A fuoco il bus romano e allora ecco l'urlo ''prima i trentini'' (anche se ne brucia pure uno altoatesino). Ma se i ''rivali'' di Trotta fossero già con un piede nel Consorzio provinciale?
Anche la Uil trasporti ieri ha comunicato che chiederà un incontro con Fugatti e Failoni spiegando che ''è frequente l’affidamento stagionale a vettori extraprovinciali che riescono a vincere gare con mezzi spesso al limite dell’inadeguatezza, probabilmente pericolosi''. Eppure il competitor storico del Consorzio trentino autonoleggiatori (che dal 2013 ad oggi ha sfilato loro servizi e commesse) potrebbe non essere più ''extraprovinciale'' grazie a un acquisto proprio in Cta

TRENTO. ''Si diano gli appalti ai trentini'', ''ecco cosa succede ad affidarsi a gente di fuori''. Ha fatto molto discutere quanto accaduto a Cavedago ieri quando un autobus della ditta romana Trotta Bus, che si occupava del servizio skibus per conto della Provincia di Trento sulla Paganella, ha preso fuoco mentre percorreva la statale 41. Fortunatamente l'autista è riuscito ad accorgersi di quel che stava succedendo e ha accostato in tempo, mettendosi in salvo, ma le immagini del mezzo in fiamme che abbiamo pubblicato hanno subito fatto il giro del web portando alla mente quel che, purtroppo, con una certa frequenza, accade proprio a Roma (in generale ai mezzi dell'Atac oltre che ai vettori privati) e quanto avviene in altre parti d'Italia anche alla stessa Trotta Bus (solo per stare agli ultimi mesi, a settembre un mezzo ha preso fuoco a Potenza mentre a novembre tre sono bruciati a Benevento).
Nell'epoca del ''prima i trentini'' ripetuto come un mantra anche da chi governa la Provincia, però, è quasi scontato ricevere commenti e considerazioni di questo tipo e c'era da aspettarselo che qualcuno ponesse la questione: com'è possibile che un servizio come quello del trasporto sulle piste da sci del Trentino sia affidato a un'azienda romana? E allora ecco il sindacato della Uil Trasporti con il suo segretario Nicola Petrolli, che è intervenuto per ribadire che ''è frequente l’affidamento stagionale a vettori extraprovinciali di servizi secondari che riescono, spesso col massimo ribasso, a vincere gare provinciali, con mezzi spesso al limite dell’inadeguatezza, probabilmente pericolosi per gli utenti, le maestranze e la circolazione stradale stessa''. La Uil aggiunge anche che certe situazioni creerebbero un ''danno all'immagine del Trentino'' e annuncia che chiederanno ''urgentemente un incontro con il “neo” Mobility Manager Andreatta, con l’Assessore Failoni e col Presidente Fugatti per ragionare degli affidamenti ai privati di servizi pubblici di trasporto e di sicurezza del trasporto turistico''.
Ebbene, detto che il giorno dopo (questa mattina) a Cavalese è successa la stessa cosa accaduta a Cavedago, solo che a bruciare, questa volta, è stata una corriera altoatesina della Sad (QUI IL VIDEO), a dimostrazione del fatto che la garanzia di efficienza non coincide con la provenienza dell'azienda, proviamo a inserire uno spunto in più alla Giunta del ''prima i trentini'' e alla Uil che si appresta a incontrare le istituzioni: se questa azienda ''extraprovinciale'' non fosse più tanto extraprovinciale? Se nell'epoca leghista i romani stessero, più che legittimamente perché meglio attrezzati anche economicamente, entrando nel Consorzio trentino autonoleggiatori mettendo un piede, anzi parcheggiando il bus, nella struttura che raggruppa i vettori privati della provincia?
Tra Cta e Trotta Bus, in questi anni, è risaputo, non ha corso buon sangue: i romani, dal 2013, hanno battuto i trentini a più riprese nelle gare d'appalto della Provincia di Trento perché più abituati ad affrontare il mercato e più capaci di competere mentre il Consorzio trentino, per anni cresciuto all'ombra della Pat, si è dimostrato privo di una reale strategia di sviluppo e poco concorrenziale. Incapace di darsi obiettivi importanti e di andare lui stesso ad aggredire i mercati extraprovinciali (quando si poteva forti della ''sicurezza'' commerciale datagli da una Provincia autonoma che ha sempre fatto di tutto per sostenerli) ha trasformato il Trentino in terra di conquista per altri gruppi provenienti da altre parti d'Italia e più capaci di affrontare il mercato.
Ora starebbe avvenendo l'ultimo, e forse inevitabile, passo: Trotta Bus starebbe per completare l'acquisto di una ditta trentina della Val di Fiemme (dove, tra l'altro, già opera sempre con il servizio skibus). Si tratta di una grossa azienda del Consorzio trentino autonoleggiatori per un'operazione che permetterebbe loro, di fatto, di non essere più tanto extraprovinciali, come li si vuole descrivere facendoli entrare ''dalla finestra'' nel Cta. Insomma va bene dire ''prima i trentini'' e ''ultimi tutti gli altri'', ma attenzione a pensare troppo a come ''difenderci'' che poi capita, come diceva qualcuno, che ''gli ultimi saranno i primi'' e i ''trentini'' potrebbero scoprirsi all'improvviso a valere meno di ''tutti gli altri'' per colpe proprie.












