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Olimpiadi Milano-Cortina, Torino vuole le Universiadi 2025 per rientrare nei ''Giochi'' del 2026. Il Trentino deve guardarsi le spalle?

I punti fermi sono Milano e Cortina, Trentino e Alto Adige hanno stanziato le prime risorse, nel dossier ci sono, ma sul sito ufficiale non compaiono. Potrebbe iniziare una partita a scacchi. Bazzanella: "Il ritorno del Piemonte non va sottovalutato"

Di Luca Andreazza - 17 agosto 2019 - 19:40

TRENTO. Non ci sono solo la crisi di governo e la posizione del Cio sulla legge delega dello sport a ipoteticamente mettere in dubbio le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 (Qui articolo). Qualche dubbio potrebbe riguardare anche il nostro territorio, Trentino e Alto Adige potrebbero ritrovarsi a guardarsi le spalle dalle tentazioni di Torino.

 

Un ritorno alle tre punte Milano-Cortina-Torino che sembra difficile, ma che non si può nemmeno escludere a priori dopo le fasi convulse tra dossier, candidature e proposte nel lungo avvicinamento all'assegnazione dei giochi a cinque cerchi in Italia. Se la Svezia osserva più o meno distrattamente le vicende di casa nostra per capire quanto sia percorribile un eventuale ricorso e strappare le Olimpiadi, il Piemonte potrebbe aver avviato una partita a scacchi.

 

L'ex capitale d'Italia, reduce dalla kermesse olimpica del 2006, punta in modo deciso le Universiadi del 2025, quelle che si tengono appena dodici mesi prima delle Olimpiadi 2026. La città è pronta e le infrastrutture già ci sono: Torino potrebbe  magari giocare un ruolo più marginale nel nuovo panorama, ma il nome è certamente spendibile in ottica marketing e richiamo. I dossier ci sono, basterebbe solo un aggiornamento e qualche rispolverata ai campi gara inseriti nella documentazione. 

 

Anche perché i punti fermi sono Milano e Cortina, Trentino e Alto Adige hanno stanziato le prime risorse, nel dossier ci sono, ma sul sito ufficiale non compaiono e questo è un dato. Si segue giocoforza a ruota, territori che si sono messi a disposizione per completare una proposta olimpica "diffusa" e innovativa. 

 

La città sabauda nel frattempo si muove e si getta su un grande evento, che potrebbe aumentare le chance di rientrare nel progetto Milano-Cortina.  Nell'idea Universiadi si potrebbe nascondere qualcosa in più e la lettera di motivazione inviata al Cusi-Centro universitario sportivo e Fisu (la federazione internazionale) fa leva sugli argomenti della candidatura olimpica: l’esperienza del 2006, quella dell'Universiade 2007, gli impianti sportivi di prim'ordine e quindi la collaudata capacità organizzativa.

 

Le Universiadi invernali si tengono ogni due anni e rappresentano un evento da 3 mila atleti e un giro totale da oltre 4 mila persone tra sportivi, staff e delegazioni, una sessantina di Paesi partecipanti, undici sport e una settantina di discipline.

 

Una kermesse sbarcata anche in Trentino nel 2013: campi di gara e logistica spalmate tra Fiemme e FassaTrento e BondonePinè e Pergine. "La candidatura e il proposito di rientrare di Torino devono preoccupare - commenta Filippo Bazzanella, deus ex machina di quell'evento - ma nella giusta misura. La speranza è che il Trentino riesca a far valere le proprie ragioni, così come l'esperienza nei settori neve e ghiaccio. Gli standard qualitativi ci sono, ma è necessario non farsi sorprendere e cercare di blindare in modo definitivo questa opportunità". 

 

Nel 2013 il comitato organizzatore delle Universiadi riuscì perfino a restituire alle casse pubbliche circa 900 mila euro di risorse non spese e da quell'esperienza Filippo Bazzanella ha inoltre scritto il libro: “Must have. Nice to have: how to establish big sport events on a human scale again”: pagine che raccontano come sia possibile organizzare un grande evento sportivo senza necessariamente spendere cifre non sostenibili.  Un libro nei fatti in grado di anticipare l'agenda 2020 del Cio e infatti l'edizione di Tokyo sarà economicamente più soft.

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