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Chi dà i nomi ai cicloni? ''Si possono acquistare. E la tempesta Vaia si chiama così per la signora Jakobs'' spiega il meteorologo

A decidere la denominazione è l'istituto meteo della Libera università di Berlino. Comprare un'area di bassa pressione costa 199 euro, 299 un anticiclone

Pubblicato il - 04 giugno 2019 - 19:44

TRENTO. Perché la tempesta Vaia (il maltempo di ottobre 2018) è stata chiamata così? Dalle più romantiche alle scientifiche sono tante le teorie che circolano sul web in merito. "La verità - spiega il previsore di MeteoTrentino Gianluca Tognoni - è che in Europa i nomi di cicloni e anticicloni sulla mappa si possono comperare". Ed è così che è nata Vaia, in onore della signora Vaia Jakobs.

 

"Vaia, una parola portoghese che significa "grido improvviso" nella lingua dei meteorologi che per primi hanno previsto la tempesta". Oppure: "Il nome di una donna particolarmente capricciosa". Sono solo alcune delle (fantasiose) teorie che si sentono ripetere.

 

In realtà la depressione che è sfociata nello sradicamento di 14 milioni di alberi in cinque ore lo scorso ottobre era stato assegnato prima di sapere quale sarebbe stata l'intensità del maltempo.

 

"Anzitutto - spiega Tognoni - bisogna precisare che da noi i cicloni non sono come quelli tropicali. Cos'è un ciclone? Una bassa pressione, mentre l'alta pressione è un anticiclone. Ovviamente possono avere effetti diversi tra loro e vengono classificati in diverse categorie. Il nome viene attribuito a livello internazionale da meteorologi titolati a farlo".

 

Come? "Ci sono 11 istituti internazionali di meteorologia a livello mondiale. In Europa decidere i nomi è tradizionalmente l'Institut für Meteorologie della Feie Universität Berlin (qui). Lo fa dagli anni Cinquanta di attribuire i nomi sulle mappe alle aree di alta e bassa pressione. La cosa curiosa è che è prevista la possibilità di chiedere, pagando, che venga dato il proprio nome".

 

In sostanza i meteorologi di Berlino nominano i fenomeni alternando nomi maschili e femminili sulle alte e le basse pressioni, seguendo una lista di nominativi (anche prenotati) secondo l'ordine alfabetico, procedendo dalla A alla Z e ricominciando da capo una volta esaurita la progressione delle lettere. 

 

I prezzi variano a seconda che la zona sia ad alta o bassa pressione perché, si legge sul tariffario online (qui), "le prime aree hanno una durata molto più lunga e quindi rimangono più a lungo sulle mappe meteorologiche". Dare il nome a un ciclone costa dunque 199 euro, a un anticiclone 299, più Iva, naturalmente.

 

Al momento dell'acquisto non è dato sapere se il fenomeno a cui si sarà associati sarà una tempesta distruttiva, una pioggerellina rinfrescante, un periodo di bel tempo o invece di caldo torrido. Come non poteva sapere la devastazione che avrebbe portato il maltempo di ottobre la signora Vaia Jakobs, che ha dato il suo nome alla tempesta.

 

"Il modo di nominare le aree di bassa e alta pressione è meno nobile e suggestivo di quello che si pensa comunemente" fa notare Tognoni. Nell'archivio online (qui), infatti, si vede che il 26 ottobre 2018 alla zona di bassa pressione vista dai meteorologi è stato associato il nome della signora Vaia.

 

"Per i cicloni tropicali la situazione è diversa e le regole sono diverse" ricorda il previsore di MeteoTrentino. Perché proprio Berlino dà i nomi ai fenomeni meteo? "È una questione di tradizione - conclude - Hanno iniziato loro negli anni Cinquanta e nessuno ha mai pensato di sostituirsi all'esperienza del centro tedesco".

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