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Da come si ''tagliano'' i canederli ai materassi separati in camera da letto: ecco "Come sopravvivere in Alto Adige"

Luisa Righi e Stefan Wallisch hanno prodotto un galateo per non incappare in imbarazzanti gaffe quando si è in Alto Adige. Un manuale ironico per decodificare una terra complessa, tra gastronomia, convivenza e tradizioni. "Gli incidenti diplomatici sono sempre dietro l'angolo". Per cominciare, non chiedete mai a un sudtirolese se si senta più italiano o più tedesco

Di Davide Leveghi - 13 ottobre 2019 - 20:58

BOLZANO. Viversi e muoversi in Alto Adige/Südtirol senza commettere passi falsi non è cosa facile, specie per chi non conosce il contesto di questo territorio mistilingue in cui cultura mediterranea e cultura tedesca si mescolano non senza asperità. Per questo, per turisti e cittadini del luogo, i giornalisti Luisa Righi e Stefan Wallisch hanno confezionato uno snello “galateo” dal titolo Come sopravvivere in Alto Adige. Senza sbagliare una mossa.

 

“L'obiettivo è far conoscere e approfondire le sfaccettature dell'Alto Adige – spiega l'autrice – distanziandosi dal nostro libro precedente, I perché dell'Alto Adige, e cioè non offrendo più domande e risposte ma regole di comportamento su ciò che si deve fare e non si deve fare. C'è un filo rosso della conoscenza che lega i nostri libri, e l'interesse nello scriverli dipende dal fatto che l'Alto Adige sia un territorio che si presta ad essere decodificato”.

 

Due grandi culture europee, venute a incontrarsi in maniera non certo pacifica, tre lingue che convivono in provincia. “Orientarsi” in Alto Adige non è cosa facile e scontata, per questo conoscere delle regole e delle strategie è cosa conveniente. “Gli incidenti diplomatici, qui, sono all'ordine del giorno – continua Righi – tra turisti e locali come tra italiani e tedeschi. Le nostre regole per questo spaziano in ogni campo, dal territorio alla cultura, alle tradizioni, dalla gastronomia alla convivenza”.

 

Ma quali sono, quindi, le regole da conoscere per non incappare in qualche spiacevole inconveniente? “Non si devono rubare le mele, non si devono fare selfie con orsi e lupi, non si taglia mai il canederlo con il coltello – spiega divertita – di contro bisogna approfondire la storia di questo territorio così complesso, bisogna portarsi sempre dietro un maglioncino per gli sbalzi termici che ci sono tra fondovalle e montagna, o semplicemente tra il giorno e la notte. È un manuale ironico, il nostro, che esiste già per molti altri luoghi, ma che ancora non c'era per questo luogo”.

 

I consigli sono 43. Tanti da tenere a mente, ma determinanti per evitare figuracce. Non si chieda mai, infatti, ad un sudtirolese se si sente più italiano o più tedesco.

 

Poi ci sono pure le chiavi per entrare più approfonditamente nella cultura del luogo. Se entri in una stanza da letto e vedi i due materassi separati, sai già che sei in una casa tedesca. “Quel capitolo lo abbiamo chiamato La fossa delle Marianne nella stanza da letto”, sorride Righi. E se si entra in una casa, le scarpe vanno tolte o no? “Su questo ci sono più scuole di pensiero”, continua. Se a Natale i bambini scartano i regali il 24 dicembre, sai che sono tedeschi, il 25 italiani

 

Gli autori del libro, d'altronde, queste regole le hanno sperimentate sulla propria pelle. Coppia nella stesura come nella vita, Righi e Wallisch sono l'una altoatesina di Bolzano, l'altro figlio di una coppia mistilingue originaria di Vienna. “Anche per me – aggiunge Stefan Wallisch –, viennese, non è stato facile adattarmi al contesto sudtirolese. Sono stato anch'io un forestiero”.

 

Esperienza diretta, autobiografia e storie tratte dal vissuto di amici si mescolano alle origini della decisione di scrivere un decalogo sull'Alto Adige. “Cerchiamo di spiegare ciò che è più difficile da capire”, chiosa Righi.

 

Come sopravvivere in Alto Adige è la quinta opera a quattro mani di Righi e Wallisch. Edita da Folio editore, segue come detto I perché dell'Alto Adige. Capire una terra particolare (2017). Le tre opere precedenti - Lungo i confini dell’Alto Adige. Escursioni tra storie e paesaggi (2010, primo premio nella sezione saggistica del concorso letterario nazionale “Autori da scoprire”), Ötzi, i Reti e i Romani. Gite archeologiche in Alto Adige (2009) e L’Alto Adige dei famosi. In gita con

Ötzi, Sissi e Pertini (2007) – soni guide escursionistiche. La coppia, infatti, oltre a dedicarsi per lavoro al giornalismo, è appassionata di montagna.

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