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| 13 mar 2023 | 16:34

Dalla Crimea a Levico per creare accessori con le sue piante tintoree: "L'arte del cucito trasmessa dalla nonna e dalla mamma quando stavano sotto l'Unione Sovietica"

L'attività della 29enne Elizaveta Vinogradova è nata sotto il periodo del lockdown, unendo la passione per il cucito per quella del mondo naturale. L'intervista: "Nel mio terreno coltivo piante tintoree, la radice di robbia per il rosso, il guado per il blu. Ma utilizzo anche il mallo di noce per il marrone e le vinacce di uva rossa, scarti della produzione della cantina del mio compagno"

Dalla Crimea a Levico per creare accessori con le sue piante tintoree
di Francesca Cristoforetti

LEVICO. Dalla Crimea a Levico per creare borse e zaini fatti a mano, ma soprattutto tinti con piante naturali coltivate in giardino. E' questa l'idea della 29enne Elizaveta Vinogradova, soprannominata Lisa, e della sua piccola attività Piantastica a Levico, dove ha i suoi laboratori.

 

"Mi sono avvicinata al mondo naturale per una passione nata durante il lockdown, combinando l'altro mio amore per il cucito - dichiara Vinogradova, intervistata da il Dolomiti -. Avendo la fortuna di avere il mio piccolo terreno ho cominciato a coltivare piante tintoree: la radice di robbia per ottenere il rosso, il guado per il blu per esempio. Il giallo si ottiene dalle foglie di ulivo e dai fiori di Koreopsis. Utilizzo anche il mallo di noce per il marrone e le vinacce di uva rossa, scarti della produzione della cantina del mio compagno, per fare l'inchiostro naturale".

 

Il punto è stato trovare le piante giuste proprio perché "tante sono quelle che tingono in natura ma non tutte donano dei colori permanenti".

 

Su accessori e capi d'abbigliamento vengono anche fatte delle stampe floreali sempre attraverso i fiori coltivati da Vinogradova: "Tutto su tessuti naturali come seta, cotone, canapa". Lei, laureata in Economia all'Università di Parma, ha deciso di lasciare questa strada per seguire questa sua grande passione tramandatale dalla nonna e dalla mamma: "Sono arrivata a Bolzano dalla Crimea quando avevo solo 12 anni - aggiunge- , non sapevo l'italiano ma solo la mia lingua madre, il russo. Sapendo le lingue ho lavorato come receptionist e front office in un albergo di Levico. Ed è qui che ho conosciuto il mio attuale fidanzato che ha una cantina di vini".

 

L'idea quindi di una vita in ufficio non faceva per lei. Per questo durante il lockdown nasce la sua piccola attività: "Mia nonna e mia mamma mi hanno trasmesso l'arte del cucito. Per loro era solo un hobby, perché vivendo sotto l'Unione Sovietica era l'unico modo per potersi creare dei vestiti diversi. In più quando ero in Crimea a scuola ho frequentato corsi di ricamo".

 

Il suo laboratorio, non accessibile al pubblico tutto l'anno, riaprirà le sue porte in primavera con i workshop di eco print dove sarà allestito anche uno spazio espositivo delle sue creazioni alla Cantina Romanese. "E' un progetto in cui io credo moltissimo - conclude -. Ancora non creo capi d'abbigliamento ma sto cercando di recuperare capi vintage, per stampare i miei fiori, mio marchio di fabbrica. Chi è interessato può sempre contattarmi per venire a trovarmi".

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