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| 17 nov 2021 | 21:29

Olimpiadi '26, rientra in gioco Torino? La Provincia di Belluno: ''Per il bob già stanziati 1,5 milioni''. Il Trentino sul pattinaggio: ''Non si tocca, siamo già operativi''

Ci sono ancora alcune partite che appaiono aperte e Torino cerca, più o meno convinta, di inserirsi per recuperare qualche evento a cinque cerchi. Il Bellunese e il Trentino difendono i rispettivi campi di gara per quanto riguarda la pista da bob ("Diventerà un Centro federale di livello internazionale") e quella del pattinaggio velocità, Failoni: "A oggi la location è e resta trentina"

TRENTO. "E' un investimento che intendiamo portare avanti". Così Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. "Non è stata una scelta facile, ma ci sono tutte le verifiche economiche e tecniche perché l'attenzione è massima in materia sostenibilità".

 

Il Bellunese intende mantenere il punto sulla pista da bob, campo di gara delle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina. Ci sono ancora alcune partite che appaiono aperte e Torino cerca, più o meno convinta, di inserirsi per recuperare qualche evento a cinque cerchi. La kermesse mancata è ancora ritenuta un grave errore all'ombra della Mola e la nuova amministrazione prova a giocare qualche carta residua. Una possibilità non facile, il piano e il dossier sono stati ormai depositati da tempo al Cio ma ci sarebbe un tentativo di approfittare di qualche spiraglio.

 

I dubbi e le perplessità a Cortina sono state sollevate più volte sull'opportunità di intervenire sulla pista da bob, anche i Verdi veneti fanno da sponda al Piemonte: si vada a Innsbruck (l'impianto esistente più vicino) oppure a Cesana Torinese, infrastruttura costruita ex novo per il 2006 e sostanzialmente abbandonata. Il comitato organizzatore, la Regione Veneto, il Coni e il Comune spingono per rifare l'impianto: il governatore Luca Zaia ha confermato che la pista di Cortina da 61 milioni si farà (Qui articolo).

 

"La linea è quella di ammodernare l'attuale tracciato - evidenzia Padrin - abbiamo già stanziato 1,5 milioni quale sostegno economico al progetto e non intendiamo tirarci indietro. Le gare di bob, slittino e skeleton devono essere mantenute a Cortina. L'intenzione è poi quella di rendere l'impianto un Centro federale per accogliere gli atleti azzurri, così come quelli da altre Nazioni, per accrescere la competitività in questa disciplina. La dismissione avrebbe costi maggiori e una riqualificazione permette di pianificare ulteriori interventi per migliorare i servizi".

 

La Regione ha già previsto e accantonato 8 milioni, 400 mila euro all’anno, per coprire le spese per i prossimi 15 anni. Anche le province di Trento e Bolzano potrebbero contribuire alle spese per almeno 15 anni, come scritto in una lettera di intenti del 2019, si è parlato poco del documento (Qui articolo). 

 

"C'è da rispondere agli obiettivi del Cio - dice l'assessore al turismo della Provincia di Trento, Roberto Failoni - sulla sostenibilità economica e ambientale. E si deve portare a almeno a pareggio il bilancio. Tutte le azioni rientrano nella collaborazione e nella dialettica tra i territori inseriti nel comitato organizzatore". 

 

A proposito di Trentino. Un'altra location "debole" è quella di Baselga di Pinè per il pattinaggio velocità. In questo caso il Cio stesso avrebbe espresso dei dubbi sulla sostenibilità dell'impianto: un investimento da 70 milioni per costruire la copertura. E fin qui non ci sarebbero problemi in quanto la Provincia è disposta a intervenire. Il nodo arriverebbe a kermesse conclusa: l'impianto rischierebbe di perdere tra i 570 e gli 830 mila euro all'anno. E per questo il Comitato olimpico internazionale avrebbe proposto la carta di Milano.

 

Il Trentino in quel caso si è difeso per mantenere il campo di gara. Adesso un pensiero potrebbe farlo Torino. "E' chiaro che sarebbero azioni poco eleganti. Oggi la location è trentina e la Provincia - commenta Failoni - è attiva sul fronte degli interventi di adeguamento richiesti per le Olimpiadi e collabora costantemente con i Comuni di Baselga di Piné e di Bedollo in tutti i passaggi necessari".

 

Oltre alla parte finanziaria, i discorsi e le collaborazioni sono in essere per quanto riguarda gli aspetti progettuali e di inserimento paesaggistico della struttura che, secondo il dossier di candidatura, servirà per le 14 gare olimpiche del pattinaggio di velocità. 

 

In questi mesi i confronti sono proseguiti con la Fondazione Milano - Cortina 2026 e il Cio per decidere quali soluzioni tecniche adottare. La Pat conferma la volontà di proseguire secondo quanto previsto nel progetto di candidatura e nell’Host city contract. L’obiettivo è quindi quello di individuare una soluzione sostenibile confermando Piné come sede olimpica. "Una posizione più volte ribadita nelle sedi e negli organismi deputati a definire l'assetto infrastrutturale dedicato all’evento sportivo olimpico", conclude Failoni.

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