Negli anni '80 mio papà, prima dell'avvento dei supermercati delle grandi catene, aveva un negozio di alimentari lungo il corso Ausugum (via principale di Borgo) dove vendeva un po' di tutto, compresi i prodotti da lui stesso preparati come i canederli - spiega -. Una bottega che come molte altre qui ha finito per chiudere, ed è proprio per questo che ho pensato che, quando ne avrei avuto la possibilità, avrei aperto il mio studio proprio lì, su quel corso che tanti hanno dovuto abbandonare, per mostrare e dimostrare che c'è ancora bisogno di noi artigiani". 

 

Una scelta coraggiosa, quella di Giongo, che da qualche giorno ha aperto le porte del suo negozio, pronta ad accogliere clienti nuovi e anche quelli più affezionati, "disposti a venire da tutto il Trentino ma anche da Veneto e Friuli Venezia Giulia perché apprezzano il mio lavoro". 

 

"Ammetto che qualche paura non manca - conclude - ma sono felice della mia scelta e di questo nuovo inizio, fatto anche di dolci ricordi e soprattutto di voglia di fare rivivere il mio paese".

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