"Le foglie raccolte in autunno a Bolzano diventano lampade di design", l'idea di Jasmine Castagnaro: "Così la natura torna a vivere"
Jasmine Castagnaro ha deciso di recuperare quelle foglie che in autunno cadono ai piedi dei maestosi alberi di Bolzano trasformandole in incredibili oggetti di design: "Non è stato facile. Mi ci è voluto un anno per capire come fare a tenere insieme le foglie senza utilizzare prodotti chimici, ma alla fine ci sono riuscita. Per essere ancor più 'ecosostenibile' ho deciso di realizzare solo prodotti su richiesta, con foglie scelte personalmente dal cliente o che il cliente stesso decide di fornirmi"

BRESSANONE. Le foglie secche che, cadute a terra, segnano la fine di un ciclo, nelle mani di Jasmin Castagnaro ne iniziano un altro, acquisendo nuova vita. Pressate e unite a una resina ecosostenibile, vengono infatti trasformate dall'abile artigiana in incredibili (e apprezzatissimi) oggetti di design.
Dopo una laurea e 5 anni di esperienza nel settore del design, "nel 2015 ho deciso di aprire uno studio tutto mio a Bolzano - esordisce Castagnaro a Il Dolomiti -. Le aziende nelle quali avevo lavorato producevano prodotti in grandi quantità per importanti brand, utilizzando spesso plastica. La mia idea di 'oggetto di design' era invece diversa, lontana da rapidità, frenesia e dai materiali poco ecosostenibili".
Un paio di mesi prima del suo licenziamento Jasmine passeggiava, come d'abitudine, per le strade di Bolzano, notando qualcosa di diverso dal solito: "La città in autunno è sempre molto pulita - premette -. Quel giorno era invece piena di foglie". Di lì, l'idea di utilizzare "foglie secche che sarebbero state buttate via" come materia prima dei propri (futuri) manufatti: "Ci è voluto un anno di studio e di prove per capire come utilizzare al meglio le foglie ma soprattutto per comprendere come tenerle insieme senza utilizzare colle o resine artificiali".
Quasi come un chimico nel proprio laboratorio, Jasmine si è cimentata per lunghi mesi nella realizzazione di "gelatine e preparati vari", per poi riuscire infine nell'intento. "Sapevo che avrei voluto realizzare delle lampade: mi piaceva l'idea della luce che si insinua fra le foglie autunnali. Nel tempo sono riuscita a mettermi in contatto e conoscere aziende in particolare della val Gardena, che mi hanno aiutata a creare degli stampi per le mie lampade e a trovare una resina biologica a basso impatto ambientale".
Fra il 2016 e il 2017 hanno cominciato a prender vita le prime lampade di Jasmine, realizzate con le foglie raccolta ai piedi degli alberi in città "ma non con quelle cadute nei boschi, poiché la natura già sa come smaltirle al meglio - sottolinea l'artigiana altoatesina -. Avendo i miei primi prototipi pronti per essere venduti, ho deciso di partecipare con una video-presentazione a una campagna di crowdfunding che mi ha permesso di farmi conoscere", iniziando nel 2017 a vendere i prodotti, oggi presenti in ristoranti, hotel e case private non soltanto altoatesine ma anche svizzere, tedesche e austriache.
"Da allora ho iniziato a produrre vari tipi di oggetti, non soltanto lampade ma anche pannelli o ripiani per tavoli - aggiunge -. Faccio ciò che il cliente mi richiede, con le foglie da lui scelte o addirittura fornite dal cliente stesso. Come nel caso di un hotel di Bressanone, per il quale ho realizzato delle lampade con le foglie delle vigne che cingono la struttura. Questo, non soltanto per creare oggetti unici e con un tocco 'personale' ma anche per essere ancor più sostenibile e produrre soltanto ciò che sono poi certa di vendere".
È un lavoro certosino, quello che impegna Jasmine, costellato di difficoltà, anche e soprattutto perché si affida a una materia prima reperibile soltanto in un certo periodo dell'anno: "La fatica non manca ma le soddisfazioni sono tante - conclude la giovane -. Sono avvero felice delle scelta che ho fatto, anche se 'sfondare' nel mondo del design non è poi così semplice. Al lavoro ci vado davvero volentieri: per me, gli oggetti che produco sono un po' come figli, che curo e realizzo con tutto l'amore possibile".













