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Crisi di governo e la legge sport, il Cio pronto a togliere il tricolore. A rischio l'assegnazione delle olimpiadi Milano-Cortina 2026?

Dopo una lunga e convulsa ricorsa le olimpiadi di Milano e Cortina potrebbero sfumare per motivi politici? Difficile, ma nemmeno impossibile: il Comitato olimpico internazionale intanto ha aperto la possibilità di sospendere o ritirare l'assegnazione. Mellarini: "C'è un po' di preoccupazione. Non ci si deve allarmare, ma non si può sottovalutare la situazione. Necessario dialogo per chiarire la situazione"

Di Luca Andreazza - 15 agosto 2019 - 06:01

TRENTO. "C'è un po' di preoccupazione, si tratta di una scelta importante e quindi non si deve dare nulla per scontato, serve dialogo tra tutte le componenti", queste le parole di Tiziano Mellarini, ex assessore e ora presidente del comitato trentino della Fisi, sulla possibilità che l'Italia venga estromessa dalle Olimpiadi Tokyo 2020, ma soprattutto che la sede della kermesse a cinque cerchi del 2026 non sia più Milano-Cortina.

 

Dopo una lunga e convulsa ricorsa le olimpiadi di Milano e Cortina potrebbero sfumare per motivi politici? Difficile, ma nemmeno impossibile: il Comitato olimpico internazionale intanto ha aperto la possibilità di sospendere o ritirare l'assegnazione, un'extrema ratio per opporsi alla legge delega voluta dal sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti che permetterebbe al governo di intervenire sulla riorganizzazione del Coni.

 

Il nodo è nell'indipendenza del Coni, autonomia che potrebbe essere intaccata dalla legge del governo giallo-verde. Un avvertimento internazionale rimasto lettera morta, il provvedimento è stato approvato a larga maggioranza con 154 sì, 54 no e 52 astenuti. A questo si aggiunge poi la crisi di governo di questi giorni e la situazione è ancora più fluida, tutto può essere rimesso in discussione. 

 

Ma se dovesse passare la linea dura del Cio? L’Italia rischierebbe "la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico", una misura adottata in passato nei confronti di Kuwait e India, più recentemente applicata alla Russia per la querelle doping: niente tricolore a Tokyo, gli azzurri parteciperebbero sotto l'egida della bandiera olimpica. Non solo, anche l'assegnazione di Milano-Cortina verrebbe messa in dubbio se non dovessero arrivare correttivi

 

"E' difficile - aggiunge Mellarini - capire quello che potrà succedere. Non ci si deve allarmare eccessivamente, ma non si devono sottovalutare le scelte. Ora non abbiamo risposte concrete. E' fondamentale trovare un dialogo tra le Federazioni e il governo per trovare una quadra. Certo, la questione va risolta, anche perché in linea teorica la Svezia potrebbe presentare ricorso per raggiungere l'assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026".

 

Il Cio sostiene che il Coni dovrebbe rimanere autonomo e indipendente. Le attività e le decisioni prese dovrebbero essere in linea con la Carta olimpica, in questo momento messa in discussione in almeno sei punti: promuovere il movimento olimpico nel Paese e incoraggiare lo sviluppo dello sport. Questo non esclude affatto una cooperazione con il governo, ma il Coni dovrebbe agire libero da ogni interferenza da parte dell’esecutivo, che dovrebbe solo essere di supporto nelle sue attività.

 

"Le governance di sport e esecutivo hanno sempre avuto un dialogo - aggiunge il numero uno della Fisi - legami più o meno stretti nella storia. E' difficile parlare di interferenza, il governo è il governo. Non bisogna dimenticare che il governo finanzia il Coni e che prevede un aumento delle risorse, circa 40 milioni di euro in più, a disposizione del Comitato".  

 

La legge delega, sostiene il Cio, andrebbe però nella direzione opposta ai principi inseriti nella Carta olimpica. Il timore riguarda la riorganizzazione del Coni per effetto di decisioni unilaterali prese dal governo, la sottrazione di alcune competenze e della gestione di parte dei finanziamenti pubblici annui.

 

Il provvedimento prevede, infatti, che parte delle entrate che il governo versa al Coni vengano divise tra il Comitato olimpico e il suo braccio operativo, Sport e salute, in questo caso l'azionista unico è il ministero dell’economia. Il Cio poi si è appellato alla collaborazione tra le parti per risolvere il problema, disponibile a promuovere un incontro a Losanna.

 

"Il sottosegretario Giorgetti - conclude Mellarini - ha assicurato che questa riforma sarà attuata con equilibrio, misura e realismo, ma anche che verranno chiariti tutti i dubbi originati da quello che considera un semplice fraintendimento. E' una scelta importante nella storia del Coni e in questo momento tante Federazioni di peso, quali basket, ciclismo e calcio, non hanno ancora preso posizione o commentato la legge. E' prematuro fare qualunque ipotesi, soprattutto alla luce della crisi di governo".

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