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Addio comitato faunistico, c'è già chi pensa al referendum contro la caccia. Coppola: ''Pronti a sostenere le associazioni animaliste e ambientaliste''

L'iter per il referendum propositivo con quorum al 25% in Parlamento sta andando avanti rapidamente e potrebbe dare il via a una serie di proposte come quella di abolire o ridurre l'utilizzo delle doppiette. In Trentino gli animi ora sono alquanto accesi dopo la decisione dell'assessora Zanotelli di eliminare l'organo di confronto tra cacciatori e rappresentanti dei mondi animalisti e ambientalisti

Pubblicato il - 25 febbraio 2019 - 18:43

TRENTO. ''A questo punto non possiamo che essere a favore di un referendum sulla caccia e sostenerlo. La giunta in Trentino ha deciso di imporre dall'alto scelte e decisioni che di fatto eliminano completamente il confronto e il dialogo con le associazioni animaliste e ambientaliste. Un modus operandi che non si può condividere. Dovrebbero ricordarsi che governano per tutti i trentini e non solo per i loro amici e per quelli che li hanno votati''. Rischia di trasformarsi in un clamoroso boomerang la decisione presa d'imperio, non si sa bene come e non si sa bene quando, dell'assessora Zanotelli di mettere mano alla normativa provinciale sulla caccia e di eliminare il comitato faunistico (quell'organo intermedio che serviva a mettere a confronto rappresentanti di mondi diversi, dagli animalisti ai cacciatori, in chiave tecnica-consultiva, per la tutela della fauna e l'esercizio della caccia in Trentino). Almeno stando alle parole della consigliera Lucia Coppola.

 

Infatti quello che a tutti è sembrato un chiaro regalo al mondo delle doppiette (che è fortemente rappresentato in maggioranza con il presidente del consiglio regionale Paccher, il consigliere Job, la consigliera Masè e la stessa Zanotelli che non ha mai fatto mistero di provenire da una famiglia di cacciatori) potrebbe spingere le associazioni animaliste e ambientaliste a scendere sul piede di guerra arrivando a proporre un clamoroso referendum contro la caccia che avrebbe altissime probabilità di vincere. E' stata, infatti, approvata pochi giorni fa alla Camera la proposta di riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo e fissa il quorum al 25%. Adesso ci dovrà essere un'altra approvazione alla Camera e altre due al Senato però l'iter pare ben avviato e potrebbe davvero dare il via a dei cambiamenti epocali se si pensa che nel 1990 un referendum contro la caccia era arrivato a quota 43%.

 

''La frettolosità dimostrata dall'assessora Zanotelli nel voler approvare il disegno di legge sulla caccia è molto preoccupante - spiega Lucia Coppola - ed è specchio di un modo di fare, quello della nuova giunta, che mira, semplicemente, a smantellare quanto di buono esisteva prima per un semplice sentimento di rivalsa, senza una visione chiara e strutturata. Si fanno le cose tanto per farle imponendole dall'alto, senza concertare nulla con nessuno, senza aprire un dialogo, senza confrontarsi con quegli enti intermedi che comunque rappresentano dei cittadini. E la velocità con la quale l'assessora ha risposto alla mia interrogazione sul tema della caccia è ancor più sospetta. Ho fatto tante interrogazioni che sono senza risposta da settimane. In questo caso ci ha messo meno di 7 giorni. Forse si è davvero resa conto di aver fatto un provvedimento pessimo, nel risultato e anche nei modi''. 

 

Zanotelli infatti ha risposto all'interrogazione di Coppola sull'abolizione del comitato faunistico spiegando che ciò "non determina in alcun modo una semplificazione dei controlli, delle sanzioni, ovvero delle regole per chi esercita la caccia". Ma anzi, aggiunge, che con la nuova normativa provinciale si è deciso da un lato di inasprire le sanzioni amministrative e disciplinari a carico di cacciatori o di altri soggetti che commettono gravi violazioni a danno del patrimonio faunistico provinciale, e dall'altro di responsabilizzare maggiormente la Giunta e il servizio competente della Provincia rispetto all’assunzione di una serie di decisioni inerenti la gestione della fauna selvatica e l’esercizio dell’attività venatoria

 

Per Zanotelli mentre "la collettività chiede con forza" una semplificazione generale dei processi decisionali – semplificazione realizzata con l'abolizione del comitato faunistico provinciale – la giunta ha voluto comunque garantire una gestione responsabile, partecipata e scientificamente supportata del patrimonio faunistico provinciale, "la cui tutela – assicura – non viene in alcun modo messa in discussione". In merito allo ''scientificamente supportata'' l'auspicio è che ci sia davvero un grande supporto visto come vengono trattati alcuni temi legati all'ambiente da parte della maggioranza. L'esempio lampante è quello del lupo il cui ritorno in Trentino è definito, dallo stesso presidente della Provincia, una ''storiella'', una ''barzelletta''.

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