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Da Mezzolombardo alle sculture per Messi: il viaggio di successo di un giovane pasticciere trentino

Dalla scuola alberghiera di Rovereto alle più prestigiose pasticcerie d'Europa. È la storia di Gregory Concin, 23 anni di Mezzolombardo, promettente maestro pasticcere che vuole portare in alto la bandiera trentina

Di Davide Leveghi - 07 agosto 2019 - 21:05

MEZZOLOMBARDO. È una storia di ascesa e dalle rosee aspettative quella di Gregory Concin, 23 anni di Mezzolombardo. Una storia che lo ha portato a lavorare nelle più prestigiose pasticcerie d'Europa, oltre che a conoscere alcuni dei più celebri maestri del mestiere.

 

Racconta tutto il suo percorso, il giovane pasticciere rotaliano, dagli esordi nelle stagioni a Fai della Paganella e Molveno all'emozionante episodio che lo ha portato a consegnare al campione del Barcellona Lionel Messi un grande castello di cioccolato durante il periodo pasquale. Un'ascesa che al di là degli incontri con i miti del calcio gli ha riservato notevoli soddisfazioni, e, pare, potrà regarargliene altre.

 

La mia ispirazione- comincia- fu l'attività di mio fratello, che lavora come cuoco a Mezzolombardo. È così che mi sono avvicinato al mondo della cucina e da questo riferimento decisi di iscrivermi alla scuola alberghiera di Rovereto. Anno dopo anno mi sono avvicinato, per carattere e amore della precisione, alla pasticceria. Grazie all'aiuto di mio padre e all'influenza dei miei professori decisi di lanciarmi in un corso superiore da pasticciere, in un'accademia di Parma, dove ho fatto il grande salto, imparando cose che nessuno in Trentino faceva”.

 

Un'esperienza, quindi, che lo ha indirizzato sempre più verso quel mondo, affascinante quanto difficile e competitivo. “Esiste un portale del settore- continua- dove arrivano richieste di lavoro da tutto il mondo. Ebbi proposte dagli Usa, dalla Cina, ma scelsi invece di approfondire le mie conoscenze attraverso corsi e stage, come quello svolto a Bolzano presso la pasticceria di Renzo Zanolini, o in una fabbrica di dolci e panetteria. Questa cosa fa storcere il naso ad alcuni della mia categoria, ma credo che solo di fronte alla grandi produzioni si possa capire se uno si muove bene”.

 

E acquisite le dovute conoscenze del settore, “rubando l'arte” ad alcuni tra i maestri, come l'italiano Iginio Massari, ha deciso di viaggiare per imparare le lingue e ampliare gli orizzonti. “Ai 19 anni decisi che era ora di imparare le lingue. Prima l'inglese, per cui andai in Irlanda. Accettando un lavoretto che per me non era importante in quel momento, finii in una delle 10 migliori pasticcerie delle isole britanniche. L'Irlanda non è certo famosa per i dolci- ridacchia- e solo in Spagna, dove mi trasferii poi, ebbi modo di entrare in contatto con una realtà di tutto rispetto”.

 

Il primo approccio avviene a Valencia, dove Gregory, mentre studia il castigliano, trova un'occupazione in una piccola pasticceria a conduzione familiare. Poi a Barcellona, da dove arriva la proposta di lavorare alla prestigiosa Foix de Sarrià, vecchia di 130 anni e conosciuta in tutta la capitale catalana. “La Catalogna è un caso a parte nella pasticceria spagnola. In generale non viene valorizzata molto, ma lì la cioccolata e le sculture vanno tantissimo- spiega- lì sono nate le “Monas”, le torte pasquali. Lì c'è attenzione per le cosiddette torte moderne, sviluppate in altezza, glassate”.

Una storia di successo: un giovane trentino nelle pasticcerie più prestigiose d'Europa

 

La Foix de Sarrià ha formato molti illustri maestri pasticceri. Una palestra per affinare le proprie competenze, per misurarsi, nei quattro piani dell'edificio dedicati ognuno a un diverso ramo, con i trucchi del mestiere, dal cioccolato al panificio, dalle torte ai croissant. “Avendomi dato la possibilità di scegliere il mio settore, ho provato un po' di tutto, e solo per Pasqua decisi di provare il cioccolato. Ho lavorato fino a 17 ore al giorno per “rubare l'arte”, come si dice nel mio mondo, e per imparare, scoprendo che le sculture mi venivano bene”.

 

L'approdo alle sculture di cioccolato gli hanno così riservato, oltre alle gratificazioni personali, pure degli inaspettati quanto piacevoli incontri. “Abbiamo avuto ordini grandi per Pasqua, con dei castelli di Hogwarts di cioccolato da 60 chili, su cui abbiamo lavorato ore e ore. Non sapevamo per chi sarebbero stati, e solo il giorno della consegna mi chiesero di accompagnare il trasportista. Così sono finito a casa di un ex dirigente del Barcellona, e poi, mentre al fondo del furgone c'era un altro pacco pronto ad essere consegnato, ho scoperto che saremmo andati a casa di Messi!”.

 

Un incontro indimenticabile, pertanto, per un appassionato di pallone. “Arrivati a questa fortezza, con muri alti 5 metri e un bodyguard poco amichevole, riusciamo a entrare per consegnare la scultura. Attraversiamo il grande giardino e sulla porta c'è lui in persona che ci aspetta! Ci accompagna a casa, chiacchieriamo riguardo alla scultura e mentre ce ne stiamo per andare, ci offre la mancia. Il mio collega ha rifiutato e così ho fatto io, ma non potevo andarmene senza una foto con lui! Magari gli avessi chiesto la maglietta, è il rimorso più grande che ho!”, conclude con una nota sconsolata.

 

Tornato a casa per un'operazione al ginocchio, Concin non è sicuro di tornare. Ma la volontà è quella. “Sono in attesa di una risposta da parte di un hotel di Girona, il Celler de Can Roca, votato più volte miglior ristorante al mondo. Ci andrei a lavorare anche gratis lì! Sto aspettando e nel mentre potrei tornare a Barcellona per continuare dove stavo lavorando prima. Niente Italia e Trentino per un po', l'idea è di continuare a viaggiare e apprendere conoscenze e innovazioni qui sconosciute”.

 

“Spero un giorno di tornare- chiosa- anche perché devo studiare e imparare dalla pasticceria italiana, una delle migliori al mondo. Il mio sogno sarebbe aprire la mia pasticceria, per ora spero di portare in alto la bandiera del Trentino”.

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