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Baggio: ''Quel rigore di Usa '94? Ci penso ancora prima di andare a dormire e vorrei cancellarlo''

Rimane tra i fuoriclasse più amati di tutti i tempi, quelli in grado di lasciare un ricordo indelebile per milioni di appassionati e il teatro Sociale è pienissimo con code lunghissime già dalla mattina per un appuntamento attesissimo nella cornice del Festival dello sport nell'intervista condotta da Andrea Monti, direttore di Gazzetta

Di Luca Andreazza - 12 ottobre 2019 - 18:59

TRENTO. Ha attraversato il cuore degli italiani. E' il numero 10 per antonomasia. E' il pomeriggio di Roberto Baggio. Standing ovation di oltre cinque minuti e commozione. Rimane tra i fuoriclasse più amati di tutti i tempi, quelli in grado di lasciare un ricordo indelebile per milioni di appassionati e il teatro Sociale è pienissimo con code lunghissime già dalla mattina per un appuntamento attesissimo nella cornice del Festival dello sport nell'intervista condotta da Andrea Monti, direttore di Gazzetta

 

"Credo che per avere successo - dice il Divin Codino - sia sempre necessario essere umili, solo in questo modo non si ha paura delle sconfitte, delle cadute che ci attendono nella vita. Ho sempre voluto mettermi nei panni dei tifosi, di chi sta un’ora in fila a chiederti l’autografo perché lo facevo anch’io da ragazzino con giocatori e cantanti”. La mission del campione è stata sempre quella di far divertire la gente, regalare emozioni e gioia attraverso il gioco e i gol.

 

"Mia mamma - ricorda il Divin Codino - voleva che facessi il ciclista, ma le è andata male. Giocavo con qualunque cosa di sferico per la sua gioia tra vetri e porte rotte". Il campione dalla tecnica cristallina è stato tra i pochi ha vestire le maglie delle squadre più forti della seria A: dall'esordio con il Lanerossi Vicenza al passaggio alla Fiorentina fino alla consacrazione con Juventus, Milan e Inter, quindi una parentesi a Bologna e la fine di una straripante carriera nel Brescia.

 

"Sono felice di quello che ho fatto. Ho vissuto la mia prima esperienza importante con la squadra che tifavo e che andavo a vedere da bambino. Un sogno, il massimo. Poi l’esperienza con la Fiorentina: sono arrivato a Firenze rimanendo fermo per due anni a causa di un infortunio. In quel periodo la gente si era stretta intorno a me con un affetto incredibile che non ho mai dimenticato e per questo mi sono sentito in debito con questa città”.

 

Il trasferimento alla Juventus causò tre giorni di guerriglia urbana a Firenze. "Ho un legame profondo con la città. Non volevo andarmene - dichiara Baggio - ma la società aveva già fatto tutto. Per tanto tempo mi diedero del mercenario finché il presidente di allora, dopo anni, ristabilì la verità delle cose. Gli avversari? "Ho avuto la fortuna di vedere giocare Van Basten. Carletto Mazzone? Un uomo semplice e saggio".

 

Inevitabile il ricordo di Pasadena nel mondiale del 1994 e quel rigore finito alto. A sbagliare dal dischetto contro il Brasile anche Massaro e Baresi, ma tutti ricordano la sua testa china dopo una coppa del mondo da assoluto protagonista. "Mi ritrovo tante volte, quando vado a dormire, a pensarci ancora. Non sarà stato il rigore decisivo, ma ho dato il colpo di grazia. Sognavo una finale Italia-Brasile fin da bambinoper me vestire la maglia della nazionale era qualcosa di incredibile e straordinario, non credo di aver mai tirato un calcio di rigore alto e quello vorrei proprio cancellarlo".

 

Probabilmente Baggio non è il campione più vincente di sempre dal momento che nel suo palmarès si contano "solo" due scudetti, vinti con Milan e Juventus, e una Coppa Italia e una Uefa vinti sempre con i bianconeri, forse però è proprio qui il segreto del suo successo, nonostante i pochi titoli a livello di club il Divin Codino nel 1993 venne nominato Fifa World Player e si aggiudicò il pallone d'oro.

 

Nella sua carriera Baggio ha segnato 291 reti in 643 presenze, arricchite da 27 goal (in 56 presenze) con la maglia della nazionale. Una curiosità: il 30 settembre 1991 su iniziativa dell'allora Presidente della repubblica Francesco Cossiga gli venne conferita l'onorificenza di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana. 

 

Arriva anche un commento sulla Juventus di oggi. "Sarri ha sempre fatto bene - conclude Baggio - anche nelle categorie minori, ma credo che ci voglia tempo per il suo gioco. Ronaldo? Un fenomeno. Dybala? Ha qualità incredibili, ma se le cose non vanno benissimo, in quel ruolo vieni subito preso di mira e vieni messo in discussione. Mi piacerebbe giocare con le nuove regole. Credo che insieme a Zico, Platini e Maradona di gol, anche su punizione, ne faremmo molti di più e il pubblico tornerebbe a riempire gli stadi".

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