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Convivialità e solidarietà: seconda edizione della spaghettata antifascista a Bolzano

Il 25 luglio '43 la famiglia Cervi offrì la pastasciutta a tutto il paese per festeggiare la caduta del regime. L'ANPI ne eredita la tradizione. Margheri: “Un'occasione per fare memoria attiva e parlare d'attualità”, in una terra dalla storia particolare

Di Davide Leveghi - 24 luglio 2019 - 12:12

BOLZANO. Sul solco della tradizione inaugurata dalla famiglia Cervi, che, il 25 luglio 1943, offrì al paese di Campegine (RE) un piatto di pastasciutta per festeggiare la caduta del fascismo, anche l'ANPI di Bolzano ha deciso per il secondo anno di seguito di organizzare la “pastasciuttata antifascista”. Un'occasione di “convivialità ma anche di promozione dei valori fondativi di solidarietà e umanità”.

 

L'evento, che si svolgerà in un centinaio di città sparse per tutta la penisola, combina, come affermato dal presidente della sezione altoatesina dell'associazione partigiana Guido Margheri, “memoria attiva, con la contestualizzazione della vicenda della caduta di Mussolini e del tragico biennio successivo, e attualità, in quanto pensiamo non che la storia si ripeta uguale ma che esistano pericoli che non stanno solo dietro ma anche davanti a noi. Pericoli come i nuovi fascismi ed i nuovi razzismi, messi in atto da movimenti e governi e a cui noi opponiamo attività che sostengano i valori della Costituzione”.

 

“L'italia- aggiunge- fu l'unico paese che in pieno regime vide grandi scioperi nelle più importanti fabbriche. Ci fu protagonismo della popolazione, che quel 25 luglio esplose in manifestazioni di gioia e speranza, valori poi risultati decisivi per la Resistenza e la Costituzione”. Ma l'iniziativa cerca al tempo stesso di legare la sua valenza di memoria attiva ad un contesto, quello altoatesino, conflittuale e “contraddittorio” anche rispetto alla pagina della Resistenza.

 

Non è un caso che per questo specifico contesto gli storici parlino di Resistenze, al plurale, essendoci stata una “biforcazione” nazionale tra l'opposizione antifascista italiana, legata al Comitato di Liberazione Nazionale, ed un'altra antifascista ed antinazista tedesca, incarnata nel movimento dell'Andreas Hofer Bund. Due movimenti che cercarono il dialogo ma che non riuscirono a farlo fruttare.

 

“Come ANPI locale cerchiamo di sostenere i valori di convivenza e autonomia, in un territorio pieno di contraddizioni cerchiamo soluzioni, anche se faticose, come nel caso dei monumenti fascisti, oggetto di risignificazione- spiega Margheri-. O nella valorizzazione dei luoghi della Resistenza, come ad esempio per il muro del lager di Bolzano, su cui verranno proiettati in forma permanente, a partire dal 12 settembre, data dell'inaugurazione, i nomi conosciuti dei deportati in questa struttura”.

 

Una storia complicata, quella dell'Alto Adige/Südtirol, visto anche che i protagonisti della Resistenza di lingua tedesca, su scelta del capo dell'Andreas Hofer Bund Hans Egarter, rifiutarono il brevetto Alexander- documento con cui gli Alleati riconoscevano i partigiani come collaboratori nella lotta di Liberazione-, a causa della loro opposizione al mantenimento del territorio tra il Brennero e Salorno nei confini italiani. “Come circolo culturale, noi dell'ANPI abbiamo cercato apertura e trasversalità fondando una Onlus dedicata a Franca “Anita” Turra, protagonista della rete di assistenza ai prigionieri del lager, e ad Hans Egarter, leader della Resistenza di lingua tedesca. Questo proprio per dar vita ad un gesto di unione delle due Resistenze”.

 

C'è predisposizione al dialogo, rispetto delle parti, rifiuto del conflitto, volontà di guardare ai momenti più alti che aiutano a trovare apertura. Questo anche accettando che il processo non sia mai del tutto compiuto”, commenta. Momenti come i tentativi di dialogo instaurati tra il primo CLN bolzanino, guidato da Manlio Longon ed in contatto col capo del CLN trentino Gianantonio Manci, ed Erich Amonn, figura centrale della Resistenza di lingua tedesca, stroncati poi dalla decapitazione del movimento resistenziale nel 1944.

 

“Come ANPI, visto l'esaurimento naturale dei protagonisti diretti della Resistenza- 5000 in tutta Italia, 5 in Alto Adige-, abbiamo deciso di non limitarci al passato nella logica degli ex combattenti ma di trasformarci e di rinnovarci verso valori e movimentazioni attuali, aprendoci ai nuovi antifascismi. Un'apertura che non si vuole solo verso le comunità storiche dell'Alto Adige ma anche vero i nuovi cittadini”.

 

La spaghettata si terrà al Bistrò 12 di via Cassa di Risparmio 12/c, dalle ore 20 in poi (qui il link). Un'occasione per parlare del 25 luglio con uno “spettro che guarda al passato più o meno recente, volutamente dialettico e contraddittorio”, “facendo da una parte memoria attiva e dall'altra ricercando l'attualità legata alla nostra realtà”. Per il secondo, e speriamo non ultimo anno, non si può che augurare “buon appetito!”.

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