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Camping Sass Maor, tutto transennato: ''Il Comune ha 'rubato' Natale e Capodanno a oltre 70 persone''

Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza è proprietario del campeggio e nei mesi scorsi ha deciso di permutare l'area perché non più interessato a gestire il camping. L'intenzione è quella di trovare un imprenditore per rendere più attrattiva la zona e mettere definitivamente a norma l'intera struttura. Gli avvocati dei campeggiatori: "Non c'è però alcuna offerta e tra loro c'è anche un'anziana vedova, che considera il Sass Maor la sua famiglia e che ha passato il Natale in solitudine"

Foto camping transennato
Di Luca Andreazza - 28 dicembre 2019 - 20:00

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. Non si sblocca la situazione relativa al Camping Sass Maor, dove circa 80 campeggiatori stanziali sono stati sfrattati quasi all'improvviso dalla struttura. Una raccomandata del 14 novembre fissava al 16 dicembre il termine per lasciare il campeggio. Un compito non facile nel periodo invernale tra strutture chiuse e spostamenti resi difficoltosi per il maltempo di questo mese. A vuoto, sembra, anche la richiesta portata avanti in Provincia.

 

"Cresce sempre di più il numero di campeggiatori che ci hanno dato mandato per chiarire questa vicenda - commentano gli avvocati Andrea Frank e Anna Bellon del foro di Padova -. Oggi sono 70, ma altri intendono aggiungersi all'elenco di coloro ai quali sono state 'rubati' Natale e Capodanno. Sono persone di ogni età, molte provenienti dal Veneto, e quasi tutte passano da oltre vent'anni le festività nel camping Sass Maor: una vera e propria famiglia".

 

La materia è complessa. Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza è proprietario del campeggio e nei mesi scorsi ha deciso di permutare l'area perché non più interessato a gestire il camping. L'intenzione è quella di trovare un imprenditore per rendere più attrattiva la zona e mettere definitivamente a norma l'intera struttura, quindi vuole procedere a liberare l'area (Qui articolo). Un ingresso al campeggio in questo momento, però, sbarrato con le strutture all'interno.

 

"La questione risale a fine novembre - proseguono i legali - quando il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza ha invitato i campeggiatori del Sass Maor a rimuovere le proprie strutture mobili dal camping entro 30 giorni, minacciando altrimenti un procedimento di sgombero. Il motivo? Sarebbe in corso un'indagine di mercato per valutare un'eventuale permuta del terreno comunale. Non ci risulta che sia stato ancora individuato un contraente valido per la permuta del terreno e non capiamo, quindi, perché il camping sia stato chiuso con tanta urgenza. Molti tra i nostri assistiti non dormono la notte e sono comprensibilmente preoccupati per la sorte dei loro beni".

 

Sono stati molti i colloqui con l'amministrazione comunale, incontri nei quali i campeggiatori hanno tentato di spiegare che rimuovere le strutture mobili in inverno e con così poco preavviso è praticamente impossibile, ma provare a ragionare non sarebbe servito: il camping è stato chiuso, con i beni all'interno.

 

"Senza alcun preavviso - aggiungono gli avvocati - i campeggiatori hanno ricevuto l'invito a rimuovere le roulotte dal camping e solo in quel momento è stata comunicata la notizia che la gestione del camping per la stagione invernale non sarebbe stata affidata. Ma già a fine novembre erano iniziate le nevicate. Il risultato è che è stato impossibile rimuovere le strutture mobili, che sono rimaste transennate all'interno senza sorveglianza e senza elettricità, inutilizzabili ed esposte a intemperie, possibili furti, occupazioni abusive e danneggiamenti".

 

Così, i campeggiatori hanno affittato il 20 dicembre la sala parrocchiale dell'Arcella a Padova in una riunione a porte chiuse durata tre ore con i legali, oggi incaricati di seguire la questione. "Abbiamo raccolto tutti i nominativi e inviato una prima diffida, che il Comune, la mattina del 24 dicembre, ci ha confermato telefonicamente di avere ricevuto - dichiarano gli avvocati -. Abbiamo richiesto l'immediata istituzione di un servizio di sorveglianza, quantomeno, ma non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta. Nel pomeriggio del 27 dicembre, abbiamo depositato istanza di accesso agli atti, per far luce su questa vicenda. I campeggiatori sperano ancora nella riapertura d'urgenza del camping per Capodanno o almeno nell'istituzione di un servizio di sorveglianza. Tra loro c'è anche un'anziana vedova, che considera il camping la sua famiglia e che ha passato il Natale in solitudine". Una vicenda che rischia di diventare nazionale in quanto alcune riviste del settore si stanno interessando alla querelle.

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