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Gli agriturismi sono in costante crescita e vogliono contare di più nelle scelte turistiche: ''Rivedere la legge agrituristica''

Sono circa 500 gli agriturismi in Trentino a fine 2018, numeri in deciso aumento negli ultimi sedici anni. Il numero uno dell'Associazione agriturismo Manuel Cosi: "Siamo certamente e orgogliosamente agricoltori, ma rappresentiamo anche una fetta sempre più crescente dell'ospitalità trentina"

Di Luca Andreazza - 13 maggio 2019 - 20:46

TRENTO. La revisione della legge agrituristica, questo chiede l'Associazione agriturismo del Trentino, riunita oggi, lunedì 13 maggio, in assemblea per approvare il bilancio e presentare le linee guida del futuro prossimo. Un settore in salute e in costante crescita che applaude anche l'approdo al Tavolo azzurro in Trentino Marketing (Qui articolo). 

 

Sono circa 500 gli agriturismi in Trentino a fine 2018, numeri in deciso aumento negli ultimi sedici anni. Si è passati dagli appena 188 nel 2003 ai 367 nel 2011, quindi 445 nel 2015 e 478 nel 2017. "Circa 340 strutture - dice Manuel Cosi, presidente dell'Associazione agriturismo - offrono accoglienza e l'anno scorso il comparto ha messo a disposizione 4.900 posti letto per registrare 400 mila presenze e 120 mila arrivi per un incremento rispettivamente del +10% e +9%".

 

La stagione estiva pesa per il circa il 50% degli arrivi, mentre il 27% è appannaggio dell'inverno e il restante 23% si sparpaglia lungo il resto dell'anno. "I dati - prosegue il numero uno degli agritur - mostrano un costante aumento del gradimento da parte del mercato estero, in particolare tedeschi, olandesi e austriaci. Numeri importanti, soprattutto se si guarda il punto di partenza di 20 anni fa".

 

E per questo l'Associazione chiede di contare di più. Un primo segnale è arrivato con l'ingresso al Tavolo azzurro, il super tavolo per delineare le strategie del turismo. "Da Trentino Marketing a Asat, da Unat all'Accademia d'impresa, dalle Strade del vino e dei sapori agli assessorati provinciali e il Consorzio del comuni: abbiamo dialogato con gli attori del territorio e messo in atto la buona pratica del confronto e della collaborazione per realizzare possibili intese e reti operative".

 

Ora gli agriturismi chiedono maggiori certezze, non legate strettamente a iniezioni di risorse pubbliche. "In questi anni - evidenzia Cosi - abbiamo operato in totale assenza di programmazione economica e gestionale. Non puntiamo però all'associazionismo pubblico, non chiediamo soldi a pioggia, ma che la politica ci riconosca un ruolo preciso: siamo interlocutori e organizzatori del settore".

 

Un avvio di una nuova stagione di sviluppo e relazioni per prevedere piani pluriennali, guardare a nuove prospettive e tracciare le linee programmatiche per obiettivi da raggiungere. E per questo è fondamentale cambiare e aggiornare la legge agrituristica.

 

"Turismo e agricoltura devono dialogare di più - aggiunge il presidente - non è possibile che l'agriturismo sia relegato a un piccolo comparto del settore agricolo. Siamo certamente e orgogliosamente agricoltori, ma rappresentiamo anche una fetta sempre più crescente dell'ospitalità trentina, una motivazione di vacanza che spinge tanti turisti a visitare il nostro territorio. Dobbiamo tenere alta l'asticella della qualità, aumentare la visibilità del nostro marchio e combattere i 'falsi agriturismi', dobbiamo mantenere la serietà dell'offerta".

 

Un altro tema è legato all'uso delle risorse provenienti dalla tassa di soggiorno. "Valiamo circa 450 mila euro - commenta Cosi - che devono essere reinvestiti in progetti per il mondo del nostro settore. Un comparto che cresce in termini numerici, anche se ovviamente rimangono più modesti rispetto a quello alberghiero. Ma gli agriturismi qualificano l'offerta, portano valore aggiunto alla percezione di vacanza rurale e naturale in Trentino. In alcune zone il livello dell'ospitalità è migliorato per la nostra presenza".

 

Il settore si candida a diventare un settore cardine nel nuovo modo di proporre turismo. "Gli agritur - spiega il presidente dell'associazione - rappresentano un'integrazione del reddito agricolo molto utile per tante aziende che guardano alla multifunzionalità come valore economico. Gli agriturismi sono alta espressione di turismo rurale e, se ben inserita in più ampio meccanismo di promozione territoriale, spesso sono ideali ambasciatori del territorio e di un tipo di turismo esperienziale e naturale legato anche al benessere della persona".

 

L'amministrazione provinciale crede nella qualità e nel contributo che il comparto può portare al turismo trentino. "Tra i progetti - commenta l'assessora Giulia Zanotelli - intendiamo proporre la nuova legge agrituristica. Il ritorno di questo settore sul territorio è strategico. La Provincia deve investire negli agriturismi. E' importante il dialogo tra agricoltura, turismo e associazioni di categoria". 

 

Alla presenza di circa centoventi persone, Cosi ha inizialmente presentato il bilancio rendicontando anche tutte le attività svolte nel corso del 2018, incluse alcune importanti alleanze territoriali considerate strategiche per lo sviluppo del settore, come ad esempio il protocollo d’intesa con i Vignaioli del Trentino. 

 

"Ascoltiamo le richieste, i consigli, le sollecitazione e le idee perché è necessario valorizzare le categorie. Giriamo molto il territorio - dice l'assessore Roberto Failoni - per dialogare e ricevere stimoli. La qualità è anche aumentare i prezzi, un concetto ribadito anche alle Apt: bisogna accompagnare le realtà per avere maggiore remuneratività".

 

Un momento particolarmente significativo quando Manuel Cosi e l’assessora Zanotelli hanno premiato Antonio Pedron, direttore dell’Associazione agriturismo da oltre quarant’anni, consegnando una targa ricordo visto l’imminente pensionamento.

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